Consapevolmente digitali: la creatività

Dopo aver parlato del pensiero computazionale, ovvero ciò che sta alla base di ogni processo informatico, e dopo aver analizzato come questa materia è concepita all’interno del sistema scolastico italiano, in questo terzo e ultimo episodio della serie Consapevolmente Digitali vogliamo presentarvi un altro tassello utile per conoscere e utilizzare gli importanti strumenti digitali nel modo più efficace possibile: la creatività.  

Una tecnologia creativa 

La creatività, nel dizionario Treccani, è definita come: “(…) tutti i processi intellettuali che comportano l’introduzione di nuove concezioni e soluzioni. (…) Mentre nell’accezione comune e negli stereotipi correnti l’individuo creativo è l’artista, negli studi psicologici si è preferito focalizzare l’attenzione sulla creatività tecnica e scientifica, e in particolare su quelle proposte che costituiscono mutamenti fecondi nel modo di considerare i problemi, tanto da permettere di riconsiderare interi settori del sapere, o di rispondere a importanti obiettivi teorici o pratici.” 
Sì, anche la tecnologia può essere arte e anche attraverso l’informatica si può sviluppare la creatività.  Anche grazie ad una certa dose di fantasia, attraverso i computer possiamo rielaborare concetti e figure provenienti da altri campi scientifici ed artistici, intervenendo in quell’area interdisciplinare definita proprio come informatica creativa.  
Tutt’altra cosa, invece, è la creatività computazionale, ovvero la fusione di intelligenza umana e artificiale con l’obiettivo di creare strumenti sempre più simili al nostro cervello – e quindi capaci di inventare – ma con anche la capacità di sfruttare al massimo il potenziale del talento umano. I possibili campi di applicazione sono infiniti: dalla musica, dove si è arrivati a creare degli strumenti in grado di improvvisare nuove melodie insieme a musicisti umani, al campo letterario, dove le macchine possono creare di sana pianta un testo narrativo o, infine, nell’arte, dove particolari software risultano capaci di dare vita ad un originale dipinto.  

Apprendere attraverso la creatività 

Ma torniamo ai nostri semplici computer.  
Diverse teorie dell’educazione sottolineano quanto una certa dose di fantasia faciliti l’apprendimento, soprattutto perché permette di mantenere sempre viva la concentrazione.  
Tra i primi a parlare di creatività in questo contesto c’è Ben Schneiderman, professore presso il Dipartimento di Informatica dell’Università del Maryland. Secondo la sua teoria, gli strumenti digitali, nel modo in cui si pongono al pubblico, devono possedere delle caratteristiche particolari, in modo da sviluppare al massimo il potenziale dell’utilizzatore: incoraggiare chi li usa ad esplorare e provare, anche dando la possibilità di sbagliare senza subire conseguenze negative; rendere sempre visibile ciò che si sta creando, anche in corso d’opera, dando feedback costanti durante il processo e, infine, permettere di condividere il risultato finale.  
Uno strumento che possiede proprio queste caratteristiche, e che risulta infatti utile per l’apprendimento della materia informatica, è la piattaforma Scratch, un programma utilizzato nelle scuole per insegnare la programmazione aə ragazzə che si approcciano per la prima volta a questa materia. Unendo tra loro i diversi blocchi – ovvero codici effettivamente funzionanti ma semplificati – si possono creare infinite storie diverse, fino a dei veri e propri giochi elaborati. In questo modo ə ragazzə possono apprendere in modo creativo, affiancando la pratica alle classiche lezioni frontali, mentre allo stesso tempo ə professorə possono unire più aree di studio, utilizzando questa base per spiegare altre materie, dalla storia alla scienza. Questo programma infatti si basa su una teoria dell’apprendimento – la teoria costruzionista – secondo la quale ognuno di noi impara creando dei modelli mentali personali, che si formano solo grazie all’esperienza.  È più facile apprendere andando sul campo, esplorando e toccando con mano anziché fermandosi all’approccio teorico. Solo in questo modo si può passare dall’essere meri consumatori del prodotto a creatori, utilizzatori consapevoli degli oggetti con cui abbiamo a che fare ogni giorno. 

Se con questa serie di articoli siamo riusciti ad incuriosirvi – o almeno a ricordavi che qualche volta anche l’informatica può essere divertente – allora abbiamo raggiunto il nostro scopo. Per approfondire questi argomenti o cominciare un percorso di avvicinamento verso l’informatica, vi ricordiamo che l’Università di Torino mette a disposizione molti corsi legati a questa materia, per tutti i livelli e per tutte le aree di studio, a partire dagli insegnamenti di base che potete trovare su Start@Unito, la piattaforma di corsi online della nostra Università.  

I corsi di Start@unito legati all’informatica e al pensiero computazionale

Marta Fornacini

Note della redattrice: la serie di articoli “Consapevolmente digitali” nasce dalla collaborazione con Davide Di Luccio, studente di Intelligenza Artificiale presso l’Università di Torino. 

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