Chi si è aggiudicato la Palma D’oro del Festival di Cannes?

Si è da poco conclusa la settantaduesima edizione del Festival Internazionale del Film di Cannes, l’ambitissimo evento atteso da tutti i cineasti in cui vengono presentate per la prima volta alcune di quelle pellicole che porteranno milioni di persone al cinema da quest’estate in avanti.

Dal 14 al 25 maggio la splendida città della costiera francese ha ospitato centinaia di stelle che hanno fatto quasi a gara per sorprendere sul red carpet gli spettatori accorsi da tutto il mondo.
Colore dominate sulla Croisette è senz’altro stato il rosso, scelta preferita da numerose modelle e stelle del cinema che l’anno sfoggiato con gran nonchalance.

Tra i più attesi il regista Quentin Tarantino – in gara con il suo film Once Upon a Time… in Hollywood- e la triade di super star Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Margot Robbie che hanno letteralmente rubato la scena.

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Brad Pitt, Quentin Tarantino, Margot Robbie e Leonardo DiCaprio

Attesissimo anche l’arrivo di Sylvester Stallone per promuovere Rambo V – Last Blood, il capitolo (forse) conclusivo della saga action.
Ha avuto un’accoglienza molto calorosa – con ben 13 minuti di applausi – anche il cast de Il traditore di Marco Bellocchio , unico italiano in corsa per la Palma D’oro che conta nel cast Pierfrancesco Favino – la prima volta a Cannes per l’attore.

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Il cast de Il Traditore

Per la critica quest’edizione é stata tra le migliori degli ultimi anni, con una kermesse composta dal meglio del cinema contemporaneo disponibile e un bel numero di sorpese – come la plateale proposta di matrimonio del milionario Milos Kant alla sua bella Marguerite Aranha, star dei reality portoghese.

Nella conferenza stampa ufficiale tenutasi a Parigi ad inizio maggio, il direttore Thierry Fremaux ha annunciato che i temi principali di quest’edizione sarebbero stati “amore e rivolta, romanticismo e politica”.
Non possiamo che aspettarci emozioni a mille e tante lacrime dalle numerose pellicole in lizza e da quelle fuori concorso.

Ma chi si è aggiudicato la prestigiosa Palma D’oro?

Gettonatissimo dalla critica, il film Gisaengchung (Parassita) del regista sudcoreano Bong Cannes2019_Bong_Palma_Lapresse1280Joon-ho ha da subito fatto parlare di sé per le tematiche trattate. Il film, piaciuto molto a giuria e stampa, ha colpito per la densità narrativa e il forte impatto visivo, tanto da sembrare due film in uno incastrati alla perfezione. Tratta la storia di due famiglie, economicamente e socialmente diverse l’una dall’altra, che entrano in contatto.

Per il presidente della giuria del Festival Alejandro González Iñárritu, la scelta di premiare la pellicola di Joon-ho è stata presa all’unanimità.
«Abbiamo visto ventuno film e scambiato opinioni per ore: i vincitori non saranno mai l’opinione di nove persone», aveva dichiarato Iñárritu all’inizio della cerimonia come per mettere le mani avanti nel giustificare la scelta ben accolta dal pubblico presente durante la premiazione.

Tra i favoriti come miglior film c’era anche Dolor Y Gloria di Pedro Almodóvar che si è aggiudicato il premio come miglior interpretazione maschile per lo splendido lavoro di Antonio Banderas.

Come miglior interpretazione femminile è stata riconosciuta quella di Emily Beecham per il suo ruolo in Little Joe, il thriller psicologico letteralmente ambientato tra i fiori.

Il Grand Prix, premio assegnato al film che mostra maggiore originalità o spirito di ricerca, è andato ad Atlantique di Mati Diop, drammatico connubio di più generi – documentario, romance, horror soprannaturale e noir – mentre il premio della giuria è stato assegnato pari merito a Bacarau di Kleber Mendonça Filho & Juliano Dornelles, e Les Misérables di Ladj Ly.

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Il premio alla regia, assegnato dall’attore Viggo Mortensen, è stato assegnato ai fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne per il loro Le Jeune Ahmed, film che mette in scena il processo di radicalizzazione di un giovane ragazzo belga.
«Volevamo riprendere una chiamata alla vita “al contrario”, che è anche la missione, la vocazione del cinema», hanno dichiarato i registi.

La miglior sceneggiatura è stata riconosciuta essere quella di Celine Sciamma per il concept di Portrait of a Lady On Fire, film in costume il cui epicentro è il rapporto di estrema complicità tra due donne del secolo scorso.

Elia Suleiman con il suo It Must Be Heaven, un incredibile viaggio dalla Palestina fino a New York passando per Parigi, si è portato a casa il Prix Spécial della Giuria.

Infine, il premio più chiacchierato dell’edizione: la Palme d’honneur, premio onorario alla carriera, è stato assegnato al celeberrimo attore francese Alain Delon, star indiscussa del cinema tra gli anni 60 e 70, noto per lo spiccato talento e la bellezza mozzafiato.
Ha ritirato il premo, consegnatogli dalla figlia Anouchka Delon, non risparmiandosi un pianto di commozione accolto dai fragorosi applausi del pubblico in sala.

L’assegnazione di tale riconoscimento è stato circondata da diverse polemiche: a causa di alcune controverse dichiarazioni dai toni sessisti rilasciate dall’attore, si è sollevato un gran polverone da parte di alcune associazioni femministe che, sul sito The Petition, hanno lanciato una campagna per negare a Delon, definito “razzista, omofobo e misogino”, di ricevere la Palma alla carriera.

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Alain Delon acclamato sul red carpet

Nel ritirare il premio ha dichiarato «Non è necessario essere d’accordo con me, ma c’è una cosa al mondo di cui sono sicuro, di cui sono orgoglioso – davvero, solo una – ed è la mia carriera. Penso a questo premio come alla fine della mia carriera, alla fine della mia vita. Questa Palma d’oro mi è stata offerta per la mia carriera e non per altro, ed è per questo che sono orgoglioso.»

  • Palma d’Oro per il miglior film: Parasite di Bong Joon-ho;
  • Grand Prix Speciale della Giuria: Atlantique di Mati Diop;
  • Premio alla regia: Jean Pierre e Luc Dardenne (Young Ahmed);
  • Premio della Giuria (ex aequo): Les Miserables di Ladj Ly e Bacurau di Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles;
  • Premio alla Sceneggiatura: Portrait of a Lady on Fire di Celine Sciamma;
  • Premio per la migliore interpretazione femminile: Emily Beecham per il film Little Joe;
  • Premio della miglior interpretazione maschile: Antonio Banderas per il film Dolor y Gloria;
  • Premio della giuria del cortometraggio: Monstruo Dios di Agustina de San Martin;
  • Palma d’oro al migliore cortometraggio: The distance between us and the sky di Vasilis Keratos;
  • Camera D’Oro (migliore opera prima): Nuestras Madres di Cesar Diaz;
  • Prix Un certain regard: The Invisible Life of Euridice Gusmao di Karim Aïnouz;
  • Menzioni speciali: It Must Be Heaven di Elia Suleiman;
  • Palme d’honneur: Alain Delon.

Ilaria Cavallo

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