36° Lovers Film Festival: alla luce del sole

Dopo un’edizione 2020 parecchio ridotta e passata in sordina, il Lovers Film Festival torna dal 17 al 20 giugno. La 36° edizione del primo festival cinematografico a tema LGBTQ+ d’Europa, fondato nel 1986 da Ottavio Mai e Giovanni Minerba, si svolgerà come sempre al Cinema Massimo, a Torino. Alla guida, per il secondo anno consecutivo, c’è Vladimir Luxuria, ex parlamentare e artista poliedrica.

La direttrice Luxuria con il manifesto disegnato da Fumettibrutti (fonte Facebook Lovers Film Festival)
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La firma del manifesto di questa edizione è di Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti, già autrice della discussa copertina de L’Espresso. L’autrice ha spiegato di essersi ispirata al film Io ballo da sola di Bertolucci «in cui la protagonista passa all’età adulta consapevolmente e fiera di sé stessa», pensando però alla sua adolescenza, a quanto sarebbe stato significativo per lei avere un’immagine di «una ragazza transgender non operata che prende confidenza con la sua meravigliosa diversità contro l’omologazione di una società eteronormata». Ed è appunto questa la decisa missione del festival: fierezza, orgoglio e rinascita per tuttə quellə che vogliono vivere alla luce del sole.

Altra grande e apprezzata novità di quest’anno è stata l’apertura ad un pubblico decisamente giovane, grazie alla collaborazione con Tik Tok: nel corso della prima serata del festival verranno premiati i tre migliori corti realizzati e condivisi sulla piattaforma tramite l’hashtag #ilmiofilmarcobaleno.

Nel vasto programma, inoltre, non mancheranno momenti importantissimi come l’incontro, domenica, con Alessandro Zan per discutere sul punto della situazione riguardo l’omonima proposta di legge e l’omaggio alla regista Valentina Pedicini, prematuramente scomparsa lo scorso novembre. Nella serata di sabato 19 verranno infatti proiettati il corto Era ieri, il suo primo lavoro di fiction e lungometraggio, il documentario My Marlboro city, un piccolo e doveroso ricordo per una delle registe più talentuose di questa generazione.

Locandina del fil "My Marlboro city"

4 film imperdibili

Per quanto riguarda i documentari, sono interessanti Steelers the World’s First Gay Rugby Club di Eammon Ashton-Atkinson e AIDS Diva: The Legend of Connie Norman di Dante Alencastre. Il primo presenta il capovolgimento del mito della mascolinità, raccontando la storia degli Steelers, prima ed unica squadra di rugby interamente composta da atleti gay; il secondo ricostruisce la vita di Connie Norman, una delle prime e fondamentali attiviste di Act Up, il movimento nato nel 1987 per combattere socialmente e politicamente l’epidemia di Aids.

Sul fronte lungometraggi c’è Milkwater di Morgan Ingari, che affronta il tema dell’omogenitorialità e Tove di Zaida Bergroth, un film biografico sulla vita dell’artista finlandese Tove Jansson, creatrice dei Mumin.

Il ritorno al cinema

Le norme per quanto riguarda il ritorno nelle sale restano più o meno le stesse anche per il Lovers. Per ovvie ragioni logistiche non sarà possibile acquistare i biglietti al botteghino ma solo online, sul sito del festival. Sarà possibile invece ritirare al botteghino il voucher per gli eventi gratuiti (ma vale la regola dell’esaurimento posti). Per l’accesso alle sale ovviamente tassativa la mascherina, il distanziamento e la compilazione di un’autocertificazione.

Nella speranza che tutte queste regole non disturbino anche i/le cinefilə più agguerritə, non ci resta che augurarci buon Lovers!

Daniela Carrabs

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