L’essenziale su HIV e AIDS

Il primo dicembre scorso è stata la giornata mondiale contro l’AIDS, una malattia complessa, che ancora non viene compresa ed è circondata da molta ignoranza e forti pregiudizi. Fortunatamente, grazie alla prevenzione e agli sviluppi della medicina moderna, ad oggi ha un impatto profondamente diverso sulla vita delle persone rispetto ad una trentina di anni fa; ma facciamo un passo indietro.

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Che differenza c’è tra HIV e AIDS? Quando si scopre di essere siero positivi è perché si ha contratto il virus dell’HIV (Human Immunodeficiency Virus: virus dell’immunodeficienza umana) il quale va ad attaccare i globuli bianchi che si occupano della risposta immunitaria dell’organismo. l’infezione da HIV si suddivide in tre stadi: infezione acuta, stadio latenza clinica (stadio asintomatico nonostante il virus continui a riprodursi) e stadio sintomatico. È in quest’ultimo stadio, a distanza di molti anni dal contagio, che si manifesta la malattia dell’immunodeficienza (AIDS) che inizia a manifestarsi con i sintomi delle infezioni opportunistiche le quali sono causate da patogeni che infettano solo le persone con una grave deficienza immunitaria.

Come si trasmette? Si trasmette in tre modi: via ematica, ovvero attraverso lo scambio di sangue, che può avvenire con lo scambio di siringhe o aghi usati, oppure tramite trasfusioni di sangue infetto: il problema delle trasfusioni infette era reale quando ancora non si sapeva come venisse trasmessa la malattia, al giorno d’oggi con l’aumento delle conoscenze in campo medico e di prevenzione nella selezione dei donatori e dei campioni di sangue questo problema non si pone più. La trasmissione tra madre e figlio può avvenire durante la gestazione, il parto o l’allattamento, la probabilità che la madre passi la malattia al figlio è circa del 20%, ma può essere ridotta al 2% somministrando zidovudina alla madre durante la gravidanza e al figlio per le prime settimane di vita.
Infine si può trasmettere per via sessuale, che è il veicolo di trasmissione più comune. Il virus entra nell’organismo tramite il contatto tra mucose e liquidi biologici infetti, come secrezioni vaginali, liquido pre-eiaculatorio, sperma e sangue. Le mucose vaginali sono più resistenti rispetto a quelli anali, che a causa della loro fragilità tendono a lesionarsi con più facilità, semplificando anche il contagio. L’unico modo per prevenire la trasmissione dell’HIV è l’uso del preservativo.

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HIV e AIDS in Italia: dal 2010 al 2017 avvengono dai 3000 ai 4000 contagi all’anno, e l’età media si sta progressivamente alzando. Se si ha il sospetto di essere stati esposti al virus è necessario fare dei test, si può facilmente comprare in farmacia un auto test, il costo è di circa 30 euro e si ha il risultato dopo 15 minuti. Per fare il test basta una piccola puntura sul dito ed una gocciolina di sangue, il risultato ha un’attendibilità quasi del 100%. In alternativa si può effettuare un test nei centri appositi, nelle ASL o negli ospedali, solitamente è gratis talvolta si  pagamento di un ticket in modo totalmente anonimo. Tuttavia il virus ha un periodo in cui non è rilevabile, chiamato periodo finestra che varia in base al test che si intende effettuare. Cosa si può fare quindi nell’immediato, se si ha il dubbio di essere stati contagiati? Si può fare la profilassi post esposizione (PPE), è un trattamento di breve periodo con farmaci antiretrovirali che deve essere fatto entro le 48 ore dal rischio di contagio, ha la durata di 4 settimane, durante le quali sono previsti dei controlli per verificarne la tollerabilità e successivamente dovranno essere fatti dei controlli periodici per assicurarsi che il contagio sia stato effettivamente prevenuto.

Per sapere dove poter fare il test nella tua regione clicca qui.  Per avere maggiori informazioni si può telefonare al  Telefono verde 800 861061 dell’Istituto superiore di sanità – www.uniticontrolaids.it. Informazione è prevenzione.

Beatrice Maschio

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