Il futuro dell’automobilismo E qui

L’automobilismo è sempre stato uno degli sport più adrenalinici, appassionanti e facili da seguire. Non importa se sia machismo o semplice competitività, fin dall’invenzione del motore a scoppio si è sempre sentita la voglia di gareggiare, di mettere il muso di un’auto di fronte ad un’altra, di battere un record.
Il campionato automobilistico più famoso e popolare è indubbiamente la Formula 1, ma c’è anche un’altra competizione che sta guadagnando popolarità e visibilità, il campionato del mondo per auto elettriche: la Formula E.

Nel marzo del 2011, si ritrovarono in un ristorante italiano a Parigi Jean Todt (presidente della Fédération International de l’Automobile, la massima istituzione automobilistica mondiale), Alejandro Agag (businessman ed europarlamentare spagnolo), Antonio Tajani (attuale presidente del Parlamento dell’Unione Europea) e Teo Teocoli: quella che sembra essere l’inizio di una strana barzelletta segna in realtà la nascita della Formula E. Riflettendo sulla possibilità di promuovere la diffusione e lo sviluppo delle energie alternative, tra un’entrée e un dessert, Todt avanzò l’ipotesi di creare un campionato riservato ad automobili elettriche, da svolgersi esclusivamente in circuiti cittadini per far sentire le gare più vicine al pubblico.
Dopo qualche anno di studio e organizzazione, il primo campionato di Formula E ha visto la luce nel 2014: 11 squadre, 22 piloti, 11 gran premi (chiamati ePrix) il primo dei quali si è svolto a Pechino, città tristemente famosa per essere una delle più inquinate.

Durante il primo campionato le auto erano in tutto e per tutto uguali le une alle altre, dallo chassis Dallara, al motore progettato dalla McLaren, al cambio, alle batterie, alle gomme Michelin. Le prestazioni delle monoposto, neanche lontanamente comparabili con le cugine a benzina della Formula 1, erano comunque di tutto rispetto: da 0-100km/h in 3 secondi, 225 km/h di velocità massima. A partire dalla seconda stagione, invece, ogni squadra ha avuto la possibilità di scegliere differenti produttori per i vari componenti delle vetture, che quindi hanno iniziato a cambiare di anno in anno. Le prestazioni in questi pochi anni sono migliorate sensibilmente, portando alcune auto a 280 km/h di velocità massima.

Oltre alla novità rappresentata dal gareggiare esclusivamente in circuiti cittadini (tra i quali dal 2017 figura anche il circuito dell’Eur di Roma), sono numerose le trovate che permettono al pubblico di interagire con la gara, sentendosi più coinvolti con la possibilità di incidere sulla corsa. Per fare un esempio possiamo considerare il cosiddetto “Fanboost”: prima di ogni competizione i fan possono votare i loro cinque piloti preferiti, permettendo loro di ricevere una piccola quantità di energia utilizzabile per un massimo di cinque secondi nella seconda metà della gara. Nonostante questi espedienti rendano sicuramente più avvincente la gara, sono sempre stati oggetto di forti perplessità in quanto le votazioni sono facilmente… pilotabili (scusate il gioco di parole).

Nonostante questa boccata d’aria fresca nel mondo delle corse automobilistiche, la Formula E fa fatica a fare breccia nel cuore degli appassionati per numerose ragioni. Innanzitutto, le vetture sono incredibilmente lente, se paragonate con quelle di Formula 1; in secondo luogo, trattandosi di auto elettriche, il rombo caldo ed emozionante dei motori a combustione interna viene sostituito da un sibilo acuto simile a quello di una lavatrice durante la centrifuga.
Chi vi scrive, invece, da grande appassionato di motori, vi consiglia la visione di qualche gara: nonostante la competizione sia giovanissima, i piloti sono quasi tutti provenienti dal mondo della Formula 1, quindi hanno il mondo delle corse nel sangue. Altro punto a favore della Formula E è la sua copertura: a differenza della Formula 1, trasmessa su Sky Sport (quindi a pagamento), tutti gli ePrix vengono trasmessi in diretta in chiaro su Italia 1, o in diretta streaming su YouTube o Mediaset Play.
Che siate semplici curiosi o veri appassionati, la Formula E è in grado di fornire tutte le emozioni di un Gran Premio di Formula 1, ma con meno emissioni.

Luca Negro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...