Shamsia Hassani: la coraggiosa street artist afghana

Shamsia Hassani, donna afghana di trentatré anni, è una pittrice che insegna all’Università di Kabul. Ma non solo: è anche un’artista di graffiti per le strade della capitale afghana.

Hassani è nata a Teheran da genitori afghani e fin da bambina si appassiò all’arte. Da piccola, però, non le fu permesso di approfondire questa sua passione, finché non divenne più grande e poté frequentare l’Università di Kabul. Successivamente, divenne docente e iniziò a insegnare pittura e scultura.

Shamsia però non si limitò ad essere una professoressa preparata e brava, voleva di più: aveva infatti il desiderio di dar voce alle altre donne afghane, vittime di oppressione e di ingiustizie. Fu così che iniziò a specializzarsi nella pratica della street art tra le vie della capitale afghana. Hassani da sempre crede che “l’arte cambia la mente delle persone e le persone cambiano il mondo”. Proprio per questo, il suo progetto divenne sempre più grande e importante: ridette speranza alle donne, motivò centinaia di afghani a far sentire la propria voce tramite l’arte, creò un festival di graffiti, un sito internet e, soprattutto, fece rumore.

I soggetti dei graffiti

Shamsia Hassani, tramite i suoi graffiti, vuole denunciare una situazione di oppressione, sopruso e dominazione maschile nei confronti delle donne afghane e decide di farlo rappresentando queste donne in maniera gioiosa, felice. Hassani, infatti, non vuole rifarsi alla tristezza e alla rabbia, bensì cerca di capovolgere la situazione: le donne dei murales indossano abiti tradizionali, sono orgogliose, libere, positive e portano vento di cambiamento.

Questa scelta è dovuta anche a un tentativo di sfatare alcuni stereotipi. Molto spesso gli occidentali ritengono che l’utilizzo del burqa sia una forma di oppressione; Hassani, invece, nei suoi murales dipinge dei burqa di tessuto trasparente, in grado di far emergere la forza e la tenacia che si nasconde sotto quella copertura.

Il ritorno dei talebani

Come si può purtroppo immaginare, il ritorno dei talebani ha portato scompiglio e desolazione anche nelle opere di Hassani. Tuttavia, la coraggiosa street artist non si ferma: le sue opere sicuramente hanno subito dei cambiamenti, ma Shamsia non si arrende e continua a realizzare i suoi murales.

Le opere sono più cupe, le donne vengono rappresentate senza bocca, come se qualcuno avesse tolto loro la voce. Sono donne sì forti, ma che con il ritorno dei talebani sembrano sprofondare di nuovo nelle tenebre. Nei murales si percepisce la loro angoscia e paura, ma allo stesso tempo non si arrendono e mostrano la loro forza e tenacia.

Hassani raffigura costantemente il dente di leone, un fiore che simboleggia forza, speranza e fiducia.

Sulla sua pagina Instagram, al di sotto di questa foto, Shamsia Hassani scrive: “Non ho mai capito chi sei e perché non vuoi lasciarci vivere in pace. Talebani? ISIS? O… Facciamo la pace. Io voglio indietro il mio paese, la mia casa. Io voglio pace e libertà per la mia gente”.

Nonostante le difficoltà, le ingiustizie, i murales cancellati, Shamsia non si abbatte e continua questo suo coraggioso progetto cercando di dare colore alla sua città.

Alessandra Vegis

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