Chi sono le Nina’s Drag Queen?

Anche se spesso le drag queen vengono associate a un’identità di genere o a un determinato orientamento sessuale, questo fattore non definisce che cosa sia una drag queen. Esse sono solitamente uomini (ma anche donne, generalmente note con il termine Faux Queen) che si travestono da donne per spettacoli, cabaret o comedy.

Non è strano, però, collegare il concetto di drag queen al mondo LGBTQ+, perché in passato come oggi, le drag queen sono state uno strumento per coniugare arte e politica, veicolando messaggi di condivisione e lottando per il riconoscimento di maggiori diritti. È importante, tuttavia, non cadere nel pregiudizio di credere che quando vediamo una drag queen abbiamo necessariamente a che fare con un transessuale. Può capitare che alcune drag siano effettivamente transessuali o cross-dresser ma è bene considerare che sono due cose ben distinte: una riguarda l’identità di genere, l’altra è una maschera scenica, pensata per fare spettacolo.

Il gruppo delle Nina’s Drag Queen, con sede a Milano, ha acconsentito a fare una chiacchierata con noi, permettendoci di comprendere meglio questo mondo. Le Nina’s sono attori e danzatori professionisti, che hanno iniziato a fare spettacoli insieme un po’ per caso, apportando molti elementi di novità a questo mondo.

Innanzitutto, le Nina’s sono uno gruppo – mentre di norma le drag queen sono soliste – composto da sei attori e danzatori, che lavorano tutti nell’ambito del teatro anche al di fuori del mondo delle drag. E questo gruppo offre la possibilità di vedere e conoscere la loro realtà con molti mezzi diversi.

Gli spettacoli

Gli spettacoli delle Nina’s consistono per la maggior parte in riscritture dei classici, a volte decontestualizzati e rivisitati in chiave drag. Hanno portato sulle scena riscritture di Shakespeare, Queen Lear anziché King Lear, e di Čechov, Il giardino delle ciliegie, anziché Il giardino delle ciliegi. Vengono rielaborati dunque alcuni testi classici ma senza stravolgerne il significato, portando una ventata di novità nel teatro e nelle tematiche affrontate.

Sulle Nina’s è stato realizzato anche un film/documentario per la Rai “Essere divina”, nel quale viene raccontato il loro lavoro.

I laboratori

Immagine scattata durante i laboratori fornitaci dalle Nina’s Drag Queen

Le Nina’s offrono anche dei corsi, nati in concomitanza con la loro fondazione, che hanno come scopo quello di approcciarsi al mondo delle drag. Sono corsi improntati su una matrice di gioco e leggerezza, ma restano comunque un percorso teatrale che dura tre mesi e mezzo, al termine del quale ci si mette in gioco in prima persona con la partecipazione a uno spettacolo. I laboratori hanno da subito riscosso un notevole successo grazie alle loro possibilità di esplorazione e di sperimentazione, e grazie al loro spirito inclusivo. Con il tempo sono nati anche dei corsi avanzati e – in questo momento in cui gli assembramenti sono sconsigliati – i corsi online.

A causa della pandemia, o forse per suo merito, le Nina’s si sono attivate con i podcast: all’interno del progetto biennale della Drag Evolution troviamo minipodcast nei quali vengono trattate le problematiche relative alla pandemia e alla vita in quarantena con qualche “Drag Drugs”, o “rimedi contro i malanni emotivi”. Dall’autunno 2021 troveremo la serie composta da quattro podcast riguardanti personaggi femminili con elementi vicini al teatro.

Un elemento fondamentale delle Nina’s è poi la Membership, ovvero la Sorellanza, nata da un corso tenuto a Torino e composta da corsisti ed ex corsisti che aiutano il gruppo economicamente e creativamente, contribuendo con nuove idee.

I pregiudizi

Ogni volta che qualcosa esce dall’ordinario sorgono dei pregiudizi. Nel caso delle drag queen spesso sono legati al fatto che non le si prende sul serio: né come artiste, né come persone. Non è insolito che si senta dire che gli spettacoli delle drag sono volgari oppure che possano essere inserite soltanto in un ruolo di farsa. Sono entrambi pregiudizi dei quali le Nina’s hanno sofferto, ma così non è: i loro spettacoli non sono volgari e non possono essere inseriti in un contesto di pura farsa. Non è facile trovar loro una collocazione, per il fatto che risultano essere troppo comiche per essere prese sul serio e, allo stesso tempo, troppo serie per essere soltanto comiche.

Milano è per fortuna una città piuttosto aperta da questo punto di vista, ma i passi da fare in avanti sono ancora molti per comprendere che “la maschera da Drag si porta dietro un modo diverso di vedere il mondo”. Né migliore, né peggiore, indubbiamente unico.

Monica Schianchi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...