Ripercussioni del Covid sulle donne: Una stanza tutta per sé

In Una stanza tutta per sé, Virginia Woolf indica come requisiti indispensabili per l’indipendenza femminile una rendita di 500 sterline e una stanza tutta per sé.

Oggi sembrerebbe che le donne abbiano faticosamente conquistato il mondo del lavoro, ma una stanza tutta per sé in cui siano libere dai ruoli di mogli e madri è molto più difficile da ottenere: niente avrebbe potuto dimostrarlo meglio di una pandemia. Se, come noi, provaste a leggere — o rileggere — il capolavoro della Woolf, in questi mesi di chiusure forzate e regioni che cambiano colore alla velocità della luce, potreste essere presi dallo sconforto nel rendervi conto di quanto i temi trattati siano più che mai attuali in questo periodo.

Scuole chiuse

Per bambine e ragazze forse quella stanzetta è la scuola. Con la sua chiusura si perde un luogo sicuro in cui sviluppare la propria personalità al meglio. Con la DAD non solo il contesto familiare pesa enormemente sul rendimento degli alunni, ma diventa quasi impossibile accedere a quella solitudine che la Woolf considerava essenziale per l’indipendenza. Ovviamente, le criticità della DAD colpiscono entrambi i sessi ma non è irragionevole pensare che le ragazze siano più penalizzate. L’UNICEF ha evidenziato come, durante l’epidemia di ebola del 2014, in Guinea, Sierra Leone e Liberia, dove sono state applicate misure restrittive simili alle nostre, l’abbandono scolastico femminile sia aumentato vertiginosamente e con esso gravidanze in adolescenti e matrimoni forzati.
Dati simili si vedevano già in Kenya alla fine della prima ondata dell’epidemia di COVID-19 e continuano a peggiorare. Ma non serve allontanarsi troppo per vedere gli effetti della DAD sul tasso di istruzione. Dati di marzo 2020 del Censis che stimavano la dispersione scolastica in Italia attorno al 20% sono stati smentiti in negativo da uno studio di Save the Children di gennaio 2021, secondo cui nel nuovo anno più di 34.000 studenti avrebbero abbandonato la scuola, soprattutto negli istituti tecnici. L’impatto per genere, in Italia, è meno evidente, ma l’UNESCO, così come un rapporto di Save the Children pubblicato in occasione della giornata mondiale dell’infanzia, sottolinea come l’abbandono scolastico delle ragazze oggi avrà ripercussioni negative sul loro futuro maggiori rispetto a quello dei compagni maschi che, anche con un titolo di studio più basso, hanno circa il 20% di possibilità in meno di diventare un NEET o restare disoccupati.

Uffici chiusi

Se le ragazze hanno perso la stanza, per le donne è in pericolo anche la rendita. Il lavoro femminile, soprattutto nella seconda ondata, è quello più colpito dalla crisi dovuta al Coronavirus, principalmente a causa delle rinunce al lavoro esterno a fronte dell’enorme mole di lavoro infra-domestico che la DAD e la chiusura di asili nidi — già, peraltro, non presenti in maniera capillare sul territorio — comporta. Se a ciò aggiungiamo che in tutti i periodi di crisi le donne devono fronteggiare la cosiddetta spousal insurance, — fenomeno per cui, di fronte all’impossibilità di pagare servizi come nidi, babysitter o collaboratori domestici, sono in maggioranza le donne a rinunciare al loro lavoro, garantendo ai mariti di poter continuare a lavorare fuori casa — non è difficile spiegare come mai le dimissioni femminili siano aumentate del 4,7 %, tra gennaio e dicembre 2020, a fronte di dati sostanzialmente invariati per l’occupazione maschile. Inoltre, è proprio il concetto di smart working a penalizzare le donne: senza l’indipendenza fisica data dal luogo di lavoro, i confini tra attività professionale e cura del focolare spariscono, così come quelli tra carriera e vita privata. Un tale impegno senza soluzione di continuità svuota le donne di quella lucidità mentale e libertà espressiva necessaria alla proattività, allo spirito di iniziativa e, in generale, all’entusiasmo fondamentale per eccellere in ambito lavorativo.

Insomma, visto che quest’epidemia non accenna a risolversi in tempi brevissimi e che anche dopo le campagne di vaccinazione di massa dovremo fare i conti con le conseguenze a lungo termine di lockdown e restrizioni, dovremmo trovare l’occasione di rileggere Una stanza tutta per sé. Ci renderemmo conto di quanto le parole di Virginia Woolf siano ancora pregnanti e dovremmo riflettere: se la nostra indipendenza crolla insieme a quattro mura che ci separano dal mondo degli uomini, forse abbiamo sbagliato qualcosa sul cammino dell’emancipazione.

Ginevra Gatti

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