Siamo le ragazze di… ValParaíso. LasTesis, il fenomeno artistico femminista di cui tutti parlano.

Paula, Daffne, Sibila e Lea: trentunenni e residenti a ValParaíso, Cile.

Da circa un anno, hanno formato il gruppo LasTesis per promuovere le tesi della teoria femminista e poterle diffondere ad un pubblico sempre più ampio con un linguaggio audiovisuale.

L’appena passato 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, a Santiago, LasTesis ha dato spettacolo di sé.

Una performance di grande impatto, sia visivo che contenutistico, ha lasciato i cileni esterrefatti; e non solo.

“Un violador en tu camino” è divenuto, con qualche migliaia di visualizzazioni, ufficialmente l’inno del femminismo internazionale odierno, facendo il giro del mondo e delle piazze. Le femministe di tutto il mondo si sono impegnate a tradurlo affinchè ognuna potesse comprendere il messaggio e farlo proprio. LasTesis sta facendo, letteralmente, la storia ed i media sono lo strumento della lotta femminista globale. Non solo di grande impatto il testo ma anche i simboli della coreografia ed i relativi rimandi; uno tra questi, la bandana nera che simboleggia la vulnerabilità del soggetto e del pericolo alle quali, le donne, tutti i giorni sono esposte.

Ancora una volta, l’arte ed il suono uniscono i popoli. Ancora una volta, il femminismo unisce.

Il testo della canzone è il prodotto di una ricerca condotta dal collettivo riguardo alle effettive condanne cilene per coloro che vengono accusati di abuso sessuale. Il dato emerso è imbarazzante per tutte noi: solo l’8 percento in Cile, dei denunciati, viene condannato.

Perchè avviene tutto ciò? “Los procesos de condena no están funcionando, hay una incompetencia de los poderes en operar sobre las denuncias y muertes a manos de policías y militares”, affermano le ragazze de LasTesis.

Bogotà, Città del Messico, Barcellona, Madrid. Parigi e Milano hanno intonato e gridato sempre più forte che “el violador eres tu”. Tu che sei il giudice, lo Stato ma anche il Presidente. Nella nostra città, a Torino, il 15 dicembre alle 15:00 presso Piazza Castello (organizzato dal collettivo NUDM) è stata proposta l’iniziativa femminista con il testo tradotto in italiano:

“Il patriarcato è un’oppressione/ da qui la nostra liberazione/ e la nostra punizione/ è la violenza che ora vivo./ Femminicidio/ impunità per l’assassino/ le molestie/ lo stupro./ E la colpa non è mia/ di dove stavo/ come vestivo./ Lo stupratore eri tu/ lo stupratore sei tu/ lo stupratore sei tu/ la polizia/ i tribunali/ i giornali/ lo Stato/ e lo Stato oppressore è un maschio stupratore/ y el opressor es un macho violador/”.

Il suo significato lo condividiamo tutte, e tutti, anche se avremmo preferito non comprenderlo.

Federica Tessari

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