Cosa ci ha detto questa Serie A

Nell’ultima giornata di campionato, disputata tra il 22 e il 23 maggio, sono stati decretati gli ultimi verdetti della stagione di Serie A 2020/21. Contro l’Udinese, l’Inter festeggia il suo 19° scudetto della storia; a Torino, il Benevento saluta il principale campionato di calcio. Gli emozionanti posticipi delle 20:45, invece, hanno stabilito quali squadre disputeranno le competizioni europee: Milan e Juventus in Champions League; Napoli e Lazio in Europa League; la Roma sperimenterà il nuovo format della Conference League.

Inter e Juventus: quando l’allenatore fa la differenza

L’8 agosto 2020 la Juventus Football Club ha ufficializzato Andrea Pirlo quale allenatore della prima squadra. Il clamore suscitato da questa scelta è stato tanto: la squadra che ha vinto per nove volte di fila lo scudetto ha scelto un tecnico inesperto (0 partite in Serie A) per la propria panchina. Sulla panchina dell’Inter, invece, c’è Antonio Conte, artefice di tre degli scudetti vinti dalla squadra bianconera.
Entrambe le squadre partono come favorite nella corsa scudetto, entrambe però deludono nella prima parte del campionato: la Juventus ottiene 12 punti in meno rispetto al precedente anno, l’Inter rincorre il Milan e completa il girone d’andata al secondo posto. Invece, il girone di ritorno crea una voragine: i neroazzurri, grazie alla guida esperta dell’ex ct della Nazionale, raccolgono 50 punti su 19 partite giocate, regalandosi lo scudetto con quattro giornate d’anticipo e concludendo a +12 sulla seconda. La Juventus, viceversa, nel girone di ritorno, complici le vicende societarie e il percorso della squadra in Champions (uscita agli ottavi con il Porto), fatica a vincere. Sfumati i match point decisivi, tra cui una sconfitta clamorosa in casa per 3-0 contro il Milan, sua diretta avversaria per lo spareggio, i bianconeri ottengono la qualificazione in Champions League solo grazie al pareggio del Napoli contro il Verona nell’ultima giornata di campionato.

La festa scudetto dell’Inter di Antonio Conte nell’ultima giornata di campionato

La sorpresa del Milan e la costanza dell’Atalanta

Il campione d’inverno di questa Serie A è stato il Milan. Se questa frase fosse stata detta due anni fa, prima dell’inizio della pandemia, nessuno ci avrebbe creduto. Invece il Milan è stata la squadra rivelazione della stagione di Serie A. Un girone d’andata, con 14 vittorie su 19 partite disputate e solo 2 sconfitte (contro Juventus e Atalanta), poteva raccontare numeri diversi se si considerano gli infortuni e le assenze per Covid; nonostante ciò, la squadra di Stefano Pioli ha dimostrato tanta qualità nel gioco e grande resistenza fisica e mentale. Nei restanti 19 match, il Milan ha faticato di più, causa l’assenza di Zlatan Ibrahimovic e la perdita di forma fisica da parte dei giocatori fondamentali. Malgrado questo, nell’ultima giornata di campionato, il Milan, con la vittoria contro l’Atalanta per 2-0, arriva al secondo posto e stacca un pass per la Champions League, facendoci ritorno dopo 7 anni d’assenza.
Sui bergamaschi, invece, nessuna sorpresa, solo una lieta conferma: per il terzo anno consecutivo, l’Atalanta si qualifica per la massima competizione calcistica europea. Con la dipartita di Papu Gomez e i dubbi su Ilicic, Gasperini ha trovato in Malinovsky e Muriel la chiave per creare il miglior attacco della Serie A (90 gol segnati in 38 partite). Considerando la qualità del gioco, i costi e il monte ingaggi della squadra del Presidente Percassi, i risultati sono stati straordinari.

Sfortuna Napoli, flop delle romane

Il Napoli quest’anno non si è fatto mancare nulla: le numerose sconfitte, soprattutto nel girone d’andata, che hanno pesato sulla classifica finale; i perpetui infortuni, i quali hanno colpito gli uomini chiave della squadra di Gattuso; i problemi tra l’allenatore e il presidente De Laurentiis; il silenzio stampa delle ultime partite. Il pareggio all’ultima giornata contro il Verona è stato solo la ciliegina su una torta nata e costruita male. I partenopei dovranno accontentarsi, dunque, di disputare l’anno prossimo l’Europa League.
Altra partecipante alla prossima Europa League è la Lazio. I biancocelesti hanno viaggiato su una vera e propria montagna russa: hanno alternato grandi prestazioni, come le vittorie nel derby d’andata e contro l’Atalanta, con match deludenti, specialmente su campi sulla carta semplici.
A chiudere il discorso europeo c’è la Roma. Era il 2001 e la squadra della Capitale vinceva il suo terzo scudetto in casa contro il Parma. Vent’anni dopo, la Roma pareggia in casa contro lo Spezia e, grazie a due gol fatti in più rispetto al Sassuolo di De Zerbi, la squadra allenata da Fonseca si qualifica per la Conference League. L’attenuante è quella di aver mollato il campionato per tentare di vincere l’Europa League, ma la scelta non ha premiato i giallorossi, che saranno costretti a disputare la nuova competizione europea.

Dries Mertens disperato per il pareggio contro il Verona che condanna il Napoli all’Europa League

L’agguerrita lotta salvezza

La battaglia più affascinante, combattuta ed emozionante è stata quella nelle retrovie della Serie A. Con le retrocessioni anticipate di Parma e Crotone, il terz’ultimo posto era il bottino più desiderato da più squadre: Benevento, Torino, Cagliari e Spezia. A farne le spese è stato il Benevento: la squadra neopromossa ha iniziato il suo viaggio in Serie A con la fame e la voglia di chi ci vuole rimanere per tanto tempo (vedi la vittoria contro la Juventus a Torino), ma il calo fisico e mentale delle ultime partite l’hanno condannata alla Serie B. Salve, ma per poco, Cagliari e Torino: la prima ha beneficiato della sconfitta dei granata contro lo Spezia, la seconda ha ottenuto il punto salvezza nel recupero contro la Lazio. In entrambe le situazioni, è mancata la qualità nel gioco e la tenuta mentale per poter raggiungere l’obiettivo in momenti precedenti del campionato.

Martina Sessa

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