15 marzo 2019. Il giorno in cui la terra è scesa in piazza

Ormai tutti conscono Greta Thunberg, la sedicenne che durante la scorsa conferenza sul clima ha lanciato un appello inequivocabile ai capi di stato e ai grandi industriali, intimando loro che il tempo delle trattative stava per finire, che le nuove generazioni non avrebbero accettato oltre un simile maltrattamento ai danni della Terra. Il suo grido di protesta ha cominciato a diffondersi, il genuino ardore e la fervida passione di questa studentessa svedese hanno scavato a fondo e fatto breccia nei cuori di molti giovani che condividono con lei lo stesso amore per il Pianeta. La nuova candidata al Premio Nobel per la Pace 2019 era già famosa per i suoi scioperi settimanali, tutti di venerdì, scioperi coi quali intendeva sacrificare ore di scuola non per futili ragioni, ma per confrontarsi coi politici del suo paese circa le loro reali intenzioni nei confronti del cambiamento climatico: Greta chiede fatti, inesorabile e insaziabile.

Forse non molti avrebbero scommesso sulla caparbietà di questa ragazza, considerandola semplicemente una giovane idealista ancora immatura, eppure, quello che è successo oggi è inequivocabile. Un milione di studenti, solo in Italia, ha risposto al suo appello e hanno deciso di unirsi con lei nella lotta contro i governi che non dimostrano una adeguata sensibilità al problema. Si stima che non ci fosse un movimento di studenti così consistente dal ’68, e in effetti l’evento ha contato 100mila persone a Milano, dove il percorso è stato deviato per passare in piazza Duomo e non più in piazza della Scala, troppo piccola per accogliere tutti. Diecimila a Firenze, seimila a Roma e tremila a Bologna, tremila anche a Bergamo, almeno secondo le prime stime. L’altissima partecipazione era però prevista dato che all’ultimo appello lanciato da Greta su Twitter quattro giorni fa avevano aderito movimenti di studenti di 123 Paesi diversi, con manifestazioni previste in 2052 città ai quattro angoli del pianeta (come era stato già accennato qui: https: //thepasswordunito.com/2019/03/06/fridays-for-future-il-venerdi-verde-di-torino). Il «FridaysForFuture», lo sciopero degli studenti contro i cambiamenti climatici, vede in Italia e Francia il maggior numero di raduni. L’Italia, con 235 raduni organizzati, è il Paese più attivo, prima di Francia (216), Germania (199), Stati Uniti (168), Svezia (129) e Gran Bretagna (111). In Europa la manifestazione coinvolge gli studenti anche in Spagna (65), Portogallo (36), Belgio (31), Irlanda (31) e Finlandia (26). Ha sicuramente aiutato a garantire una così copiosa partecipazione all’evento anche la decisione delle scuole di non segnare l’assenza agli alunni che avessero deciso di prendere parte alla manifestazione e, così facendo, di perdersi un giorno di scuola. Perché sono proprio loro, i giovani liceali, i veri protagonisti di questa manifestazione, che oggi anche a Torino ha stravolto le aspettative di tutti con l’elevata partecipazione studentesca.

Lascio ora spazio a chi oggi era presente, preziosa testimone dello svolgimento pacifico e sicuro della manifestazione e dell’atmosfera di partecipazione che stamattina hanno animato le strade del centro. La parola ad Anna Contesso.

15 marzo. Torino. Alle 9.30 il corteo Fridays for Future parte da piazza XVIII dicembre, davanti alla stazione di Porta Susa, ma è in piazza Arbarello che è iniziata la vera e propria marcia, che prosegue in via Cernaia, in piazza Palazzo di Città e si ferma in piazza Castello, dove si sono tenuti discorsi e dibattiti. C’erano migliaia e migliaia di persone oggi: tantissimi studenti delle superiori, persone più anziane e cagnolini che volevano dare il loro apporto alla causa, universitari in bicicletta, bambini con genitori e intere classi con le maestre e le magliette abbinate. C’erano tantissimi cartelloni oggi, colorati, irriverenti, divertenti e accusatori, insieme ad alcuni modelli di Terra in 3D che venivano innalzati in cielo, come per inneggiare a lei. È d’altronde per lei, per la nostra Terra, che si è svolto il corteo di oggi; per tutti noi che la abitiamo e per tutti quelli che verranno: i figli, i nipoti dei ragazzi che sono scesi in piazza, è per loro che oggi queste persone hanno gridato e innalzato la loro bandiera verde, rigorosamente apolitica.

La manifestazione di oggi è stato un successo in tutto e per tutto. Fino alla fine non ci sono stati scontri (da notare come la polizia si sia tenuta distante dal corteo) ma solo inni e canzoni di gioia, le persone si sono unite, fratelli e sorelle con lo stesso obiettivo, che prescinde età, sesso, identità politica. Erano severamente vietate le bandiere dei partiti, così come si è cercato di evitare di mettere in mostra i simboli No TAV, ad oggi un argomento che spacca l’opinione pubblica a metà. Oggi non c’era tempo di discutere, oggi c’era solo spazio per marciare cantando, insieme.

Gli stessi politici locali non hanno partecipato o non hanno fatto notare la propria presenza; l’unico personaggio conosciuto a prendere parola è stato Luca Mercalli, il famoso meteorologo ormai da molti anni simbolo della difesa ambientale e della lotta agli inquinamenti.

Questo movimento, molto serio negli intenti, oggi si è trasformato in una festa all’aria aperta nelle vie della città, dove tutti erano i benvenuti, e dove persino i muratori dalle impalcature davano il loro sostegno morale. Oggi è stato un successo, e speriamo anche un grande passo avanti nel dibattito pubblico mondiale.

Chiara Cioffi e Anna Contesso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...