Fran e i Pensieri Molesti: la musica che non si limita a se stessa

Intervista al gruppo musicale torinese “Fran e i Pensieri Molesti”. I giovani artisti sono Francesca Mercurio (25 anni, autrice, cantante e chitarrista), Lorenzo Giannetti (20 anni, organetto diatonico e tastiere), Jacopo Di Nardo (22 anni, percussioni, batteria e pad) e Roberto Testa (23 anni, contrabbasso e basso elettrico).

  • Ciao ragazzi. Come vi siete conosciuti e com’è nata l’idea di creare un gruppo musicale?

Ciao! Ci siamo conosciuti tutti in modi diversi, chi per incontri più o meno casuali, chi per amicizie in comune, ma i primi a dar vita al gruppo sono stati Lorenzo e Fran. L’idea è la diretta conseguenza dell’essere musicisti e soprattutto dell’aver trovato persone che condividessero la stessa passione e gli stessi sogni! 

  • Perché il nome “Pensieri Molesti”?

Esiste una doppia risposta a questa domanda: la prima è che questo nome ci è venuto in mente guardando uno di quei grattacapi molto particolari, e da lì è stata subito associazione con pensieri e molesti; la seconda, quella più filosofica, è che solitamente i nostri testi vogliono scatenare in chi ci ascolta pensieri un po’ pungenti, un po’ “fastidiosi”, per far riflettere e pensare un po’ fuori dal comune.

  • Quali sono i temi che caratterizzano principalmente i vostri brani?

Le tematiche dei nostri brani si possono riassumere in una parola: amore. Amore inteso non solo come il sentimento che unisce due persone, ma come attenzione, rispetto per le diversità, amore per se stessi, quindi auto-accettazione, amore nei confronti della musica, dei nostri sogni, dell’ambiente e del nostro pianeta.

  • Qual è lo stile musicale che più vi rappresenta o quello che più vorreste sperimentare in futuro?

Fino ad oggi ci siamo mossi all’interno della cosiddetta scena dell’indie pop, habitat entro cui ci siamo sempre trovati bene. Il nostro progetto per il futuro, quindi il prossimo album, ha delle sonorità più pop che indie, diciamo così, prestando comunque molta attenzione alla scelta dei suoni e strizzando l’occhio alle sonorità elettroniche. 

  • Il vostro successo è stato abbastanza rapido, a testimonianza dell’interesse per i vostri temi e la curiosità per il genere musicale che sperimentate. Quali sono stati i vostri principali concerti ed esibizioni in contest musicali?

Nel corso degli anni abbiamo avuto l’onore di suonare su grandi palchi italiani come il Meeting del Mare (SA), il Flowers Festival (TO), Revolution Camp (VT), Alcart Fest (TP) negli stessi festival in cui suonavano artisti come Franco 126, Pinguini Tattici Nucleari, La Rappresentante di Lista, Alborosie, Eugenio in Via di Gioia o The Bloody Beetrots. 

  • Qual è il clima musicale che avete riscontrato a Torino, soprattutto tra i giovani?

Il clima musicale torinese non è per niente semplice, malgrado negli ultimi 10-15 anni siano usciti fuori artisti interessanti. Tra i giovani emergenti la realtà è abbastanza ambigua: c’è chi pensa a collaborare e quindi ad aiutarsi e chi invece alimenta una “guerra tra poveri” cercando di scavalcare gli altri e mettere a tutti i costi i bastoni tra le ruote. 

  • L’anno scorso avete pubblicato il vostro secondo disco (“Anomalia”), dopo il primo “Col senno di poi” (2017). Avete già qualcosa in programma per il futuro?

Il nostro futuro sicuramente vede altra musica, infatti siamo già in produzione con nuovi lavori. Fran ha scritto tante canzoni e ci stiamo impegnando molto per tirare fuori un qualcosa che possa permetterci di arrivare a un pubblico sempre più ampio. Insomma, seguite i nostri social per essere sempre aggiornati sulle nostre avventure!

  • Cosa significa per degli artisti come voi, abituati al continuo contatto con il proprio pubblico, comporre musica e suonare nell’era del COVID-19?

Le restrizioni dovute all’emergenza Coronavirus hanno colpito in primis il settore della musica dal vivo. Per noi il contatto e la vicinanza con il pubblico sono fondamentali, soprattutto nei concerti. Non sappiamo quando si potrà ritornare alla normalità, nel frattempo ci prepariamo a tutto. Per quanto riguarda la composizione, il lockdown ci ha reso più produttivi a livello di scrittura, ci ha permesso di prendere un po’ di tempo per noi, per i nostri pensieri e le nostre riflessioni dalle quali poi nascono i brani. In definitiva non sarà semplice riprendere, ma non vediamo l’ora e siamo sicuri che partiremo più forti di prima!

Concerto al Hiroshima Mon Amour
Credits: Erfano Morelli

Guido Casavecchia

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