Home Alone: ciò che forse ancora non sai

Il periodo natalizio – appena trascorso e di cui già sentiamo la mancanza – oltre che dalla sovrabbondanza di cibo, di parenti e di canzoni a tema, è caratterizzato ogni anno anche da una precoce programmazione televisiva, che fin da novembre inizia a proporre film più o meno recenti, tutti accomunati da una trama incentrata sulla “magia del Natale” e che ci ricordano quanto già siamo in ritardo per pensare ai regali.

Tra questi film, alcuni sono diventati dei veri e propri classici: visti e rivisti da alcuni con piacere, da altri odiati per lo stesso motivo.

Credo che davvero pochissimi, se chiedessi cosa vi ricorda il grido “Kevin!”, non collegherebbero la citazione al famoso film Mamma ho perso l’aereo (Home Alone). È uno dei film natalizi sicuramente più conosciuti, più proposti dalle nostre reti televisive e più visti dagli spettatori. Ciò che forse non molti sanno riguarda il suo “dietro le quinte”; già, perché quello che nel corso degli anni è diventato un successo, non era nato per esserlo.

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Con un budget iniziale di circa 10 milioni di dollari, è stato uno dei film più economici degli anni ’80. I pochi soldi a disposizione resero difficile come primo aspetto la ricerca del cast e della location, tanto da arrivare a costruire tutti i set degli interni in una scuola abbandonata, più precisamente nella palestra. Dopo il rischio di chiusura del progetto e uno scambio poco lecito di copioni del film tra la Warner Bros e la 20th Century Fox, fu quest’ultima casa di produzione a decidere di finanziarne la realizzazione.

Il film vede al centro degi avvenimenti soprattutto il rapporto che si crea tra i due ladri e Kevin, che in ogni modo tenta di ostacolarli. L’intento principale in queste scene era rendere adeguatamente l’idea del dolore provato dai due, che avrebbe reso paradossalmente ancora più divertente la narrazione. Niente CGI, nessun effetto speciale, ad accogliere le cadute degli stuntman non vi era alcuna imbottitura: un vero “buona la prima”. La celebre caduta all’indietro dalle scale del ladro Harry ebbe un grande impatto sul settore, tanto che ancora oggi, quando uno stuntman fa una caduta e rimane in aria a lungo per poi atterrare di schiena, questa viene chiamata “Home Alone Fall”. 

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La svolta finale per il destino del film si ebbe quando il più grande compositore vivente, John Williams – già celebre per le musiche ad esempio di Star Wars, Superman, E.T., Indiana Jones – accettò di occuparsi della colonna sonora, trasformando quello che era un film di Natale a basso costo. 

La vera difficoltà all’uscita del film era competere con la pellicola di Rocky V e superare l’opinione dei critici. Uscito prima del giorno del Ringraziamento, rimase al primo posto fino a Natale, per poi salire ancora. Dopo circa sei mesi, aveva incassato più di 285 milioni di dollari: solo due film lo avevano fatto prima, ovvero Star Wars ed E.T.. Nessuno si sarebbe aspettato un tale risultato. 

I film della nostra infanzia è una docuserie Netflix che permette di scoprire alcune curiosità su film che pensiamo di conoscere alla perfezione. Non sempre si pensa, però, al processo di realizzazione di un progetto che ci rende spettatori. 

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Valentina Rosselli

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Gianluca Brescia ha detto:

    Molto interessanti le curiosità su Home Alone. Da un basso budget ad un grande successo fino a proporre il sequel.

    Piace a 1 persona

  2. illettorecurioso ha detto:

    Molto interessante! Curioso che un film a basso budget come Home Alone abbia avuto così tanto successo, diventando un classico natalizio!

    Piace a 1 persona

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