Fase 2 e mobilità sostenibile: intervista a trattoxtratto

Due T si tengono per mano.
Camminano uno accanto all’altra per la città di Torino.
Tratto dopo tratto la attraversano tutta.
Un giorno prendono la metropolitana, un altro la bici.
La città è tranquilla, sicura.
Nessun pericolo, zero stress.
Le due T si spostano leggere, nel rispetto dell’ambiente e della loro salute.
Ti piacerebbe spostarti per Torino come le T, vero?

La mobilità sostenibile è un tema di cui si è molto discusso negli ultimi tempi, soprattutto qui a Torino. In questi giorni di fase 2 siamo invitati a usare mezzi privati per spostarci e per questo motivo le città di tutto il mondo si stanno attrezzando per incrementare i km di piste ciclabili e la frequenza dei mezzi pubblici. Anche a Torino è stato presentato il “Grande piano per la mobilità”, che però diverse associazioni del settore hanno considerato poco adeguato alle reali necessità della città. Questa esperienza sta dimostrando che il tema della mobilità è molto più complesso di quanto pensassimo e abbiamo sempre più bisogno di qualcuno che ci spieghi come possiamo cambiare le nostre abitudini.

Abbiamo contattato ‘trattoxtratto’, un progetto che coinvolge un gruppo interdisciplinare appassionato di mobilità sostenibile. Capofila di questo progetto è la nostra GreenTO, associazione green di UniTO e da qualche tempo anche circolo ufficiale di Legambiente. Ci ha risposto Enrico Fedeli, responsabile del progetto e studente di Economia dell’ambiente presso UniTO.

Chi c’è dietro trattoxtratto, oltre a GreenTO? Fate parte della Consulta Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico?
L’idea con cui è nato il progetto trattoxtratto è quello di creare un contenitore, una cassa di risonanza per le proposte sulla mobilità sostenibile. Trattoxtratto è un progetto ponte fra più realtà, come Associazione Ferrovie Piemontesi, la Consulta Giovani dell’Ordine Professionale degli Infermieri, l’Associazione Torinese Tram Storici. Per far parte della Consulta Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico bisogna essere un’associazione che si occupa di mobilità sostenibile e ciclabile, infatti greenTO ne fa parte; ci sono già stati contatti con la consulta e siamo intenzionati a lavorare insieme a loro presto.

Come pensate di poter impattare sulle politiche comunali? Avete già instaurato un rapporto di collaborazione con il comune o con la città metropolitana?
Le proposte e le idee che presentiamo agiscono su due fronti: da una parte facciamo pressione sulle amministrazioni, dall’altra aiutiamo i cittadini e l’opinione pubblica ad essere più consapevoli sul tema della mobilità sostenibile. Per esempio, stiamo pubblicando post su alcuni temi del trasporto pubblico che non spesso sono ben conosciuti e che aiuterebbero i cittadini a orientarsi anche fra le proposte politiche che ciclicamente son fatte in occasione delle elezioni. Abbiamo già avuto dei contatti con il comune, tramite l’assessorato ai trasporti, e con GTT. Stiamo lavorando anche sulla questione del sistema ferroviario metropolitano e abbiamo avviato un percorso di partecipazione con la circoscrizione 4 sulla viabilità in via San Donato e via Cibrario. Cerchiamo di farlo evitando le divisioni politiche, cercando di essere trasparenti e obiettivi.

Parlate di “urbanistica partecipativa”. Come può quindi un cittadino collaborare con voi per risolvere problemi legati alla mobilità?
Tutte le proposte e i contribuiti sono ben accetti: chiunque abbia suggerimenti da farci, proposte da condividere o voglia di mettersi in gioco per questi temi può contattarci sui nostri canali social! Per esempio, qualche tempo fa era uscita una mappa di possibile fantametropolitana di Torino: il ragazzo che aveva fatto quelle mappe ora collabora con noi.

Tanti torinesi non sono abituati a pedalare in città, ma da ora in poi avranno anche paura di salire sui mezzi pubblici per parecchio tempo. Cosa consigliate a quei cittadini per convincerli a rinunciare all’auto e a provare un mezzo sostenibile?
Con la fine della quarantena, sarà molto più difficile usare i mezzi pubblici, anche per i limiti che verranno posti sulla capienza dei mezzi. Molto probabilmente, se non si agisce con forza, il traffico aumenterà notevolmente. Le nostre città non sapranno accogliere questo ulteriore flusso di automobili: a quel punto diventerà chiaro che spostarsi in sicurezza in bicicletta o col mezzo pubblico diventerà assai preferibile. Bisogna ricordare che i mezzi pubblici sono luoghi puliti e sicuri, sanificati ogni sera, in cui si entrerà con le mascherine; e soprattutto, se provasse anche solo una volta, ogni torinese si accorgerebbe che, per la maggior parte dei propri spostamenti, sarebbe molto più veloce e comodo andare a piedi o in bicicletta, e vedere accanto a sé una fila interminabile e “buffa” di auto ferme.

Per saperne di più e seguire le attività di trattoxtratto, vi invitiamo a seguire le loro pagine su Facebook e Instagram.

Milena Parotti

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Pista ciclabile di cso Vercelli, a Torino, inaugurata nel 2019

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