Guildford, la città di “Alice nel Paese delle Meraviglie”

Alice la conosciamo tutti, con il suo vestitino blu e il grembiulino bianco che insegue uno strano coniglio con un orologio. Ma sapevate che esiste una città intrisa di connessioni con questo racconto e con il suo autore, Lewis Carroll?

Si tratta di Guildford, il capoluogo della contea del Surrey, nel sud-est dell’Inghilterra, a 43 chilometri di distanza da Londra, luogo in cui lo scrittore Lewis Carroll è sepolto. Forse pochi sanno che il vero nome dell’autore di “Alice nel paese delle meraviglie” è in realtà Charles Lutwidge Dodgson, il quale all’età di 36 anni decise di trasferirsi a Guildford nella tenuta chiamata “The Chestnuts” con la sua famiglia. Carroll non visse mai davvero a Guildford, poiché insegnava alla Christ Church di Oxford, ma vi passò molte vacanze e weekend in compagnia delle sue sorelle e fu proprio qui che nel 1871 scrisse “Alice attraverso lo specchio”, il prosieguo delle avventure di Alice.

The Chestnuts

La residenza dei Dodgson è una delle tappe del nostro tour delle meraviglie, anche se ora è proprietà privata e non visitabile, vale la pena di uno sguardo dall’esterno. Si dice anche che lo scrittore amasse passeggiare per le strade di Guildford nelle vicinanze della sua residenza “Chestnuts” e che proprio quei luoghi influenzarono alcune delle sue opere. Inoltre, si trova poco distante dalle rovine del Guildford Castle, circondate dai verdi giardini che richiamano un po’ l’immaginario paesaggio di Alice.

Alice attraverso lo specchio

Sul lato est dei giardini del castello si trova poi la statua eretta nel 1990 da Jeanne Argent, che raffigura Alice passare attraverso uno specchio, un tributo della città a questa storia senza tempo.

La statua di Alice che guarda il Bianconiglio

Sulle rive del fiume Wey, di fronte ai magazzini Debenhams e poco lontano dalla stazione di Guildford, si trova un’altra statua in onore della protagonista del racconto. Si tratta di una scultura ad opera di Edwin Russell, creata nel 1984, e raffigura Alice e la sorella mentre guardano il coniglio saltare nel famoso buco. Il coniglio, curiosamente, ha le sembianze di un animale realistico anziché antropomorfizzate, come vorrebbe la descrizione del racconto.

La Lepre Marzolina e il Cappellaio Matto

Per gli entusiasti di questo tour delle meraviglie non si può escludere una tappa nel pub dal curioso nome “The March Hare” (la Lepre Marzolina), tappezzato di graffiti inerenti al buffo personaggio famoso per la scena del “tea party” insieme al Cappellaio Matto, da cui prende il nome un negozio di cappelli situato proprio lì vicino: “The Mad Hatter”.

The Mount Cemetery

Il vero luogo simbolo della connessione tra Lewis Carroll e la città è senz’altro il cimitero che accoglie le spoglie dell’autore, morto a Guildford il 14 Gennaio 1898 per una bronchite. Nello stesso cimitero furono seppellite anche sua zia e alcune delle sue sorelle, a cui lo scrittore era molto legato.

Dietro la storia

Le passioni di Lewis Carroll non riguardavano soltanto la scrittura, ma ruotavano anche attorno alla fotografia e alla matematica. Quest’ultima divenne il suo lavoro per oltre 26 anni alla Christ Church di Oxford, dove aveva precedentemente svolto i suoi studi. Fu proprio ad Oxford che divenne amico del rettore Henry George Liddell, il quale aveva tre figlie, una di nome Alice, alla quale è probabile che lo scrittore si sia ispirato. Durante una delle frequenti gite che usavano organizzare insieme, Carroll inventò per le tre bambine la famosa storia da noi conosciuta e fu proprio Alice a chiedergli di metterla per iscritto.

Questo breve itinerario tra i luoghi simbolo della storia di Alice e del suo autore conserva la capacità di accendere la fantasia di grandi e piccini, facendoci venire voglia di inseguire un magico coniglio bianco e tuffarci in un mondo immaginario pieno di sorprese, per ricordarci che l’arte di sognare non è follia, ma un dono che va coltivato a qualsiasi età.

“Ma io non voglio andare fra i matti, — osservò Alice. — Oh non ne puoi fare a meno, — disse il Gatto, — qui siamo tutti matti. Io sono matto, tu sei matta. — Come sai che io sia matta? — domandò Alice. — Tu sei matta, — disse il Gatto, — altrimenti non saresti venuta qui.”

Francesca Formento

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