Leonardo – la serie TV tra realtà e finzione

Co-prodotto da 5 paesi diversi e già rinnovato per una seconda stagione, Leonardo, la storia del grande artista italiano del Rinascimento, è l’ultima fatica della Rai in tema serie TV.

Il primo episodio si apre in medias res: siamo nel 1506, e Leonardo (Aidan Turner) si trova rinchiuso in una cella a Milano accusato dell’omicidio dell’amica e modella Caterina da Cremona (Matilda De Angelis). Qui ripercorre le tappe più importanti della sua vita, insieme a Stefano Giraldi (Freddie Highmore), l’ufficiale incaricato dal Ducato di Milano di estrapolargli la confessione per poterlo così condannare a morte.

Si parte dalla bottega del Verrocchio, dove Leonardo si forma nella seconda metà del Quattrocento, diventando uno dei migliori discepoli del grande maestro; si passa poi alla sua vita a Milano, presso il grande mecenate Ludovico Sforza, che gli commissiona alcuni lavori tra i più famosi, come l’affresco dell’Ultima Cena; ancora, il breve periodo presso Cesare Borgia, Duca di Romagna, in qualità di “Architecto et Ingegnero generale”, e infine il suo ritorno a Firenze, dove porta avanti opere quali la Gioconda e La Battaglia di Anghiari (mai concluso), sempre insieme al suo fidato apprendista Salaì.

Il fil rouge che ci accompagna lungo i diversi scenari è l’amicizia tra Leonardo e Caterina Da Cremona, conosciutisi nella bottega del Verrocchio dove lei, semplice e di umili origini, si guadagna da vivere facendo la modella. All’inizio il rapporto tra i due è burrascoso e Leonardo ammette di non essere in grado di ritrarla perché “troppo misteriosa”; solo con il passare del tempo riuscirà a capirla e a trasformarla nella sua musa, attraverso la quale raggiungere finalmente la Verità.

Nonostante i produttori abbiano dichiarato di essersi solo ispirati alla realtà, e aver aggiunto poi una buona dose di fantasia, questo non traspare dalla serie, dove tutti gli eventi passano per storici.

Non è così. Le tappe importanti della vita di Leonardo sono vere, così come le opere d’arte che possiamo ancora ammirare, ma tutta la trama è costruita su un episodio frutto della fantasia degli autori: Caterina da Cremona non è mai esistita, così come Leonardo non è mai stato in galera a Milano, tantomeno non è mai stato condannato a morte per omicidio (o almeno niente di tutto questo è stato documentato).
La serie ha fatto molto parlare di sé proprio per questo motivo: tutte le opere che si occupano di eventi storici sono in qualche modo romanzate, sia perché non tutto è documentato o facilmente ricostruibile, sia per renderle più accattivanti e coinvolgere anche emotivamente lo spettatore che sarà così incentivato a conoscere la Storia ma in modo più leggero e fruibile.

Guardando la serie ci si chiede dove sia il limite alla libertà dei produttori; quanto possa essere fantasia e quanto invece debba attenersi ai dati storici. Difficile dare una risposta univoca, in quanto da una parte non è giusto porre limiti alla creatività, mentre dall’altra è fondamentale essere chiari nel patto che si fa con lo spettatore, aiutandolo a capire cosa è reale e cosa non lo è, specialmente in un canale di servizio pubblico attento all’educazione oltre che all’intrattenimento.
Data questa premessa ora non ci resta che attendere, più consapevoli, la seconda stagione.

Marta Fornacini

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