Le donne odiate dal web

Spesso, quando una donna si azzarda a prendere una posizione politica avversa a una precisa fascia di elettorato, e la sua vicenda diventa di visibilità nazionale, viene fatta oggetto di insulti gravissimi sui social network, in primis Facebook. E spesso, quando si pone l’accento sulla misoginia diffusa che tali fatti dimostrano, la risposta – talvolta in buona fede – è: “Ce l’ho con lei per quello che ha fatto, la odierei anche se fosse un uomo.” Peccato che non sia davvero così. Dalla Mappa dell’Intolleranza – un progetto di Vox – Osservatorio Italiano sui diritti, in collaborazione con alcune Università, che l’anno scorso ha analizzato l’hate speech su Twitter – è emerso che, su un totale di tweet negativi, i messaggi di odio contro le donne occupano la seconda posizione, dietro solo a quelli rivolti ai migranti.

Le donne, a differenza di loro colleghi – che talvolta vengono addirittura ignorati in situazioni del tutto analoghe – vengono insultate attraverso la sessualizzazione e/o il body shaming (quasi nel tentativo di rimetterle al posto che culturalmente spetta loro). Ricordiamo quelle maggiormente prese di mira nell’ultimo anno.

Carola Rackete

32 anni, tedesca, ha conseguito una laurea in scienze nautiche e un master in Inghilterra in conservazione ambientale. Subito dopo la laurea era già al timone di navi spaccaghiaccio in Artico e in Antartide per conto di uno dei massimi istituti oceanografici, l’Alfred Wegener. Contestualmente, si è dedicata al volontariato: prima nella Penisola della Kamčatka occupandosi di educazione ambientale per i bambini, ricerca e turismo locale, poi sulla nave “Arctic Sunrise” di Greenpeace e infine per conto della Sea Watch. Il trigger dell’odio della rete nei suoi confronti è stato la vicenda della nave Sea Watch 3 nel giugno 2019.

Gli insulti. Nemico pubblico numero uno : sui social si è vomitato di tutto nei suoi confronti, che avesse avuto rapporti con tutti i naufraghi sulla Sea Watch 3, che fosse una t***a, una cessa, una “zecca viziata”, che meritasse di essere stuprata. La vicenda fu particolarmente grave perché l’odio via web venne sapientemente indirizzato dall’allora ministro dell’interno Matteo Salvini.

Silvia Costanza (Aisha) Romano

25 anni, laureata in mediazione linguistica per la sicurezza e la difesa sociale e istruttrice di ginnastica a Milano, Silvia aveva iniziato il volontariato in Africa nell’estate 2018 (ne parliamo più approfonditamente qui). Il 20 novembre 2018 fu rapita in Kenya e di lei non si seppe più nulla fino alla sua liberazione il 9 maggio 2020, quando si è scoperto che fosse stata segregata in Somalia da jihadisti affiliati al gruppo di Al-Shabaab (ne parliamo qui). Oggi racconta di stare bene, di essere stata trattata bene dai rapitori e di essersi convertita spontaneamente all’Islam.

Gli insulti. Colpevole di essersi fatta rapire, di aver fatto spendere un sacco di soldi al popolo italiano e di aver ceduto alla lettura del Corano durante i suoi 18 mesi di isolamento, Silvia è stata oggetto di feroci attacchi sul web che sono sfociati nel lancio di bottiglie di vetro presso la sua abitazione. “Tornatene dai tuoi amici ne**i”, “è piena, gravida”, “quanto ci sei costata?”, “impiccatela”, “oca”.

Greta Tintin Eleonora Ernman Thunberg

La diciassettenne svedese ha cominciato il suo attivismo nel 2018, quando ha scioperato per qualche settimana rimanendo seduta di fronte al Parlamento del suo Paese durante l’orario scolastico, affinché venissero ridotte le emissioni di anidride carbonica. Dopodiché ha iniziato a scioperare ogni venerdì, lanciando il movimento studentesco internazionale Fridays For Future. Diventata famosa – nel 2019 il TIME l’ha nominata “Persona dell’anno” – Greta è intervenuta in occasioni importanti, quali la COP24, il Forum di Davos, il Climate Action Summit a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Gli insulti. La sua giovane età non l’ha risparmiata da insulti provenienti da ogni parte del globo. Considerata una piccola rompiscatole che dovrebbe portare rispetto ai grandi, le è stato detto di andare a battere, che quando scoprirà i genitali maschili smetterà di protestare, che è brutta, che sembra la figlia handicappata della Merkel (e così via).

Laura Boldrini

Classe 1961, Laura Boldrini dedicò la sua giovinezza ai viaggi per il mondo e si laureò in Giurisprudenza. Intraprese inizialmente la carriera di giornalista. Nel 1989 incominciò a lavorare per le Nazioni Unite e nel 1998 venne nominata portavoce per il Sud Europa dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Nel 2013 incomincia la sua carriera politica e viene eletta a sorpresa Presidente della Camera dei deputati.

Gli insulti. Dal suo esordio in politica è stata particolarmente presa di mira dal web e anche da alcuni suoi colleghi: dalle classiche “tr**a” e “pomp***ra”, è stata paragonata da Salvini ad una bambola gonfiabile, fino a vere e proprie minacce di stupro e di morte, per le quali Laura Boldrini ha sporto denuncia e sono stati avviati diversi procedimenti.

Teresa Bellanova

Nata nel 1958 e terminati gli studi dopo la terza media, iniziò a lavorare nei campi per poi entrare nelle organizzazioni sindacali. Entrò in politica nel 2006, nel 2016 venne nominata viceministra dello Sviluppo Economico durante i governi Renzi e Gentiloni. Infine, nel 2019 è stata nominata Ministra delle politiche agricole alimentari e forestali. L’odio nei suoi confronti è recente, causato dall’inserimento nel cd. “decreto rilancio” della regolarizzazione dei lavoratori stranieri (tramite un normale permesso di soggiorno per lavoro della durata massima di due anni) e del rilascio di un permesso di soggiorno “nuovo”, di 6 mesi, per gli stranieri il cui permesso è scaduto di recente, sanatorie applicabili solo a determinati settori.

Gli insulti. La regolarizzazione degli stranieri che la rende “amica dei migranti”, il fatto che sia sposata con un uomo marocchino, il suo aspetto fisico… ha tutte le carte in regola per essere odiata sui social e, specialmente in questi giorni, gli insulti nei suoi confronti stanno piovendo a cascata.

Silvia Gemme

Illustrazione di copertina di Paola Formica

Fonti:

Per “Mappa dell’Intolleranza”: http://www.voxdiritti.it/la-nuova-mappa-dellintolleranza-4/

Per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri: https://www.youtube.com/watch?v=0t0XtafDQ_k

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