Coronavirus: ultimi aggiornamenti

Tra notizie contrastanti e misure precauzionali mai viste dalla nostra generazione, il Coronavirus fa dilagare il panico tra la popolazione del Nord Italia e non solo. Infatti nelle ultime giornate si sono registrati nuovi casi in tutto il mondo, con un picco di positivi registrati in Cina, specialmente nella regione di Wuhan, zona in cui il virus ha fatto la sua prima comparsa, in Korea e in Italia. Il rischio di una pandemia si fa sempre più reale, ma il nostro governo ha deciso di attuare numerose norme precauzionali di cui conosceremo l’esito solo questa settimana.

Negli ultimi giorni i casi sono aumentati esponenzialmente, ma risulta che i pazienti positivi abbiano contratto il virus in un periodo precedente alla settimana appena trascorsa, ragion per cui sarebbe probabile un rallentamento della diffusione, nonché un suo arresto.

Questi dati hanno in ogni caso preoccupato la popolazione, nonostante i bassi indici di mortalità del virus. Infatti la mortalità fuori dalla Cina è notevolmente più bassa, e il virus si manifesterebbe come un’influenza appena più virulenta, la cui mortalità non supera il 2/3%, percentuale che coinvolge principalmente pazienti con malattie pregresse.

Ma perché proprio il Nord Italia risulta così fortemente colpito? Una delle ragioni maggiormente supportate dal governo italiano risiede nel numero di tamponi che esso ha effettuato, permettendo di avere un numero realistico di casi positivi, al contrario di altri paesi i cui numeri di tamponi è estremamente basso.
Le ragioni sono molteplici, ma una di queste degne di nota fa riferimento ai paesi con sistemi sanitari privati. Infatti, per effettuare un tampone negli Stati Uniti, è necessario pagare una somma di 3000 euro, ragione sufficiente a frenare chiunque sia sospetto di aver una semplice influenza, soprattutto dal momento in cui non esiste nessuna cura per il coronavirus.

L’elevato tasso di positività in Italia ha permesso al governo di applicare misure precauzionali, che hanno coinvolto anche la città di Torino, nella quale sono stati registrati sette casi. Nel torinese è stata emanata un’ordinanza di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, compresa l’Università degli Studi di Torino, il Politecnico di Torino, oltre che all’Università del Piemonte orientale. Questa ordinanza prevedeva la chiusura nel periodo tra il 24 e il 29 Marzo, prorogata poi per le Università fino al 7 Marzo. Per quanto riguarda le scuole, per queste è invece stato prestabilito un graduale ritorno alla normalità, con la loro riapertura domani, Mercoledì 4 Marzo, salvo diverse disposizioni.
La notizia è sicuramente un buon segno, in grado di tranquillizzare i cittadini torinesi, anche perché il numero di casi positivi nella città di Torino, a differenza di molte altre città del Nord Italia, continua ad essere molto contenuto.
Per quanto riguarda le Università, il nostro destino di studenti è nelle mani del Rettore e del Governatore della Regione, in quanto la realtà universitaria si discosta notevolmente da quella scolastica di primo e secondo grado, soprattutto per le differenti provenienze regionali degli studenti.
Restiamo in attesa di ulteriori aggiornamenti nella speranza che la situazione possa trovare una soluzione rapidamente .

Emma Battaglia

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