Utero in affitto, reato universale e la difficile realtà dell’adozione

«Inizia oggi in Commissione Giustizia alla Camera l’esame della proposta di legge di Fratelli d’Italia per rendere l’utero in affitto reato universale» è l’inizio del post lanciato lo scorso 23 settembre sulle piattaforme social della leader del partito Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
Scopo della proposta di legge è rendere illegale la maternità surrogata anche nel caso in cui questa venisse applicata da parte di cittadini italiani in Paesi in cui tale pratica non lo è.

Come specifica la suddetta, il disegno di legge era già stato presentato nel 2018, ma solo ora sta prendendo avvio la discussione in merito. La proposta prevede la modifica del comma 6 dell’art. 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40 per specificare che il reato è punibile anche se commesso all’estero con pena “reclusione da tre mesi a due anni e con multa da 600.000 a un milione di euro”.
La proposta di legge è discussa insieme a quella proposta dalla deputata Forza Italia, Mara Carfagna.

La pratica consiste nell’accettazione da parte di una donna di portare a termina una gravidanza per conto di altri, e può avvenire gratuitamente o sotto corrispettivo economico, e nel nostro Paese è considerata reato perché contraria alle disposizioni in materia di adozione dei minori.
L’utero in affitto è una questione a lungo dibattuta, che incrocia insieme istanze di carattere etico ed economico, in primo luogo perché integra l’illecito affidamento di minori.

C’è però una questione a monte che andrebbe rivista nel caso in cui passasse la legge e diventasse quindi impossibile per una coppia che lo desideri avere un figlio: l’adozione.
Perché adottare un bambino è una pratica molto più complessa di quello che si pensa, e sono molte le coppie a non essere ritenute idonee.
Vediamo i criteri per l’adozione in Italia.

Secondo i dettami della legge 184/1983 articolo 6 «L’adozione è permessa ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, o che raggiungano tale periodo sommando alla durata del matrimonio il periodo di convivenza prematrimoniale, e tra i quali non sussista separazione personale neppure di fatto e che siano idonei a educare, istruire e in grado di mantenere i minori che intendano adottare»; tradotto: l’adozione è sempre subordinata al matrimonio e possono candidarsi coppie eterosessuali sposate o conviventi da almeno tre anni che possano garantire al figlio un’educazione e il completo sostentamento economico.
Le coppie omosessuali e i single sono già tagliati fuori dalla rosa (per i single è possibile ottenere l’affido di un minore in condizione di disagio familiare, ma nulla di più).
Ma non finisce qui: la legge impone inoltre che la differenza di età tra genitori adottivi e figli adottati non deve essere inferiore a 18 anni e superiore a 45 anni per un genitore e 55 per l’altro.

Chi rientra nei criteri stabiliti può fare richiesta presso il tribunale dei minori presentando tutta la documentazione necessaria (altro paletto che rischia di ridurre ancora il numero degli idonei), e dopo diversi incontri con assistenti sociali e perizie psicologiche in grado di stabilire la completa idoneità della coppia si può dunque procedere con l’adozione.
In media sono necessari 120 giorni per questa delicata prassi.

Ci sono anche costi da sostenere: l’adozione nazionale è previa di costi, discorso differente invece per l’adozione internazionale perché la coppia deve versare ingenti contributi al Paese di provenienza del bambino e le spese di viaggio e permanenza – per fare qualche esempio, per un bambino del Burkina Faso i costi si aggirano intorno agli 8.500 euro, per uno cinese 14.000 euro, per uno colombiano 7.500 euro.

A questo punto sorge spontanea una domanda: anziché chiedere per bandire una pratica che consenta a una coppia o a single desiderosi di avere un figlio con metodologie alternative, non sarebbe più corretto svecchiare leggi di 40 anni fa?
Il concetto di famiglia si sta ampliando e modernizzando, forse anche le nostre leggi dovrebbero farlo.

Ilaria Cavallo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...