Giro del mondo in 26 articoli – Maslenitsa, il benvenuto alla primavera

La Maslenitsa (Масленица) è una delle feste slave ereditate dalla cultura pagana più antiche e più amate dai bambini, festeggiata l’ultima settimana prima della Quaresima, in onore dell’arrivo della primavera.

Il nome e la festa stessa derivano dall’usanza religiosa secondo la quale negli ultimi sette giorni prima della Quaresima è consentito consumare solo latticini, pesce e alimenti a base di burro per astenersi dalla carne. Tutti i giorni vengono preparate delle caratteristiche frittelle dolci a base, appunto, di burro e di uova chiamate bliny, la cui forma ricorda quella del sole e, il burro. che vi si scioglie sopra, ricorda la neve che se ne va insieme all’inverno.

Originariamente la festività durava due settimane: iniziava una settimana prima dell’equinozio di primavera e si concludeva una settimana dopo. Con la Cristianizzazione della Russia si è deciso che la Maslenitsa si sarebbe festeggiata solo la settimana prima della Quaresima, per questo ogni anno viene festeggiata in un periodo dell’anno diverso, in base alla domenica di Pasqua.

Una delle tradizioni più caratteristiche consiste nel dare fuoco a uno spaventapasseri.
La conquista della fortezza di neve era il simbolo della lotta tra la Primavera e l’Inverno. Le donne, che rappresentavano l’inverno, si trovavano in cima alla fortezza e difendevano la dea Morana, ossia l’Inverno, fatta di rami e paglia. Gli uomini, che personificavano la primavera, dovevano conquistare la fortezza e fare uscire Morana dalle sue stanze al terzo tentativo, non al primo, né al secondo. Ciò simboleggiava la Trinità. Le prime due volte gli uomini si ritiravano dopo aver tentato di sottrarre qualche bagatella alle fanciulle. Al terzo tentativo, la Primavera vinceva e portava lo spaventapasseri di Morana al rogo.

A casa si preparavano alcune bamboline e altre statuine realizzate con cordoncino, fazzoletti, carta, canapa e paglia. Si utilizzavano tutti i materiali di cui ci si voleva disfare. Quando si bruciava lo spaventapasseri, l’ultimo giorno di Maslenitsa, si lanciavano nel rogo anche tutte le altre statuette che portavano via con sé miseria e malattie.

Questa festività, anticamente, veniva chiamata anche Komoeditsa, da Komy, pagnotte di farina di avena, di piselli e di orzo, con frutta secca e noci mangiate l’ultimo giorno. Komy venivano anche chiamati gli orsi, altro simbolo della Russia.

Il primo blyn cucinato “spetta all’orso” che va risvegliato, così, dal letargo. Il detto popolare recita:

Il primo blin va servito all’orso

il secondo ai conoscenti

il terzo ai familiari

e il quarto a me

L’orso che esce dal letargo rappresentava il risveglio della natura e l’arrivo della primavera.

Yulia Neproshina

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