Sesso, lusso e tampontax

Il gentil sesso è decantato dall’alba dei tempi per le sue caratteristiche che, ormai per antonomasia, sembrano dover rientrare nella definizione da dizionario di donna. Amabili, fragili, delicate, saremmo per natura il sesso debole da proteggere; anche se pare che il dolore provato durante il parto sia paragonabile alla frattura di venti ossa – ma chi potrà mai confermarlo? Da proteggere però, in ogni caso, con convinzioni bigotte anzichè fatti.

Sebbene questa visione medievale si sposi con le ideologie dell’uomo-da-poltrona-in-parlamento medio, infatti, pare che proprio quando si tratta di tutelare le donne sul prediletto fronte biologico, a grande sorpresa, l’assistenza sanitaria di cui abbiamo bisogno viene elevata a bene di lusso. E noi, povere cristiane, che abbiamo scelto la dolce vita che ci equipaggia – nel corso della nostra fertile esistenza da contribuenti europee – con in media 456 cicli mestruali (poco più di 6 anni da macello), spendiamo oltre 15000€ tra assorbenti, medicinali per alleviare i sintomi e anticoncezionali.

Ma attenzione, perchè le dinamiche in Italia sono sempre alquanto affascinanti. Nel 2018, l’associazione Onde Rosa raccolte 225 mila firme tramite petizione online – riesce a portare la problematica all’attenzione del PD, che allora presenta un emendamento per ridurre l’IVA di questi prodotti al 10%. Vi è, infatti, da ben 11 anni, una normativa europea che consente di abbassare l’aliquota al minimo (nel nostro caso 4%) ma l’Italia fa parte dei paesi membri che ha deciso di ignorarla e la Commissione Bilancio respinge la proposta, anche a causa dei voti contrari del M5S, per mancanza di coperture. 

8d1fa6a17d79dd6708a1e690e55d00afIl PD non si arrende e il 13 novembre 2019, Laura Boldrini insieme ad altre 32 deputate di vari partiti ripropone la modifica al decreto fiscale che sancisce l’Iva del 22% sugli assorbenti, che sono dunque per legge considerati beni non di prima necessità, al fianco di sigarette, alcolici, elettrodomestici etc. Ma, ancora una volta, la proposta viene bocciata.

Il M5S torna alla riscossa, dopo essere stato un dei fattori del fallimento dell’emendamento PD, con la propria vincente proposta per abbassare al 5% l’Iva sui prodotti compostabili e biodegradabili per l’igiene intima femminile (ma anche di anziani, neonati e disabili) – che per intenderci costano di più in partenza e sono anche più difficilmente reperibili.

Nel frattempo, in Germania, la start-up The Female Company propone l’iniziativa Thetampon-book-tax-PAGE-2019 Tampon Book, un libro-protesta per aggirare la tassazione dei tamponi nascondendoli dentro ad un libro, tassato non a caso al 7% (bene di prima necessità), promuovendo una petizione analoga a quella italiana ma con risultati differenti; nel senso che 220 mila firme portano il governo di Berlino ad annunciare la riduzione dell’Iva dal 19% al 7% a partire dal 1°gennaio 2020.

Altra vittoria più recente che fa un notevole salto di qualità riguarda la Scozia, che ha approvato il disegno di legge per rendere gratuiti assorbenti e tamponi per tutte le donne. Tra i provvedimenti è in programma mettere a disposizione i beni in questione anche in luoghi pubblici, per limitare ancora di più la period poverty. E’ stato calcolato che il governo dovrà stanziare 9.7 milioni di sterline all’anno, nulla in confronto ai 24 milioni spesi dalle contribuenti. Secondo un sondaggio del 2018, il 25% delle donne in Inghilterra, Galles e Scozia ha perso delle giornate lavorative/di studio perchè non BBB-post2poteva permettersi i prodotti per l’igiene necessari durante le mestruazioni. Inoltre, circa la metà delle ragazze inglesi è stata bullizzata o period-shamed a causa delle mestruazioni – cosa che dimostra quanto sia ancora oggi un tabù.    Altra iniziativa interessante è il Bloody Big Brunch, dove assorbenti e tamponi sono adottati come valuta per pagarsi un Bloody Mary.

Ricordiamo che paesi come India, Kenya e Canada hanno già definitivamente abolito la tassazione sugli assorbenti, la Germania e il Regno Unito stanno facendo progressi mentre in Italia ancora si parla di vittorie che lasciano l’amaro in bocca ad una considerevole parte della popolazione, perchè la quantità non fa concorrenza alla qualità, in senso aristotelico, di essere uomo.

Yulia Neproshina

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