LAVAZZA, TRA LA CULTURA DEL CAFFE’ E TOWARD 2030

L’inverno è ormai alle porte, il sole a Torino non fa capolino da qualche settimana, e allora quale miglior periodo per dedicare il weekend alla scoperta delle realtà museali della città? La Nuvola Lavazza, in via Bologna, è sicuramente una delle tappe da non perdere perché non è solo un semplice museo, ma è un’esperienza coinvolgente tra il mondo del caffè e il concetto di sostenibilità.

Inaugurata il 12 aprile 2018, Nuvola Lavazza, così chiamata per la leggiadria della sua composizione architettonica (curata dall’architetto Cino Zucchi), si presenta alla città sabauda come spazio di dialogo aperto a tutti, produttrice di idee, cultura, cibo e lavoro. Ma si fa anche promotrice di un progetto di riqualificazione del quartiere Aurora in chiave eco sostenibile (gli uffici all’interno della Nuvola hanno ottenuto il riconoscimento LEED, per l’eccellenza etico-ambientale della costruzione). Non ne avete mai sentito parlare? Nuvola Lavazza è il quartier generale del brand Lavazza, è un bistrot concepito come spazio di ristorazione collettiva, all’interno del quale il cibo, selezionato con cura, è lo strumento di socialità e costruzione di una comunità; è una piazza come luogo di confronto, ed è un museo, un percorso interattivo all’interno della cultura del caffè.

Perché il binomio Lavazza- sostenibilità?

Perché Lavazza è da sempre un’azienda attenta alla sostenibilità e alle persone: aderisce al Global Compact, collabora da oltre quindici anni con Save The Children per combattere la malnutrizione e garantire nuove prospettive di vita agli adolescenti, si impegna costantemente e concretamente con iniziative sul territorio. Inoltre è promotrice, insieme alla città di Torino, dei TOward 2030 What are you doing?, un progetto urbano che entro la fine del 2019 ha l’obiettivo di portare in città, dal centro alle periferie, i 17+1 goals di sostenibilità promossi dalle Nazioni Unite grazie alla street art. L’azienda torinese si è occupata del gol 0 il cui obiettivo è la diffusione dei diciassette altri goals. Ognuno di essi è affidato ad uno street artist differente e cerca di combattere o promuovere diversi principi: dalla battaglia contro la povertà e la fame nel mondo e il raggiungimento di una sicurezza alimentare tramite l’utilizzo di agricoltura sostenibile, al raggiungimento di salute e benessere per tutti; dalla diffusione di un’industrializzazione equa e responsabile e di un lavoro dignitoso per tutti, ad una gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie; dal raggiungimento di un’uguaglianza di genere alla creazione di una città inclusiva, sicura e sostenibile.

I goals sono sparsi per tutta la città, quindi, dopo la visita al museo, non vi resta che continuare a cercare, ma soprattutto a collaborare, ognuno per sé, al raggiungimento di tali obiettivi.

Fabiana Brio

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