Un bacio sotto al vischio da Asgard fino a noi

Il periodo delle feste natalizie è un meraviglioso momento fatto di luci, pacchi colorati, biscotti allo zenzero inzuppati in tè caldi o cioccolate, maglioni imbarazzanti, la famiglia riunita e tante, tantissime, tradizioni.
Quella che voglio raccontarvi oggi è forse una delle usanze più antiche, probabilmente dalle nostre parti neanche troppo osservata, ma che nasconde un’origine mitica: il bacio sotto al vischio.

Il vischio, pianta sempreverde epifita ed emiparassita (vive legandosi ad altre piante, come i meli), ha massima fioritura a dicembre e, grazie alle bacche bianche dall’aspetto traslucido che spiccano sul verde delle foglie, è considerato un perfetto addobbo natalizio, tanto da essersi imposto insieme all’abete in numerose case. Posto spesso sullo stipite delle porte, per tradizione è di buon auspicio scambiarsi un bacio quando ci si incontra sotto alle sue fronde.
Ma perché?

La fonte più nota giunge direttamente dalla mitologia norrena ma, nonostante si possa immaginare una storia romantica all’origine della leggenda che riguarda lo scambio di baci, la storia del vischio è legata a una morte.
Protagonista è Balder, figlio di Odino e Frigg nonché Signore di luce, gioia, purezza, amicizia, riconciliazione e innocenza. Balder era il figlio preferito del padre ed era amato da tutti gli Aesir (nome con cui nella mitologia norrena si indicano le divinità, ndr).


La leggenda narra che per notti intere il sonno del dio fu infestato da terribili incubi, che vennero subito interpretati come presagi di sventura. Frigg, preoccupata per le sorti del figlio tanto amato, chiese a tutte le forze della natura, alle piante e agli animali di giurare perché non arrecassero mai danno a Balder: l’amore nei confronti del dio era così condiviso, che tutti giurarono. Protetto da ogni pericolo, divenne un gioco molto diffuso tra gli Aesir colpirlo per scherzo con pietre, fiamme o qualsiasi tipo di arma, approfittando della sua immunità. Questi, tuttavia, erano ignari che tra loro si nascondesse qualcuno che stava ordendo un tranello.
Loki, dio dell’inganno, provava invidia per tutto quell’interesse rivolto a Balder e, tramutatosi in ancella, riuscì a carpire da Frigg il segreto della sua invulnerabilità. Questa, infatti, ignara del pericolo, confidò di aver dimenticato di chiedere al vischio di prestare giuramento, poiché non lo riteneva affatto una minaccia in quanto troppo giovane e innocuo.
Scoperto il suo punto debole, fabbricò una freccia con una pianta di vischio e la offrì a Holder, il fratello cieco di Balder, invitandolo a colpire il fratello e a divertirsi con tutti gli altri dèi. Non appena la freccia colpì il bersaglio, quello morì lasciando tutti sgomenti.
Adirati, gli Aesir catturarono Loki condannandolo a una vita in prigionia.

Secondo un’altra versione del mito, invece, le lacrime di Frigg versate sul dardo si trasformarono in bacche che fecero tornare in vita il figlio: per questo ella dichiarò che avrebbe baciato tutti coloro che sarebbero passati sotto alle sue fronde, come gesto di riconoscenza.
Essendo Frigg dea dell’amore e prosperità, il gesto di scambiarsi un bacio sotto al vischio si è poi tramandato come segno di buon auspicio fino a oggi.

Ilaria Cavallo

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