Con Carla la danza va anche al cinema

Carla è il film che rende omaggio alla più grande étoile del XX secolo: Carla Fracci. Il cortometraggio si lascia ispirare dall’autobiografia della stessa, Passo dopo passo-La mia storia, uscita per Mondadori nel 2013. Realizzato con la consulenza diretta, ma solo iniziale, della danzatrice prima della sua scomparsa e del marito Beppe Menegatti, il film vuole ripercorrere la vita privata e professionale dell’icona della danza classica, mancata il 27 maggio 2021. È Alessandra Mastronardi, reduce del successo della serie Rai L’allieva, a dare il volto alla protagonista; mentre in qualità di controfigura è stata chiamata Susanna Salvi, la prima ballerina del Balletto dell’Opera di Roma.

Le scene della pellicola sono state girate tra Roma, Orvieto e Milano. Il racconto parte, infatti, dalla storia di una Carolina (all’anagrafe), bambina nel dopo guerra nella sua città natale, poi giovane e adolescente nella Milano degli anni ‘50-‘60, dove è divenuta poi donna e madre. In occasione di queste riprese (nonché per la prima volta) il Teatro alla Scala ha deciso di aprire le sue aule e la sala teatrale per offrire la scenografia al cortometraggio, supportato anche dal patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Orvieto.

Giselle, Giulietta, Cenerentola, Medea, Swanilda, Francesca da Rimini… sono più di duecento i personaggi interpretati da Carla Fracci. Più di duecento sono i ruoli e le storie da lei ballate e raccontate con varietà estrema, perché “il balletto ha un linguaggio più penetrante di quello teatrale, forse è proprio l’assenza della parola a renderlo tale”. Figlia di Luigi, tranviere, e Santina, operaia e lontana parente di Giuseppe Verdi, Carla ha dedicato la sua vita intera alla danza. Acclamata dai più autorevoli critici di balletto e applaudita con calore da pubblici di ogni levatura, la Fracci è stata partner artistica dei più gloriosi danzatori del mondo: Erik Bruhn, Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov, Mario Pistoni e Paolo Bortoluzzi. Ha lavorato con coreografi come John Cranko, Maurice Béjart e Antony Tudor e la sua vita ha ispirato poeti, su tutti Eugenio Montale che le dedicò la lirica La danzatrice stanca. Si può dire che Carla Fracci sia stata l’emblema dell’eleganza, della leggiadria e della disciplina, tanto da essere definita nel 1981 “prima ballerina assoluta” dal New York Times.

“Noi ballavamo e lei ci guardava da dietro le quinte” ha raccontato Alessandra Mastronardi. “In genere una troupe televisiva fa tanto rumore, ma quando è arrivata lei è calato un silenzio reverenziale. Tra un ciak e l’altro lei si mise sul carrello dei macchinisti e si mise a fare degli esercizi come se fosse alla sbarra”. Le riprese del film, infatti, erano iniziate prima della sua morte e Carla aveva voluto recarsi sul set per dare il suo sostegno. “Le avevo chiesto che tipo di emozione o messaggio voleva che venisse fuori. E lei mi rispose ‘la forza e la serietà degli esercizi, della preparazione, dell’impegno’”, ha ricordato ancora con emozione la Mastronardi.

Con pochi altri esempi alle spalle, tra cui quello di Roberto Bolle del 2016, la danza classica riappare nelle sale italiane, con la proiezione di Carla dall’8 al 10 novembre 2021. In anteprima, il film è stato riprodotto mercoledì 5 ottobre al Teatro alla Scala di Milano, il celebre palco su cui l’étoile ha mosso i primi passi nel 1946, per diplomarsi nel 1954. Carla è una testimonianza che continuerà a rendere viva la passione, la tenacia e la forza della Signora della danza.

Federica Siani

Crediti foto di copertina

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