Banksy colora Porta Nuova

Potrebbe quasi sembrare una contraddizione o uno scherzo: una mostra d’arte di Banksy alla stazione di Torino Porta Nuova? Chi vive a Torino potrebbe storcere il naso all’idea di un evento del genere; ma proprio lì, fra i negozi della stazione, girando a sinistra dopo i tabelloni, quasi nascosta allo sguardo immediato ecco un piccolo tesoro: “The world of Banksy – The immersive experience”, che vi potrete godere dal 25 febbraio al 29 marzo 2022.

L’ingresso della mostra

Nonostante questa evidente contraddizione, è simbolico e fondamentale il luogo, scelto per presentare a Torino un artista a dir poco particolare come Banksy. Le stazioni sono infatti i luoghi più tipicamente urbani che caratterizzano ogni città. Sono luogo di incontro, dove ci si ritrova fra amici e parenti, da cui parte la vita. Oltre ad essere uno dei centri pulsanti della città, è un luogo simbolico per la street art e caratteristico per le realtà più abbiette e meno considerate. “Siamo orgogliosi di aver proposto per primi una mostra all’interno di una stazione come Milano, e ora allo stesso modo a Torino” spiega il curatore Manu De Ros.

Questa mostra è unica non solo per la stazione in sé, ma anche perché il locale prescelto è unico. Si trova infatti nella Sala degli Stemmi di Porta Nuova, una sala decorata da oltre cento stemmi di città italiane. Una sala imponente che grida solennità e maestosità, dal soffitto riccamente ornato. L’ingresso della sala, inoltre, è sormontato da un orologio dalla decorazione dorata sostenuto da due statue, che porta anche lo stemma della città di Torino: il classico toro e la corona di città, tipico simbolo araldico. Questa sala nascosta è rimasta chiusa per ben 15 anni. Anche qui risalta un ulteriore contrasto, fra la solennità della sala e la forte modernità delle opere di Banksy.

Nella Sala degli Stemmi

Banksy è uno degli artisti di street art più celebri degli ultimi tempi. Se si tratta di un uomo, una donna oppure un collettivo resta totalmente un mistero: la sua identità è ancora sconosciuta. Le opere di Banksy nascono nel contesto della città inglese di Bristol, ma poi l’artista inizia a spostarsi sempre di più, spaziando fra culture e mondi diversi. Attraverso le sue opere presenta una forte critica della società, della guerra e del consumismo impellente. Banksy si schiera dalla parte dei poveri, dei più fragili, di chi subisce le decisioni dei potenti. Spesso i protagonisti delle sue opere sono soldati, senzatetto, prigionieri ma soprattutto bambini, gli innocenti e i deboli, coloro che non hanno possibilità di difendersi e che vengono ignorati dalla maggioranza. Come una sorta di supereroe, sfida le autorità politiche con la sua protesta pacifica perpetrata tramite l’arte. Banksy fa parte di questa nuova corrente di “artivismo”, in cui gli artisti usando l’arte come forma di denuncia sociale.

Mobile Lovers, 2014

La composizione della sala è studiata accuratamente ed estremamente ben concepita: il percorso mostra le opere più importanti e caratterizzanti di Banksy, si tratta di 30 murales e di una composizione video. Potrete osservare le sue opere più belle e significative fra cui: Dove of pace (2005) che presenta una colomba, simbolo iconico di pace, che indossa un giubbotto antiproiettile con un bersaglio rosso sul petto, particolarmente significativo perché appartiene alla serie di opere dipinte sui muri della Cisgiordania israeliana; There is always hope (2002) forse l’opera più iconica dell’artista, che appartiene alla serie di stencils “Girl with Balloon” e che presenta l’immagine di una giovane ragazza che stende la mano per prendere (o lasciare?) un palloncino a forma di cuore, e dietro la scritta “C’è sempre speranza”; Flower thrower (2003) illustra un ragazzo che lancia, come se fosse una molotov, un mazzo di fiori e contrasta così la violenza rivoluzionaria con l’entusiasmo pacifista, rappresentando la rivoluzione e la lotta effettuata tramite l’arte e la bellezza (invece che dalla violenza). Queste sono solo alcune delle più famose opere che potrete vedere.

Le tre opere: Dove of Peace, Flower Thrower, e There is always hope

Alla conferenza stampa la mostra è stata presentata dal curatore Manu De Ros che ci ha illustrato i segreti dietro alla mostra: “L’allestimento è stato incredibile, abbiamo posto l’attenzione sul carattere immersivo. È stata anche una performance artistica perché non abbiamo semplicemente riprodotto gli stencils di Banksy ma abbiamo anche riprodotto i muri su cui Banksy ha dipinto, per questo si può considerare una vera performance artistica. Dobbiamo questo a un gruppo di street artists di Torino e di altre parti d’Italia che hanno fatto un lavoro meraviglioso. Noi non cerchiamo di capire chi è Banksy ma cerchiamo di trasmettere il suo messaggio, un messaggio ironico, provocatorio e anticonformista.”

Realizzare una mostra su Banksy, per i fan più accaniti, potrebbe infatti sembrare quasi un torto nei suoi confronti: Banksy, infatti, non autorizza le mostre dei suoi capolavori. Allo stesso modo però non le vieta né le condanna. È ancora una vicenda molto spinosa e discussa da molti, fra giornalisti e critici, che ritengono la creazione di queste mostre non autorizzate un “abominio” e una sorta di tradimento della volontà e dei desideri dell’artista. Allo stesso tempo però, le mostre possono essere un utile modo per permettere a tutti di entrare in contatto con le sue opere che dovrebbero essere conosciute da tutti, alla portata della “massa”. Anche se la questione rimane irrisolta, Manu Ros afferma che: “Banksy non autorizza mostre che non siano organizzate da lui ma allo stesso tempo non le impedisce. Incoraggia infatti chiunque voglia copiare o prendere in prestito il suo lavoro. Il suo messaggio è sempre lo stesso, viene solo trasmesso in modo diverso.”

“Copyright is for losers” alla cassa della mostra

Se volete anche voi fermarvi e riflettere sulle opere di Banksy, oltre che sui messaggi che trasmettono, dal 25 febbraio potrete farlo alla stazione di Torino Porta Nuova. Sul sito www.theworldofbanksy.it potete trovare le modalità d’ingresso e i prezzi per i biglietti della mostra e, anche se non sono alquanto modici (soprattutto per studenti fuorisede!), potrete trovare sconti su siti web come Groupon e farvi un piccolo regalo, concedendovi un piccolo lusso artistico e intellettuale.

“I graffiti sono stati utilizzati per dare inizio a rivoluzioni, fermare le guerre, e in generale sono la voce delle persone che non sono ascoltate”
Banksy

Alice Faletti

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