CoVisions_19: quando la creatività salva dalla quarantena

Noi tutti, studenti e non, stiamo cercando di emergere dagli abissi profondi in cui questa quarantena ci sta trascinando. Proviamo a riaffiorare buttandoci a capofitto negli allenamenti, nelle dirette di artisti e influencer e nelle tanto amate, quanto odiate, videochiamate con amici e parenti.

“Isolamento” di Annalisa Casanova
(@nalicasanova)

Oggi The Password vorrebbe però darvi una via alternativa: CoVisions-19. È un progetto voluto dalla professoressa Roberta Basano per gli studenti del suo corso “Storia e Teoria della fotografia” (DAMS, Università degli Studi di Torino), la quale ha deciso di trasformare l’ultima lezione, che di solito prevede la presentazione in aula da parte degli studenti dei loro progetti fotografici, in un progetto virtuale. L’obiettivo è di ragionare sulla fotografia come linguaggio e di sviluppare una sorta di “sopravvivenza” creativa nell’isolamento. Potete trovare tutte le fotografie sul profilo Instagram @covisions_19 (realizzato e gestito interamente dagli studenti), dove vengono pubblicate giornalmente le visioni degli autori. Per la prima settimana il tema è stato l’isolamento: è molto interessante vedere come gli scatti siano così differenti tra loro e come ogni studente sia riuscito ad esprimere il proprio spettro emotivo attraverso la fotografia.

“Giorno numero x” di Alex Ferrero
(@_i.ferrero_)

Si deduce dal profilo la volontà di raccontare le giornate di quarantena da un punto di vista introspettivo e non. Troviamo infatti foto complesse, ma anche foto di vita quotidiana che testimoniano la situazione in cui ci troviamo e che siamo costretti ad affrontare. In alcune sequenze vediamo come l’isolamento abbia inizialmente avuto un impatto brusco sugli autori, ma come col tempo sia mutato, trasformandosi in una sorta di culla emotiva in cui rifugiarsi. È lampante invece come da molti scatti si percepisca la sensazione dei giorni che si susseguono e dell’ambiente che propone sempre la stessa visuale, rendendo così difficile mantenere la cognizione del tempo che scorre. Colori, ombre e geometrie danno vita a dialoghi tra la condizione personale degli autori e una condizione più universale relativa allo stato di isolamento. La distorsione della percezione è rivolta principalmente verso il mondo esterno, ma anche nei confronti di sé stessi.

“Autoritratti catartici – V” di Camilla Zali
(@my_silhouettes.raw)

Ciò dimostra che l’arte e la creatività possono rappresentare sempre un’ancora di salvataggio e ci insegna che scavare dentro noi stessi può aiutarci a superare i nostri limiti.

Questo progetto è riuscito inoltre a creare dinamiche di collaborazione e rapporti tra gli studenti che non sempre in aula si verificano.

Non si esclude che, quando riaprirà l’università, possa esserci una mostra.
Speriamo quindi di vedere al più presto il progetto CoVisions-19 prendere anche forma concreta. Nell’attesa vi invito a seguire il progetto in continua evoluzione su Instagram.

In copertina “Come pesci rossi” di Giulia Magra (@giuleena)

Rossella Cannella

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