Il gran finale

“Parte del viaggio è la fine.”

Chiunque volesse dare un giudizio critico ad Endgame considerandolo una semplice pellicola a sé stante commetterebbe un grave errore. Quello che è uscito nelle sale il 24 di aprile non è uno dei tanti blockbuster prodotto dalla fucina holliwodiana, bensì è qualcosa di molto più grande, tanto da essere stato già giudicato dalla critica come il film più significativo di questo decennio. L’ultima fatica Marvel è la meta finale di un viaggio partito nel 2008 e che ha accompagnato gli appassionati per un decennio. L’opera diretta dai fratelli Russo ha il gravoso compito (portato a termine con successo) di porre la parola fine a tutte le storie e le sottotrame che si sono create in ben 21 film che lo precedono, riuscendo nel contempo in una grande opera celebrativa, come fosse un sentito ringraziamento al supporto costante dei fan.

Le emozioni sono garantite, e non sono leggere, come ci si poteva aspettare. L’appassionato che si siede in sala si prepari ad essere investito da una vagonata di ricordi, che giungono allo spettatore tramite scene emblematiche (evitiamo spoiler) e costanti riferimenti a tutto l’universo cinematografico Marvel. Qui è necessaria un’avvertenza: conoscere a menadito tutte le pellicole passate che riguardano i Vendicatori non è un requisito obbligatorio per la visione di Endgame, ma è altamente consigliato. In un’opera cinematografica dalle dimensioni mastodontiche come il Marvel Cinematic Universe, più si conoscono i dettagli, più ci si può gustare a pieno il finale.

Per ovvi motivi la pellicola non è breve, e lo spettatore non può che essere contento della durata di ben tre ore, che è leggermente di più rispetto ad un normale film. La trama si prende i suoi tempi e procede senza fretta, per far capire cosa significa vivere su una Terra che ha subito l’effetto della Decimazione ad opera di Thanos, nella quale manca all’appello metà dei suoi abitanti. Per la prima volta gli Avengers hanno perso, una condizione a  loro sconosciuta, dove le idee per salvare la situazione scarseggiano e le relative speranze faticano a sopravvivere. La vicenda porterà i nostri eroi a tentare l’unica soluzione possibile per tornare alla normalità, che farà rivivere momenti estremamente significativi della storia dei protagonisti, in un tentativo disperato di riportare in vita i propri cari, con la consapevolezza di quanto possa essere pericoloso un  simile estremo tentativo, essendo questo sia soluzione, ma anche via di non ritorno in caso di fallimento. Si giunge alla sequenza finale, l’ “endgame” che tutti aspettano da anni. L’ultima ora regala allo spettatore alcuni dei momenti più belli che possa vivere nell’universo Marvel, con una scena di combattimento che per la carica emotiva che si porta dietro vale da sola il prezzo del biglietto, per poi lasciare il posto al momento più importante di tutti, il vero e proprio finale, che non può che portare chi guarda ad emozionarsi e commuoversi.

Una pellicola che fa della fotografia e della regia le sue colonne portanti. A partire dalla scelta dei colori, che sottolineano la serietà della trama e fanno in modo che questo capitolo prenda le distanze dai alcuni suoi precedenti decisamente più goliardici e caciaroni (e vorremmo ben vedere!). I fratelli Russo confezionano un prodotto inappellabile dal punto di vista tecnico, con ottime inquadrature che conferiscono al prodotto finale una sensazione di pulizia e con altre che riescono davvero a far sentire lo spettatore vicino ai suoi eroi preferiti. Le emozioni che si provano arrivano anche grazie alle strategie tecniche, e l’effetto finale è sbalorditivo.

Prendete il più inesperto dei vostri amici, quello a cui di Avengers e gemme dell’ Infinito non è mai importato niente e portatelo in sala. L’ espressione sul suo volto, una volta passate le tre ore, non può che darvi conferma della potenza di questo film e di quanto abbia segnato un’ epoca. Si è arrivati ad un punto decisivo dei cinecomics, un momento di svolta che assegna un ruolo di spartiacque ad Endgame. Le intenzioni degli autori saranno completamente chiare solo dopo l’ uscita di “Spiderman: far from home” a luglio, l’ultimo capitolo che chiuderà la fase 3 e mostrerà le sorti dei prossimi film, ma una cosa è certa: niente sarà più come prima.

Un perfetto addio, un ottimo inizio.

 

                                                                                                                        Antonio Ruggiero

 

 

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