La Germania svela il suo nuovo piano per l’ambiente

Mentre Greta Thunberg teneva il suo discorso al Palazzo di vetro, tra un venerdì per il futuro e l’altro, la cancelliera Angela Merkel ha deciso di rivelare al mondo il Green New Deal pensato dal suo governo.

Un piano di 54 miliardi di euro entro il 2023, pronti a diventare 100 entro il 2030. Il piano, nonostante sia il frutto di lunghi negoziati nella maggioranza di governo, ha comunque destato qualche critica dagli ambientalisti tedeschi, perché considerato “non abbastanza”.
Questo piano per il clima – Klimaschutzprogramm in tedesco – porterebbe la Germania a ridurre le proprie emissioni di gas serra del 55% rispetto ai livelli del 1990, entro il 2030.

Il piano prevede un mercato nazionale del carbonio nel settore dei trasporti e del riscaldamento domestico. A livello europeo esiste già un mercato del carbonio, l’Emission Trading Scheme, che non copre però i settori ora previsti dal piano tedesco. Il meccanismo è semplice: chi produce più anidride carbonica pagherà una cifra maggiore. Si parla di €10 per ogni tonnellata extra nel 2021 per poi arrivare nel 2025 a €35/tCO2. Sempre dal 2025 partirà lo scambio dei certificati di emissione. I Verdi tedeschi hanno criticato questo punto, sostenendo che l’esperienza del sistema di scambio delle emissioni si sia finora rivelata deludente e il prezzo fissato sia troppo basso. Una manovra del genere provocherebbe inevitabilmente un aumento dei prezzi di trasporto e dell’energia elettrica.

Il Governo ha ovviamente previsto un sistema di compensazione per cittadini e imprese colpite. Vi sarà una riduzione del prezzo della bolletta dell’energia elettrica attraverso l’eliminazione di alcune voci e vari incentivi volti a favorire interventi di efficienza energetica negli edifici. Per quanto riguarda i trasporti, per contrastare l’aumento dei prezzi del biglietto per i treni è stato previsto un taglio dell’iva e i pendolari potranno ottenere detrazioni dalle tasse in base ai chilometri percorsi. Il piano sarà in parte sostenuto dalla carbon tax ma sarà prevalentemente finanziato da un sistema di bond a un rendimento del 2% (come per i titoli di Stato).

Non è di certo la prima volta che la Germania a guida Merkel si dice pronta ad affrontare la questione climatica di petto: durante la sua prima esperienza di cancellierato la Merkel profetizzò un taglio del 40% delle emissioni entro il 2020, cosa che però non avvenne.

La situazione degli ultimi anni è di certo cambiata, i movimenti ambientalisti non sono mai stati così numerosi e forti a livello mediatico. Il risultato dei Verdi tedeschi nelle recenti elezioni europee e l’arrivo della tedesca Von der Leyen alla presidenza della Commissione Europea, che ha fatto della lotta al cambiamento climatico il primo punto del suo programma, potranno forse servire da catalizzatori per la buon riuscita del Green Deal tedesco. Sarà anche questa una vittoria, seppur piccola, del movimento ambientalista attuale? La risposta arriverà solamente con il passare del tempo e noi incrociamo le dita.

Luigi Maria Barbella

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