Elles accusent Roman Violanski

Di recente ha raggiunto il grande schermo un nuovo film di Polanski: J’accuse (L’Ufficiale e la Spia), che mette in scena la storia del capitano Alfred Dreyfus – l’errore giudiziario per antonomasia. Tuttavia, l’uscita del film del celeberrimo regista viene accolta con ostilità, in particolare in Francia.

Benché in molti si siano precipitati nei cinema la sera dell’anteprima per occupare le poltrone in sala, in nome di una liturgia cinefila che pone la venerazione dell’artista prima della valutazione della persona, le nuove accuse di violenza e stupro hanno portato fuori dal cinema numeros* femminist* per accusare a loro volta il cinema e il pubblico – complici nel loro silenzio.
Di fronte agli slogan di boicottaggio del film e accusa del regista, la risposta dei passanti e di chi entrava o usciva dal cinema è stata – tra le altre assurdità come rispondere a “Polanski stupratore!” con “Come tutti!” – controbattere con l’accusa di antisemitismo.

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“L’uomo e l’artista hanno lo stesso conto in banca”

A raccogliere la testimonianza della francese Valentine Monnier è il quotidiano Le Parisien, in cui dichiara di essere stata violentata dal regista nel 1975, aggiungendosi alla lista delle altre 11 donne che hanno avuto il coraggio di farsi avanti, popolando il curriculum di Polanski che, in questa prospettiva, non è di certo lodevole.

Loro accusano polanski

Polanski era stato già condannato nel 1977 negli Stati Uniti, dove non può tuttora rientrare. Le accuse sono state: stupro con utilizzo di droghe, perversione, sodomia, atto osceno e lascivo su minore di 14 anni, alle quali rispose di essere innocente. Successivamente accettò un patteggiamento che avrebbe revocato le accuse precedenti, se avesse ammesso la colpevolezza all’imputazione di rapporto sessuale illecito. Un accordo alquanto conveniente. Tuttavia, quando capì di rischiare deportazione e incarcerazione, nel febbraio del 1978, a poche ore dalla sentenza, scappò in Francia, dov’è rimasto da allora – altro motivo di grande indignazione per le/i francesi che hanno deciso di boicottare il suo nuovo film.

Nel documentario del 2012 diretto da Laurent Bouzereau Roman Polanski: A Film Memoir appare la seguente dichiarazione di Polanski:

” Lei è una doppia vittima: mia e della stampa.
Se avessi ucciso qualcuno, non avrebbe avuto lo stesso impatto sulla stampa, non è vero? I giudici vogliono scopare con le ragazzine. La giuria vuole scopare con le ragazzine  Tutti vogliono scoparsi le ragazzine! “

Marina Zenovich realizza due documentari che rappresentano il desiderio di combattere il silenzio: Roman Polanski: Wanted and Desired nel 2008, sul caso di violenza sessuale (vincitore di 2 Ammy), e Roman Polanski: Odd Man Out nel 2013, sul processo negli Stati Uniti.

Ciononostante, sono molte le celebrità che sostengono il regista e che hanno firmato una petizione in suo favore: Natalie Portman, Tilda Swinton, Penelope Cruz, Wes Anderson, Darren Aronofsky, Martin Scorsese, Jeremy Irons, Monica Bellucci, A. G. Inarritu, Ethan Cohen, David Lynch, Woody Allen, Harrison Ford, Guillermo del Toro…

La triste verità è che se si fosse trattato di un uomo qualunque sarebbe stato etichettato come mostro, ma trattandosi di una persona stimatissima a livello professionale, tutto ciò che riguarda la sua vita privata sembra non avere abbastanza importanza perla giustizia, molti dei suoi colleghi e fan.

Yulia Neproshina

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