Pena di morte, cosa ci dice il report di Amnesty International

Amnesty International ha da poco pubblicato il suo annuale report riguardante la pena di morte e il suo utilizzo nel mondo.
Il rapporto dell’ONG nata agli inizi degli anni ’60 rivela che il numero delle esecuzioni capitali sta diminuendo: si è registrato di fatti un calo del 30% rispetto alle esecuzioni praticate nel 2017.

I dati dell’anno passato stimavano 993 morti per esecuzioni capitali mentre nel 2018 le morti sono scese a 690, il dato più basso degli ultimi 10 anni.
Anche il numero dei paesi esecutori è diminuito: sono 20 gli Stati che hanno eseguito condanne a morte nel 2018, tre in meno rispetto al 2017 e undici in meno rispetto al 1999.
Il paese con più esecuzioni confermate è l’Iran, dove comunque è stato registrato un netto calo rispetto all’anno precedente. Seguono Arabia Saudita, Vietnam e Iraq.

Le cifre riportate da Amnesty International però non tengono conto delle pene capitali eseguite in Cina. Il governo di Pechino non ha mai reso pubblici i propri dati perché considerati segreto di Stato.
Amnesty International ritiene che il numero di esecuzioni capitali in Cina sia intorno al migliaio e questo renderebbe il paese asiatico il primo al mondo per numero di esecuzioni.
Sempre in Asia, il Giappone ha più che triplicato il numero di esecuzioni capitali rispetto all’anno passato (4 nel 2017, 15 nel 2018), la Tailandia ha ripreso le esecuzioni per la prima volta dal 2009, Singapore fa registrare il numero più alto di esecuzioni (13) degli ultimi dieci anni mentre risultano difficili da confermare i dati riguardanti l’uso della pena di morte in Corea del Nord.

Pena di morte 1

In Medio Oriente e in Africa del Nord sono solo 5 i paesi che hanno fatto ricorso alla pena di morte nel 2018 (Egitto, Yemen, Arabia Saudita, Iran e Iraq) ma non sono disponibili i dati relativi alla Siria a causa del conflitto in corso.
Per quanto riguarda l’Africa Subsahariana, le esecuzioni sono diminuite rispetto al 2017 e sono solo quattro i paesi che hanno effettuato esecuzioni nel 2018 (Sud Sudan, Sudan, Somalia e Botswana) ma in Nigeria sono più di 2.000 i detenuti in attesa di essere giustiziati.

L’unico Stato dell’Europa continentale ad aver fatto ricorso alla pena capitale nel 2018 è stata la Bielorussia, dove almeno 4 detenuti sono stati uccisi.
Gli Stati Uniti d’America rimangono invece l’unico paese delle Americhe a ricorrere a questa pratica. Sono state 25 le esecuzioni registrate nel 2018 (tredici nel solo Texas), due in più rispetto al 2017. In totale sono 30 gli Stati federati americani che ad oggi praticano la pena di morte.

I numeri del report del 2018 dimostrano come sempre più paesi stiano voltando le spalle a questa pratica.
A fine 2018 sono 142 gli Stati che hanno abolito la pena di morte per legge o nella prassi. Secondo il segretario generale di Amnesty International Kumi Naidoo, sempre più Stati si stanno rendendo conto che la pena di morte non è la soluzione migliore ed è solo questione di tempo prima che venga abolita a livello globale.

Luigi Maria Barbella

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