La sai quella di Galileo e dei telescopi? Due chiacchiere con Celestia Taurinorum

C’è qualcosa di più misterioso e affascinante dello spazio? Qualcosa di più mistico e profondo? L’astronomia affascina l’uomo da millenni, ma nel mondo regna ancora parecchia confusione: basti pensare che c’è gente adulta che continua a confondere astronomia e astrologia…
Per questo motivo abbiamo chiesto un’intervista a Samuel, presidente di Celestia Taurinorum, associazione di appassionati che si fa (perdonate il francesismo) un mazzo così per la divulgazione scientifica.

– Chi sei e che ruolo svolgi nell’associazione?
Sono Samuel Nale, studente di Fisica dell’Università di Torino, musicista davvero mediocre, uno dei fondatori ed attuale presidente di Celestia Taurinorum.

– Cos’è Celestia Taurinorum? Di che si occupa?
CT è un’associazione di astrofili, mossi dalla passione per il cielo. Principalmente ci occupiamo di divulgazione scientifica ed osservazione astronomica al telescopio, organizzando anche eventi aperti ai curiosi. Per fare un esempio la scorsa estate abbiamo tenuto tre serate di osservazione insieme alla ONLUS di Marco Berry.

– Quando è nata CT?
Tutto è iniziato nei primi mesi del 2017, quando eravamo solo un gruppetto di amici che passavano fredde nottate insieme con i loro telescopi. Col tempo, il nucleo iniziale si è espanso e il 21 giugno 2017, il giorno del solstizio d’estate, è nata l’associazione.

– Come si può partecipare all’associazione?
Ok, qui la cosa diventa complicata, allaccia le cinture. Gli eventi esterni sono liberi e aperti a tutti. Ci si può però anche associare con tessera annuale, del costo di circa €40 [per tutte le informazioni vi rimandiamo a questo link] ed accedere così a tutti gli eventi riservati. Che sono parecchi.

– Ad esempio?
(Ride, ndr) Abbiamo le nostre serate interne (che solitamente consistono in corsi, conferenze o workshop), e le osservazioni mensili fuori Torino in cui mettiamo a disposizione i preziosi ed amati strumenti nostri personali e dell’associazione. Inoltre, organizziamo anche campi estivi, visite ad osservatori, mostre e musei scientifici, e forniamo anche abbonamenti a riviste specializzate ed altro materiale. Giovedì gnocchi.

– Come seguirvi?
Abbiamo innanzitutto il sito, su cui è disponibile il calendario degli eventi dell’anno in corso. Al momento, però, lo stiamo ristrutturando perché essere povery ci costringe a farci le cose da soli. Inoltre, siamo attivi su Facebook ed Instagram, pubblicando ogni settimana articoli che toccano l’astronomia e l’esplorazione spaziale.

– E in quanto a cash?
Il progetto è completamente indipendente: lo sforzo iniziale è stato sostenuto interamente dagli 8 fondatori, mentre al momento le quote associative sono il nostro pane quotidiano e ci consentono di offrire proposte di qualità e, a volte, fare una piccola aggiunta agli strumenti dell’associazione. Telescopi, oculari, camere di ripresa costano cari.
Saltuariamente partecipiamo anche ad eventi esterni che aiutano a finanziarci e a farci conoscere, organizzando conferenze a livello (semi) professionale. Molti dei nostri infatti sono astrofisici/cosmologi e abbiamo anche la fortuna di avere un ingegnere del JPL della NASA. Mica bruscolini. Però siamo sempre in cerca di nuove persone o occasioni, quindi fatevi sotto!

– Siete soddisfatti del successo (o anche insuccesso, siamo politically correct qui) ottenuto?
Ci sono molti progetti che vorremmo lanciare e proporre ai soci ed al pubblico, e molti eventi a cui vorremmo partecipare attivamente. Tuttavia, essendo un gruppo ancora numericamente esiguo siamo costretti a dire di no a molte occasioni…
Poi ovviamente come in tutte le realtà ci sono degli alti e bassi, ma quando riesci ad organizzare un bell’evento e, tra le centinaia di persone che passano, anche solo qualche gruppetto si ferma per fare domande e a chiacchierare con interesse sincero, è una soddisfazione enorme: ci fa capire che il nostro lavoro è stato apprezzato, e che le persone sono ancora capaci di dedicare qualche minuto del proprio tempo per guardare all’immensità che abbiamo ogni giorno sopra le nostre teste
Quindi direi di sì, siamo soddisfatti!

– 20 anni nel futuro, tuo figlio viene da te e ti dice “papà, il mio compagnuccio mi ha detto che la terra è piatta e io gli credo”. Che fai?
Gli spiegherei con pazienza le criticità scientifiche e logiche della teoria terrapiattista, educandolo così all’importanza del metodo scientifico e portando alla luce i meccanismi che permettono alle teorie complottistiche di prendere piede e proliferare.

– Ok. La risposta vera ora?
Lo diseredo.

– Eccellente.

Luca Negro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...