Cucina marocchina: alla scoperta di nuovi valori (e sapori).

Noi italiani pensiamo sempre di saperne una in più del diavolo quando si tratta di gusti e sapori, ma, entrando in terra straniera, le carte in tavola cambiano e ciò che ai nostri occhi potrebbe sembrare bizzarro si rivela una semplice alternativa a cui non abbiamo pensato o a cui non siamo abituati.
Immergendosi nel mondo arabo, la gamma di colori, sapori e odori cambia notevolmente, in linea con quelle che sono le risorse delle loro terre, assai differenti dalle nostre.
Trovando il coraggio di saltare verso lo sconosciuto, chiunque troverebbe deliziosi molti dei piatti offerti dalla tradizione culinaria marocchina, così come il valore culturale a essi vincolato. Infatti il rapporto con il cibo nel mondo arabo veicola un carattere di condivisione, sempre legato alla sacralità e alla spiritualità. La calda ospitalità marocchina si riflette molto nei cibi che vengono offerti agli ospiti, sempre trattati con cura e affetto, e il pasto non è altro che un bellissimo momento di condivisione che la famiglia decide di allargare alla comunità. È usuale trovare tavole imbandite per decine di persone, tra cui zii, cugini, amici, compagni di scuola, chiunque è benvenuto. La maggior parte dei piatti viene servita nel centro della tavola, in un unico grande piatto dalla quale si mangia tutti insieme. Cosa più di questo può essere chiamato condivisione?

I piatti della cucina marocchina sono tantissimi, quindi ci limiteremo e indicarvi i più celebri (e i più golosi!)

Cous cous
Non ha bisogno di presentazioni, il cous cous marocchino è stato reso celebre in tutto il mondo, ed è possibile mangiarlo ovunque, essendo ormai spesso riprodotto. La versione “occidentalizzata” ha fatto i conti con i nostri gusti, ma vale la pena assaggiarne uno cucinato dalle mani marocchine! Per averne occasione, basta trovarsi in una qualsiasi casa marocchina durante il pranzo del Venerdì, giorno sacro per la comunità mussulmana, in cui per tradizione si mangia cous cous.couscous

Tajine
Il tajine prende il nome dal tipo di pentola in cui esso viene cotto, in terracotta con un coperchio conico, ed è più un tipo di cottura piuttosto che un piatto vero e proprio. Infatti esistono numerose versioni e modalità per preparare il tajine. La versione più celebre è il tajine di carne, agnello o pollo, con verdure, ma vi esistono molte altre combinazioni, come quella con carne, cipolle e prugne, talvolta con l’aggiunta di uova sode, ma anche la versione vegetariana, dunque composta unicamente da verdure, o anche con il pesce, ovvero polpette di sardine cotte su un letto di cipolle e pomodoro.
Come specificato prima, ospiti e famiglie si accerchiano intorno a questo grande piatto, e la parte divertente, anche se un po’ complicata per noi stranieri al primo approccio, è che si mangia dal piatto direttamente con il pane. Questo viene utilizzato come una forchetta per poter raccogliere tutto il sughetto sprigionato da questo tipo di cottura. Assolutamente da provare, solo attenti a non scottarvi la prima volta!tajine-di-verdure.jpg

Briwat
Una versione triangolare degli involtini primavera cinesi, ma ripieni di molto più che di semplici verdure. Anche in questo caso i briwat possono essere ripieni come più ci piace: carne, pesce, verdure, funghi, formaggio, e poi fritti o cotti al forno con abbondante olio.2be69e5b9b634ce6bd8a37ebc0750321

Chebakia
E il dessert? La cucina marocchina non ci tradisce e ci offre un’ampia gamma di dolci tradizionali.
La Chebakia è una sorta di girella fritta e poi intinta nel miele e nel sesamo. L’impasto è composto da uova, acqua, farina, acqua di fiori di arancio, aceto, cannella, zafferano, gomma arabica, anice e mandorle, viene fatto a striscioline e poi aggrovigliato per conferirgli la forma caratteristica. È un dolce tipicamente consumato durante il periodo di Ramadan, considerato il suo notevole apporto calorico.Moroccan-chebakia.png

Senza spingersi troppo lontano, data la numerosa comunità marocchina presente nel territorio torinese, è possibile provare queste pietanze nei pressi di Porta Palazzo. Vi abbiamo un po’ ingolosito?

Emma Battaglia

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