Valorizzare l’arte etnografica, anche online

Da un anno a questa parte è diventato più difficile averne l’occasione, ma chi ama visitare i musei conosce bene la sensazione che si prova passeggiando per i corridoi ricchi di arte, magari cercando una specifica opera che sa essere collocata in quel luogo. Non è raro che si scelga il museo perché è famoso per gli spazi dedicati ad una corrente, un artista o un periodo storico che amiamo particolarmente e può succedere di andare dritti verso le sale di nostro interesse tralasciando intere sezioni che potrebbero offrire opere di pari bellezza. Seguendo tale considerazione, MuseoArtPremier ha sviluppato un sito omonimo in cui sono elencati i musei presenti in Francia che al loro interno ospitano una collezione di artefatti etnografici. Di alcuni di questi è a disposizione una galleria fotografica online che raffigura parte della collezione, correlata dalla relativa spiegazione.

MusoeoArtPremier è un’associazione francese che dal 2005 si dedica alla promozione delle collezioni pubbliche o private di opere d’arte provenienti da aree geografiche extra Europee; ha creato il database seguendo l’intento informativo e di valorizzazione del settore artistico di cui si occupa. La necessità di riunire in un’unica lista le collezioni dipende anche dal fatto che queste spesso sono disseminate in musei molto differenti tra loro e il cui settore specifico non è quello degli artefatti etnografici, spiega l’associazione sul sito. I visitatori potrebbero più facilmente trascurare le aree dedicate a questi manufatti anche per mancata conoscenza della loro esistenza, dovuta appunto alla scarsa valorizzazione di quelle sezioni.

Sulla pagina internet possiamo trovare anche alcune spiegazioni di cosa si intende per “Art Premier”. Innanzitutto “arte etnografica” è un contenitore che si usa per indicare le opere materiali di popolazioni collocate geograficamente fuori dall’Europa: Africa, Asia, America e Oceania. In passato però si erano utilizzati termini diversi, quali arte “esotica”, o “primitiva”. Termini che rispecchiavano però una visione etnocentrica europea e la ragione è facilmente intuibile se si pensa alla storia del nostro continente. Alle esplorazioni si accompagnava lo studio delle altre culture, ma il tutto avveniva seguendo un’ottica europea che per secoli non ha colto la specificità dei prodotti di quelle popolazioni, considerate ed ammirate talvolta per la loro diversità più che per le qualità proprie degli artefatti.

Gli artefatti sono tutti gli oggetti materiali voluti, prodotti e modificati dagli esseri umani. Si usa definire le opere di arte etnografica anche come artefatti perché le opere in questione sono spesso oggetti di uso più o meno quotidiano o oggetti rituali legati alla religione. MuseoArtPremier spiega così il motivo per cui tali prodotti sono stati identificati come “arte”: “alcuni oggetti, a causa della finezza delle loro forme e dei loro materiali, della tecnica applicata alla loro creazione, sono entrati nella sfera artistica (per come è concepita da una visione occidentale) come capolavori che possono competere con le più belle opere occidentali”.

Allora perché non ammirare queste opere fin da subito in digitale, mentre aspettiamo di poter tornare ad entrare fisicamente nei luoghi dell’arte e, magari, questa volta tenendo d’occhio anche le sezioni dei musei che non ci aspettavamo di vedere o che abbiamo sempre trascurato?

Anna Franzutti

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