Donne e collaborazionismo ‘en zone libre’: Francia 1942

«Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario» questa è una delle più conosciute citazioni di Primo Levi che ci ammonisce invitandoci a ricordare quanto l’apprendere e imparare a fare i conti con la storia sia fondamentale e necessario. Abbiamo tutti il dovere di non dimenticare e di impegnarci affinché la memoria di ciò che è successo continui ad essere tramandata.

La professoressa Paola Marzia Gazzi, del liceo Domenico Berti di Torino, da dodici anni, ormai, organizza spettacoli e attività didattiche per riflettere con gli studenti sui temi della Shoah, in un modo diverso dalla classica lezione frontale. Lo scorso anno, in occasione di una di queste, sono state installate, di fronte alla scuola, due pietre di inciampo in memoria dei fratelli Abramo e Rosa Segre che frequentavano il liceo.

Gli alunni, utilizzando le proprie doti artistiche, tra cui recitazione, canto e ballo, approfondiscono tematiche storiche che, andando in scena, condividono coi propri compagni prima e col pubblico cittadino poi.
Quest’anno la IV G Esabac, con l’aiuto di alcuni compagni di altre classi ed ex allievi, si impegnerà a rappresentare il testo teatrale “Donne e collaborazionismo ‘en zone libre’: Francia 1942“.
La pièce si pone l’obiettivo di focalizzare l’attenzione su voci femminili coinvolte in una realtà storica non spesso indagata, né conosciuta. Siamo fra l’estate e l’autunno del 1942. A Vichy, capitale della “zone libre” francese. Alcune donne vengono chiuse in una stanza e aspettano di essere interrogate per quello che credono – e soprattutto sperano, cercando di autoconvincersi – sia solo un controllo di documenti da parte della polizia collaborazionista francese e da due naziste, una militare e una “antropologa della razza”. Nell’attesa del loro turno fanno ipotesi, sperano e si confrontano su temi quali la paura, il senso di colpa, i loro destini. Tutte conoscono la situazione e ciò che spetta loro ma ognuna, con personalità e atteggiamenti diversi, cerca di nascondere i propri presentimenti e di reagire.

È un percorso sicuramente complicato, che richiede organizzazione, ore di prove e forse qualche sacrificio ma che è capace di dare grandi soddisfazioni e di lasciare tracce importanti negli studenti che approfondiscono ciò di cui hanno già parlato in aula, e allo stesso tempo hanno la possibilità di provare ad immedesimarsi, assumendo il ruolo consapevole di “portatori di Memoria”.

Donne e collaborazionismo ‘en zone libre’: Francia 1942 andrà in scena con quattro repliche rivolte alle scuole e con quella di mercoledì 29 gennaio 2020, presso il teatro Sant’Anna di Torino (via Brione 40) alle h. 20.30, aperta al pubblico cittadino e inserita nelle attività ufficiali del Comune di Torino per Il Giorno della Memoria 2020. La messa in scena dello spettacolo è stata possibile anche grazie ad alcune collaborazioni con Enti ed Istituzioni, quali la Comunità Ebraica di Torino, le Circoscrizioni 3 e 4, il comune di Torino e la Fondazione Camis De Fonseca.
È possibile prenotare il proprio biglietto indicando nome e numero di posti da riservare a partire dal 27 gennaio all’indirizzo mail info@fondazionecdf.it.

L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

Fabiana Cupi

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