The Great – Cospirazioni e mascolinità tossica alla corte di Caterina

The Great è una serie del 2020 prodotta dalla piattaforma streaming americana Hulu, arrivata in Italia il 18 giugno su starzplay, estensione disponibile per gli abbonati a AppleTV+. Con una prima stagione composta da dieci episodi, in breve tempo ha cominciato a far parlare di sé convincendo ampiamente pubblico e critica, al punto da essere già stata rinnovata – a sorpresa – per una seconda stagione.

La storia raccontata in The Great è quella di Caterina II detta “la grande”, sovrana illuminata di Russia che è stata al governo dal 1762 al 1796, anno della sua morte. O perlomeno è vagamente ispirata alla sua storia. Una delle particolarità dello show, infatti, è quello di non pretendere minimamente di attenersi in tutto e per tutto alle vicende reali e di rifuggire qualunque pretesa di rigore storico: non per niente il sottotitolo che appare all’inizio di ogni puntata è “an occasionally true story”.

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È in questa forbice di libertà creativa che può spaziare il grande talento di scrittura di Tony McNamara, autore già apprezzato per la sceneggiatura di The Favourite (in Italia “La favorita”), il film di Yorgos Lanthimos che l’anno scorso era stato nominato per un sacco di Oscar e altri premi (solo Olivia Colman lo vinse come attrice protagonista però). In The Great l’autore australiano ha l’intuizione di introdurre la vita di Caterina, appena arrivata come moglie dell’imperatore di Russia Pietro III (nipote del più famoso Pietro il Grande), in una società di corte totalmente allo sbando, caratterizzata da eccessi, lusso sfrenato e qualunque tipo di assurdità che scaturisca dalla mente dell’Imperatore, ai cui comandi nessuno ha il coraggio di opporsi (principalmente per evitare di lasciarci la pelle). I sogni di un matrimonio da favola e di una grande storia d’amore della giovane donna si scontrano con la realtà di un’unione nella quale il suo compito è unicamente quello di dare un’erede a Pietro, mentre lui può spassarsela con tutte le dame della corte.

Caterina è una donna in un mondo di uomini: la sua grande intelligenza è considerata inutile, la sua mentalità aperta è vista con sospetto e la sua opinione vale meno di zero. E nel frattempo il paese versa in condizioni pietose: la crisi economica crea povertà diffusa, una guerra inutile che la Russia sta perdendo si protrae causando morti e devastazione, l’oscurantismo della Chiesa non permette lo sviluppo della cultura, l’Imperatore è imprevedibile e facilmente manipolabile.

In questo contesto, Caterina prende coscienza della sua missione: organizzare un colpo di Stato per destituire il marito e salvare la Russia.

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Lo show si muove su più binari: la satira attraversa tutti gli episodi ma non mancano le punte di comicità e i momenti di autentico dramma. The Great in questo senso è una serie estremamente moderna, capace di sfruttare a pieno il materiale di partenza per raccontare sentimenti nei quali ci si può facilmente identificare, senza cadere nella trappola di quelle serie che provano in tutti i modi a farsi considerare “prestigiose” risultando alla fine solo una bella confezione vuota (sono quelli che vengono definiti “prestige drama”, le serie che per darsi un tono e vendersi meglio al pubblico puntano su un carico eccessivo di dramma, una fotografia quasi sempre ricercata e solitamente tendente ai toni scuri e su altissimi budget per effetti visivi, attori di rilievo, registi famosi).

Uno dei punti di forza della serie è il casting perfetto: Elle Fanning è una Caterina straordinaria e trova nell’intesa con Nicholas Hoult (Pietro) la sublimazione delle sue doti interpretative e comiche. Al loro fianco gli ottimi Sacha Dhawan (noto per aver interpretato quest’anno un ruolo importante in Doctor Who), Phoebe Fox e Adam Godley, tra gli altri.

Insomma, se cercate un prodotto fresco, innovativo, divertente ma profondo, ironico ma che va dritto al punto e allo stesso tempo sa essere appassionante, non potete farvi sfuggire The Great.

Huzzah!

Davide Tuccella

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