Le Guerriere dal Sol Levante in mostra al MAO

Guerriere del Sol Levante” è la nuova mostra offerta dal MAO, il Museo d’Arte Orientale di Torino, che nasce dalla collaborazione tra il museo e l’associazione culturale Yoshin Ryu.

Tema centrale della mostra sono le donne guerriere giapponesi del passato e del presente. Tra storia, leggende, letteratura, arte e teatro, il mondo delle donna-bugeisha viene rivelato agli occhi degli spettatori, non più un mistero della terra del Sol Levante. Tra le vetrine del museo possiamo trovare armi e oggetti di uso comune: ventagli da combattimento, armature e kimono, maschere del teatro tradizionale giapponese e strumenti di scrittura.  Ma le donne guerriere non sono relegate ad un passato lontano, come ci dimostra la mostra del MAO. Sono innumerevole le citazioni e le ispirazioni delle moderne eroine di manga e film, come Lady Oscar e Sailor Moon, e che sono esposte accanto alle guerriere del passato.

Di particolare nota è l’ultima sala della mostra. Appese al soffitto fanno mostra di sé quaranta lanterne, ognuna raffigurante un ritratto, realizzato da giovani artisti, di una donna importante e rilevante dalla storia del mondo, da tutte le epoche e da tutte le parti del globo. Da Cleopatra a Malala, da Amelia Earhart a Rosa Parks.

Oltre alla mostra temporanea, è stato organizzato un ciclo di conferenze e una rassegna cinematografica per approfondire i temi della mostra. Tra gli ospiti di questo ciclo di eventi il disegnatore di “Capitan Harlock” Leiji Matsumoto, Anna Specchio dell’Università degli Studi di Torino, e Rossella Marangoni, nipponista e vicepresidente di Asia Teatro. Infine, l’associazione culturale Yoshin Ryu ha organizzato diversi workshop sull’uso delle armi tradizionali giapponesi.

È possibile comprare un biglietto che combina la mostra sulle “Guerriere del Sol Levante” e l’esposizione permanente del MAO ad un prezzo scontato. Per chi non ha ancora passeggiato tra le sale dedicate all’Oriente, tra Cina, Himalaya e Islam, per citarne alcune, la visita alla mostra e al museo è vivamente consigliata.

Emilia Scarnera

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