Le mascherine proteggono noi, ma chi protegge l’ambiente dalle mascherine?

C’è chi sostiene che la mascherina diverrà il nuovo accessorio della nostra quotidianità. Non possiamo negare che oggi, visto il periodo di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, sia fondamentale o, meglio, indispensabile.

Sono diversi, infatti, gli studi che hanno indagato l’incidenza dell’uso delle mascherine nel limitare la diffusione del virus e di conseguenza il contagio. Tuttavia, questi dispositivi di protezione individuale possono diventare un enorme problema per l’ambiente. Secondo una stima del Politecnico di Torino, solo in Italia sarebbero necessarie, al mese, un miliardo di mascherine e mezzo miliardo di guanti. Un numero impressionante che ci porta a riflettere sulla necessità di assumere un atteggiamento responsabile. È lo stesso WWF a lanciare un appello: «Se anche solo l’1% delle mascherine venisse smaltito non correttamente e magari disperso in natura questo si tradurrebbe in ben 10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente. Considerando che il peso di ogni mascherina è di circa 4 grammi questo comporterebbe la dispersione di oltre 40 mila chilogrammi di plastica in natura». Purtroppo, però, sembra che non tutti stiano prendendo la situazione sul serio e sono già molte quelle ad essere disperse nell’ambiente causando, tra l’altro, la morte di numerosi animali. È di inizio maggio la foto di un uccello rimasto impigliato in una mascherina che ha fatto il giro del web.

Foto di lastampa.it

Quale può essere un aiuto per contrastare questo fenomeno? Sicuramente fondamentale è la presa di coscienza di ognuno di noi, a cui si aggiunge la necessità di predisporre raccoglitori per mascherine e guanti in luoghi strategici della città. Inoltre, è stato dimostrato dall’Università di Edimburgo come qualsiasi tipo di mascherina, anche quelle fatte in casa, possano aiutare a rallentare la diffusione del virus. Ognuno di noi, quindi, può decidere di utilizzarne di lavabili: la stessa Regione Piemonte ha consegnato al comune di Torino mascherine riutilizzabili la cui distribuzione sta avvenendo proprio in questi giorni. Se, invece, si preferisce un prodotto monouso, una soluzione sostenibile può essere la mascherina Arya che, nonostante non sia un presidio medico o assistenziale, è ipoallergenica, traspirante e allo stesso tempo capace di filtrare le particelle di saliva. È composta da cotone e legno proveniente da foreste protette, quindi, una volta utilizzata, è facile da reinserire nel ciclo produttivo, o pronta a tornare alla natura senza inquinare. Arya, che può essere acquistata online, è adatta alla fisionomia di tutti, anche dei più piccoli: non possiede elastici, ma è dotata di un sistema di regolazioni che le permette di adattarsi ad ogni viso grazie al suo design che prende spunto dagli antichi origami giapponesi.

Mascherina Arya

La mascherina è oggi fondamentale, ma è necessario anche essere responsabili scegliendo di adottare, quando è possibile, sistemi di protezione individuali in grado di proteggere noi e chi ci circonda senza dimenticare l’ambiente, la nostra casa.

Fabiana Cupi

Fonti:

https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-animali/2020/05/05/news/uccello-soffoca-impigliato-in-una-mascherina-l-immagine-simbolo-dell-inquinamento-da-coronavirus-1.38805689

https://www.ed.ac.uk/roslin/news-events/latest-news/face-coverings-can-cut-risk-of-coronavirus-spread

https://www.ecoarya.com/

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