Il Roland Garros degli italiani

Il 13 giugno, a Parigi, si è conclusa la 120a edizione del Roland Garros, il secondo dei quattro Grande Slam della stagione tennistica, vinto da Novak Djokovic contro Stefanos Tsitsipas. Sulla terra battuta più importante del mondo, i risultati degli italiani sono stati sorprendenti: Matteo Berrettini si conferma il giocatore più forte del panorama italiano; Sinner e Musetti si candidano a formare la nuova Next Generation; Andrea Seppi dimostra che i vecchi leoni ruggiscono ancora.

Le premesse per un grande Roland Garros

Erano dieci gli italiani presenti nel tabellone dello Slam francese, quattro le teste di serie (i giocatori più forti che vengono sorteggiati in modo che non si scontrino tra di loro fino alla fine): Matteo Berrettini, Jannik Sinner, Lorenzo Sonego e Fabio Fognini. I primi tre avevano l’onere maggiore: confermare i risultati dei precedenti ATP. Ad aprile, Sinner ha raggiunto la finale del Masters 1000 di Miami, persa contro il polacco Hubert Hurkacz. Su terra rossa, Berrettini ha vinto l’ATP 250 di Belgrado e ha raggiunto la finale del Masters 1000 di Madrid. Lorenzo Sonego, invece, ha deciso di stupire in casa: conquista dell’ATP di Cagliari e raggiungimento della semifinale degli Internazionali di Roma, arrendendosi solo con il numero 1 del mondo Novak Djokovic.
Al netto dei grandi risultati, tuttavia, il sorteggio non ha sicuramente premiato gli italiani. Eccetto Fognini, tutti gli altri sono stati sorteggiati dal lato del tabellone in cui erano presenti i più grandi di questo sport: Djokovic, Nadal e Federer.

Con Berrettini si sfiora l’impresa

In un’intervista, Matteo Berrettini ha dichiarato che la sua superficie preferita è la terra battuta perché lì è nato sportivamente, anche se il miglior risultato l’ha ottenuto sul cemento con la semifinale agli US Open. In questo Roland Garros ha tradotto le sue parole in fatti. Con un ottimo dritto e una prima di battuta che viaggia oltre i 200 km/h, supera i primi quattro turni con grande facilità. Complice un sorteggio sfortunato, l’avversario degli ottavi di finale sarebbe stato Roger Federer. Tuttavia, lo svizzero decide di ritirarsi a seguito di un match molto dispendioso contro Koepfer. Motivo per cui accede direttamente ai quarti di finali dove l’avversario è il tennista numero 1 al mondo, Novak Djokovic. I primi due set li gioca sottotono: se è vero che la sua battuta viaggia a velocità impressionanti, di fronte ha il giocatore con la migliore risposta di sempre. Djokovic però cala e Berrettini ne approfitta per rimontare nel finale del secondo e nel terzo set. Purtroppo, però, complice l’interruzione del gioco per far uscire il pubblico a causa del coprifuoco vigente in Francia, non riesce a recuperare, nel gioco e nel punteggio, ed è costretto ad arrendersi al finalista di questo Slam. Il bilancio, quindi, è più che positivo: Berrettini si conferma il migliore tra gli italiani e uno dei più forti dell’intero circuito.

Sinner e Musetti sono i nomi della nuova Next Generation

Alexander Zverev, classe 1997, in una recente intervista ha dichiarato che non si sente più parte della Next Gen. Sebbene l’età contrasti con questa affermazione, il tema sollevato dal tedesco può essere affrontato da un’altra prospettiva: i giovanissimi stanno conquistando il palcoscenico internazionale. E i migliori under 20 di questo Roland Garros sono proprio italiani e rispondono ai nomi di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Sinner non ha bisogno di presentazioni: solo nel 2021, ha conquistato un ATP 250 ed è arrivato in finale di un ATP Masters 1000. Dopo un primo turno faticoso contro Herbert, supera con grande maturità il derby contro Mager e il terzo turno contro Ymer. Al quarto turno combatte, finché può, contro Rafael Nadal; tuttavia, nonostante la crescita nel gioco e nella mentalità in questa stagione, nulla può l’altoatesino contro il re del Roland Garros. Ancora più giovane è Lorenzo Musetti, la sorpresa di questo Slam per l’Italia e non solo. Emblema del suo exploit è sicuramente il match contro Djokovic: con grinta e colpi spettacolari (la volée dietro la schiena è un colpo di genio), vince i primi due set contro il serbo. Non essendo però abituato ad uno Slam, che si gioca al meglio di 5 (è quindi necessario vincere almeno 3 set), non riesce a reggere così tanto e a livelli così alti. Per questo, perde il terzo e il quarto set in meno di un’ora e al quinto set decide di ritirarsi. Nonostante ciò, il livello di gioco espresso e la maturità che ha mostrato lo candidano ad un posto al tavolo dei migliori.

Sonego delude, Fognini spreca, Seppi resiste

Dopo aver sconfitto Thiem e Rublev ed essersi arreso al tennista numero 1 al mondo agli Internazionali di Roma, le aspettative erano alte. Lorenzo Sonego, tennista torinese, tuttavia, arriva a Parigi fisicamente stanco ed esce al primo turno contro il sudafricano Harris in tre set (7-6, 6-4, 6-4). L’uscita di Fognini, invece, è un vero peccato, considerando che il romano è l’unico tra i suoi connazionali ad aver evitato il lato del tabellone dove sono presenti i Big 3. Per la prima parte del torneo, Fognini fa Fognini: un bellissimo tennis (condito dai suoi soliti show) gli permette di superare il primo turno contro Barrere e il secondo turno contro Fucsovics. Si arrende al terzo turno contro Delbonis, complice una bella partita dell’argentino e una giornata no del tennista ligure. Dopo due note negative, la dolce sorpresa: a 37 anni Andreas Seppi sconfigge al primo turno Auger-Aliassime, uno dei potenziali talenti presenti a questo Slam, con il punteggio di 6-3, 7-6, 4-6, 6-4. Non supera il secondo turno, ma vederlo giocare così bene, anche solo per un match, è bastato per i fan suoi e gli amanti di questo sport.

Martina Sessa

Crediti foto copertina: Skysports.com

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