I “fottutissimi” Peaky Blinders

Oggi vogliamo parlarvi di uno dei pezzi forti del catalogo Netflix, di cui pochi ancora ignorano l’esistenza. Si tratta di Peaky Blinders, una serie tv molto amata, soprattutto dal pubblico maschile.


Tutto comincia in Inghilterra, nel primo Dopoguerra. Siamo a Birmingham, nel quartiere di Small Heat: il piccolo regno della gang dei “Peaky Blinders”, guidata dalla famiglia Shelby. Il boss della banda è Tommy, interpretato dal bravissimo Cillian Murphy, il cui sogno è quello di elevare lo status della famiglia, di origini nomadi. Per questo motivo egli intende assicurare alla gang un futuro “pulito”, abbandonando lo svolgimento di attività illecite non appena il raggiungimento di una certa stabilità economica lo renderà possibile. Questo, dunque, sarà il filo conduttore della storia, che si snoda (per ora) in 5 stagioni autoconclusive, costituite rispettivamente da 6 puntate ciascuna: un format atipico, ma che pare adattarsi perfettamente al carattere dinamico della vicenda.

Sebbene, in apparenza, la serie sembri appartenere al genere storico, questo costituisce in realtà il solo contesto, che tuttavia è sicuramente ben costruito. Guardando Peaky Blinders si ha davvero l’impressione di vivere, se non letteralmente di respirare, il periodo storico in cui ogni stagione è ambientata. È un’Inghilterra in pieno fermento, reduce dalle conseguenze della Prima Guerra Mondiale e raggiunta dai primi segnali di sviluppo economico: le strade di Birmingham sono buie, sporche, costantemente percorse dai neri fumi promananti dagli scarichi industriali e, non da ultimo, estremamente pericolose. In questo contesto essere un “fottutissimo Peaky Blinder” è certo una garanzia, ma rappresenta, al contempo, una vera e propria maledizione: fare parte della gang comporta diversi vantaggi, che spaziano dall’incolumità personale alla stabilità economica, fino all’agognato prestigio sociale, ma richiede – in cambio – la capacità di dare prova di costante autosacrificio, in tutti i sensi. Bisogna essere sempre pronti e disposti a rinunciare a tutto, perché le carte in tavola possono variare da un momento all’altro: far parte della “società” significa accettare che l’interesse del gruppo prevalga sulle esigenze individuali, in qualunque circostanza.

L’elemento familiare non rappresenta, dunque, un semplice collante, ma costituisce il principio che guida qualsiasi scelta, da quella più banale a quella più rilevante. Nonostante l’impianto collettivo che impronta la dinamica degli eventi, la serie si dimostra straordinariamente capace di esplorare la psiche di ciascun personaggio, al punto che nessuno rimane estraneo allo spettatore. L’impressione, a detta della scrivente, è che ogni membro della famiglia Shelby diventi parte integrante della propria. Tra i personaggi maschili colpiscono senza dubbio il protagonista Tommy, magnetico, misterioso, affascinante, e il fratello Arthur, in costante lotta con sé stesso.

L’aspetto più significativo della serie, tuttavia, è l’inaspettata rilevanza assunta dalla componente femminile, che a tratti pare addirittura superiore al ruolo svolto da quella maschile, che è già, di per sé, dominante. A tal proposito non possiamo non nominare la tesoriera del gruppo, Polly Gray. Di nome è la zia degli Shelby, di fatto la mamma acquisita di tutti: Polly deve il suo successo alla natura ambigua di cui si dimostra capace, al punto che è possibile amarla e odiarla al tempo stesso.

Se non l’avete già fatto cosa aspettate, allora, a recuperare la visione di questa imperdibile serie tv? Potete stare tranquilli: non potrete più farne a meno.

Arianna Arruzza

Un commento Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Anche questo film ha dei personaggi davvero indimenticabili: https://wwayne.wordpress.com/2020/11/01/bella-e-maledetta-2/. L’hai visto?

    "Mi piace"

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