Salone del Libro: il William S. Burroughs di Gianluigi Ricuperati

Il salone del libro è un posto magico, un evento in cui i protagonisti sono i libri, ma non solo. Autori, storie, discussioni e persone si incontrano, imparano e condividono.

Il Salone Internazionale del libro è la più importante manifestazione italiana in campo editoriale che si svolge a Torino dal 1988. Quest’anno è stato un evento particolarmente sentito dopo i due anni passati a fare i conti con l’emergenza sanitaria Covid-19.

Il secondo giorno dell’evento ho assistito alla conferenza tenuta da Gianluigi Ricuperati, nella Sala Granata all’interno del padiglione 1. Gianluigi ha tenuto un’ora di conferenza volta a descrivere, approfondire e comprendere l’influenza attuale e storica dell’autore William S. Burroughs, analizzando in particolare il suo libro Nova Express”.

Il Salone del Libro

William Burroughs è stato uno scrittore americano e artista visivo, conosciuto principalmente per il suo stretto collegamento con la Beat Generation. Ricuperati ce lo racconta sotto una luce differente, rileggendolo in un’ottica moderna e parlando della sua influenza nel mondo musicale e letterario, che ci porta ad associarlo alla nostra attualità.

Ricuperati parla di Burroughs come di un classico ribelle. Il suo libro “Nova Express” è il terzo libro di una tetralogia che comprende “The Soft Machine” e “The Ticket That Exploded”.

Questo autore si lega a doppio filo con la Beat Generation, ma Burroughs è stato qualcosa di diverso dagli scrittori che formano questa corrente. È stato uno dei grandi collaudatori di sostanze allucinogene, cantori della droga e sperimentatori letterari. Questo libro si collega a molte delle composizioni letterarie più famose al mondo: ha in qualche modo a che fare con “Finnegans Wake” di James Joyce, ma anche con delle esperienze estreme dell’arte contemporanea. Inoltre, è stato un’icona molto importante per la cultura giovanile musicale, la sua figura era, infatti, perennemente presente nelle riviste musicali degli anni ’90.

Un giovane negli anni ’90 e la sua connessione a Burroughs

Introducendo la conferenza, G. cerca di spiegare come un giovane in quegli anni arrivi a connettersi con Burroughs. Ci sono varie ragioni, ma la più profonda è quella attraverso la musica.

In quegli anni esce un EP di venti minuti di Kurt Cobain (The “Priest” They Called Him) in cui la sua chitarra distorta accompagna la voce satirica e cavernosa di Burroughs, che racconta le verità beffarde sulla vita dell’universo e sul senso di tutto, in una sorta di saggezza accompagnata dalla follia. Un Burroughs che racconta the Junkie Christmas, il natale di un tossico. Dall’altra parte, Burroughs fa un disco con un duo hip-hop con uno dei grandi pionieri della musica elettronica, Bill Oswald.

Questo è il Burroughs degli anni ’90, ma c’è molto di più. Egli era considerato un’icona, un eroe sopravvissuto di tutto il mondo. Ed è proprio in Nova Express che si denota la grandezza di questo autore incredibile. Questo libro è anche il motivo per cui nasce la parola “Heavy Metal”. Uno dei protagonisti di Nova Express, infatti, si chiama heavy metal kid, il ragazzo del metallo pensante. Perfino un gruppo musicale importante come quello dei Soft Machine prende il nome dalle parole di Burroughs. I personaggi di questo libro sono, quindi, tutti nomi plausibili di band. Le storie che racconta prendono vita sullo sfondo di una grande sperimentazione linguistica e cognitiva, ma anche di forme legate all’arte.

L’influenza artistica di Burroughs si ripercuote anche sulla musica di David Bowie, i cui testi sono costruiti con la tecnica di cut-up utilizzata nel libro: questa consiste nel prendere dei pezzi di testo e rimontarli insieme per produrre uno nuovo. Questo metodo influenzerà la musica degli anni ’50, a sua volta, poi, quella degli anni ’60 e di conseguenza ispirerà i Beatles, che metteranno in copertina lo stesso Burroughs nell’album del ’67, “Sgt. Pepper’s Lonely Heart’s Club Band“.

In questo libro c’è tutto il nostro mondo”.

Gianluigi Ricuperati

Gianluigi Ricuperati ci fa viaggiare attraverso passaggi del libro di diverse edizioni, facendoci comprendere la sua attualità quasi profetica. Nella copertina dell’edizione originale del libro c’è un virus, che assomiglia molto al coronavirus. Se già prima le parole di Burroughs suonavano divinatorie, dopo gli ultimi due anni lo sembrano ancora di più.

Burroughs è sopravvissuto varie volte a una serie di incidenti, sia provocati da lui che da altri. L’autore ci espone il mondo che vive, che è fortemente complottista e che nasconde un’ampia cospirazione mondiale, intergalattica. Queste idee suonano fantascientifiche nell’epoca in cui vengono trasmesse: un mondo in cui il complottismo stava diventando una forza reazionaria. Negli anni ’60 i complotti appartenevano ad una stretta cerchia e spesso erano reali, ma tutto ciò risulta incredibilmente attuale anche nella in realtà contemporanea.

Un mondo fantascientifico ma realistico

Nova express concorre al premio nebula, il premio della fantascienza. Da un certo punto di vista è considerato un libro di fantascienza, perché ha un ambientazione extraterrestre che racconta di un futuro distopico possibile, ma che poi si rivela essere abbastanza reale. Il libro narra di un mondo volto a controllare le menti, partendo dall’immagine della Nebulosa del Granchio e descrivendo una realtà ordita da alcuni criminali-Nova. Nel libro risuona anche una certa resistenza contro la polizia-Nova che svolge il ruolo di controllo. La trama, però, viene costantemente disattesa da una serie di good beats.

Le good Beats sono quelle che fanno del libro un must stupefacente. I libri di Burroughs non vengono considerati libri perfettamente riusciti, bensì hanno delle parti, cioè delle good beats, che fanno di lui un esemplare della storia della letteratura.

Nel mondo di Burroughs c’è un invenzione proto-surrealista di immagini, che sono completamente ripensate e riadattate costantemente, immagini che si riflettono l’una sull’altra. Il metodo che utilizza per fare questa ricomposizione continua è il cut-up – accennato in precedenza – che si proporrà ulteriormente in tutta la cultura degli anni ’90. Nova express fa esattamente ciò che fa il cut-up: quest’ultimo è, infatti, composto da una serie di pezzi incollati e rimontati, se vogliamo, in analogia con la struttura dello spazio-tempo dell’universo, che si “piega” su se stesso, proprio come farebbe un foglio. Se questo “foglio” piegato si bucasse, si riuscirebbe a passare da una zona all’altra dell’universo, collegando due punti apparentemente distanti. Nel suo mondo ciò viene tradotto in frasi spezzate che ritornano.

I classici nell’alternativo

Ricuperati concatena il mondo di Burroughs ai classici della letteratura. In Nova express c’è una citazione da “Il processo” di Kafka, il che crea una connessione inaspettata con la tradizione letteraria. Quello con il mondo kafkiano e la Mitteleuropa allucinata e sognata è solo uno dei contatti con le produzioni letterarie più esemplari. Troviamo la sperimentazione joyciana, che si interseca agli elementi allucinatori tipici di Beckett. L’universo “burroughsiano” non è mai la sua sola coscienza, ma la sua coscienza unita al corpo e alle droghe, contornato dall’effetto di ritorno acustico che la sua stessa esperienza (coscienza-corpo-droga) ha avuto sul mondo circostante. Ad un certo punto, di fatto, l’opera diventa la camera di eco di se stesso. Il Burroughs narrato da Ricuperati è un grande erede del sarcasmo e della satira inglese, definito anche come il Jonathan Swift del ventesimo secolo.

L’attualità del racconto sulle vicende di oggi

Questo libro è anche incredibilmente vicino al mondo dei No-vax, in una versione, però, intensamente volgarizzata e allo stesso tempo non giudicante, in linea con la sconfinata sapienza e cinismo dell’autore. Viviamo, oggi, in un mondo di parole e immagini fugaci, che ci piombano addosso continuamente e che dobbiamo recepire. Burroughs coglie questa realtà evanescente nei suoi scritti e nelle sue sperimentazioni artistiche, fotografando la realtà con diversi mezzi.

Inoltre, dall’opera emerge l’idea di noosfera, una conoscenza suprema che ricopre la sfera terrestre, la quale ha non poche similitudini con Internet. I viaggi di Burroughs in Nova Express non sono ora così astratti e deliranti, bensì molto più vicini alla realtà attuale.

Il linguaggio è un virus

“Signori, in un primo momento ci hanno suggerito di concentrarci sulla nostra immagine e di studiare in che modo avremmo potuto studiarne la trasmissibilità, scoprimmo che alcuni semplici sistemi di codifica binaria erano sufficienti a contenere l’intera immagine. L’intera nostra immagine si poteva quindi contenere in un granello di sabbia”.
Recita così un passo del libro. La percezione che emerge dell’autore ora va al di là del Burroughs conosciuto come un tossico ed esponente della Beat Generation.

Conclude così dicendo che “Il libro è una sorta di manuale per l’umanità, qualcosa dedicato a tutte quelle persone che sono più cose nello stesso tempo”.

In fondo, gli scrittori nel loro agire vogliono solo lasciare una traccia nel tessuto verbale dell’esistenza. Qui Burroughs lo fa universalmente, suggestionando varie discipline e arti, grazie al suo mondo infinito di idee che si ripresentano di epoca in epoca.

Marina Lombardi

In copertina: Nova Express – SUGAR 1967, alterazioniviniliche.com

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