«Questo matrimonio non s’ha da fare», come Valditara rivoluziona la scuola

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Il mondo della scuola, in Italia, è da sempre strettamente connesso alla politica. Ogni volta in cui vi è stato un cambio di governo, almeno un elemento fondamentale del sistema scolastico – riguardo la strutturazione dell’esame di maturità, la distribuzione dell’orario o la composizione dei programmi per ciascuna materia – è stato modificato, lasciando la firma del Ministro dell’Istruzione del momento. Si pensi alla riforma “La Buona Scuola” di Renzi (2015), che ha reso obbligatoria l’alternanza scuola-lavoro (dal 2019 “PCTO”, cioè Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) per tutti gli studenti; all’introduzione dell’educazione civica, tramite la legge 92/2019, come materia obbligatoria per tutti gli indirizzi, composta da 33 ore annue; alla nascita della geostoria come materia unica con la riforma Gelmini del 2010/2011.

Storia e geografia o geostoria?

Quest’ultimo argomento, in particolare, è nuovamente oggetto di dibattito, a seguito delle numerose proposte del Ministro Giuseppe Valditara. Nelle recenti direttive, egli ha infatti stabilito che la storia e la geografia debbano essere spiegate e studiate come due materie a sé stanti, pur non modificandone il monte orario. Le tre ore settimanali a disposizione sembrerebbero, per molti docenti, troppo poche per poter trattare adeguatamente le due discipline: ci si chiede, dunque, se sia questo il modo per ridare dignità e importanza a una materia come la geografia, ancora oggi basata su uno studio troppo mnemonico e difficilmente applicabile.

Per ulteriori approfondimenti, leggi l’articolo di Anna Gribaudo sulla geografia nei licei.

La riduzione di Manzoni e Dante

Non è tutto: Valditara reputa che il capolavoro di Alessandro Manzoni, I promessi sposi, sia troppo complesso per essere trattato durante il secondo anno di scuola superiore. Il matrimonio di Renzo e Lucia «non s’ha da fare», insomma, nemmeno per il MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito): le ore dedicate al romanzo andrebbero ridimensionate notevolmente e distribuite lungo il quarto anno, nel corso del quale lo studente apprende maggiori conoscenze sull’Ottocento, secolo del Manzoni. Il noto storico Alessandro Barbero ha espresso il proprio dissenso riguardo questa scelta, aprendo una petizione intitolata “Un libro per tutti: teniamo I promessi sposi al secondo anno di liceo”. Il programma del quarto anno sarebbe già troppo vasto (con autori del calibro di Goldoni, Parini, Leopardi, Foscolo…) per accogliere anche la lettura integrale dell’opera manzoniana. Inoltre, dovrebbe essere tenuto in considerazione il ruolo di formazione che I promessi sposi possono svolgere su ragazzi appena sedicenni, già precedentemente sottolineato da Andrea Camilleri e Italo Calvino. L’opera manzoniana non è l’unica a essere colpita, poiché anche le ore dedicate alla lettura della Commedia dantesca – che attualmente sono distribuite nel triennio conclusivo – sarebbero da ridurre alle sole classi di III e IV.  Insomma, il ruolo svolto finora dai padri della nostra lingua non dovrebbe più essere così centrale secondo Valditara e i suoi collaboratori. 

L’Intelligenza Artificiale come supporto

Il MIM tratta anche la spinosa questione dell’Intelligenza Artificiale (IA), che viene utilizzata inappropriatamente da molti studenti. L’IA può avere una significativa importanza nell’aiuto allo studio, ma sarebbe capace di impigrire sensibilmente gli studenti, dal momento in cui si sostituisce alla spiegazione del docente, alla lettura del libro di testo e allo studio attivo. I bambini e gli adolescenti hanno sempre più difficoltà in attività che dovrebbero essere basilari come la lettura, la comprensione e la scrittura di un testo: in un quadro del genere, l’IA potrebbe ulteriormente peggiorare la situazione. Per evitare tale situazione, Valditara sostiene che essa dovrebbe essere un supporto per il docente, specialmente quello di matematica, che dovrebbe insegnare anche come utilizzare correttamente questo strumento, allo scopo di sviluppare maggiore pensiero critico da parte degli studenti.

Il ruolo dei professori

Ma cosa pensano davvero i professori di questi cambiamenti? Purtroppo, la loro opinione non è particolarmente considerata. I problemi della scuola sembrano crescere di giorno in giorno: strutture non più adeguate; programmi scolastici infiniti; responsabilità e preoccupazioni sempre maggiori. I professori si sentono impotenti e spesso sono costretti ad arrendersi di fronte a un sistema inadeguato; non a caso sono una delle categorie di lavoratori più soggette alla sindrome da burn-out (da Treccani definita come uno «stato patologico […] di logoramento psicologico […] che può evolvere fino al suicidio»).

Persino i viaggi d’istruzione, nati come momenti di svago, si rivelano in realtà problematici: la responsabilità nei confronti dei minori è infatti altissima e si rischia di cadere nel penale quando nascono contenziosi con le famiglie. Nonostante ciò, i docenti non ricevono alcun compenso aggiuntivo al proprio stipendio – a differenza di qualsiasi altro mestiere, in cui le trasferte lavorative e l’orario notturno vengono adeguatamente ripagati.

Per quanto riguarda i programmi delle singole materie, molti professori competenti hanno cercato di condividere le proprie idee tramite i social media, come Matteo Zenoni (@teozenoni su Instagram) in questo carosello, nel quale tratta quattro proposte per rivoluzionare l’insegnamento dell’italiano alle superiori. Tuttavia, le loro voci sono rimaste inascoltate.

Che futuro vogliamo per la scuola?

È dura parlare della situazione scolastica in questi termini, soprattutto se si pensa che, a oggi, non ci sono state iniziative realmente volte al superamento di tali problematiche. La scuola e gli obiettivi a essa correlati – tra tutti, la formazione di giovani adulti capaci di comprendere il mondo che li circonda – non dovrebbero avere colori politici. Il rischio è che l’indebolimento della figura del docente e delle capacità degli studenti portino a un crollo in tutti gli altri settori lavorativi e, in generale, nella società. È indubbio che la scuola debba essere sempre più connessa al mondo, ma è lecito chiedersi se sia questo il modo migliore.

Alessia Vinci

Fonti

Carlino Andrea, Orizzontescuola.it Geostoria, rimangono 3 ore ma geografia avrà un testo specifico, 22 aprile 2026, ultima consultazione: 17 maggio 2026, link: https://www.orizzontescuola.it/geostoria-rimangono-3-ore-ma-geografia-avra-un-testo-specifico/ .

Corlazzoli Andrea, Ilfattoquotidiano.it, Riforma licei: geostoria e promessi sposi, le ultime novità, 22 aprile 2026, ultima consultazione: 17 maggio 2026, link: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/22/riforma-licei-geostoria-promessi-sposi-ai-news/8363546/.

Carlino Andrea, Orizzontescuola.it, Valditara: Superare la distinzione tra licei e istituti tecnici. Tutti i percorsi con pari dignità, 23 aprile 2026, ultima consultazione: 17 maggio 2026, link: https://www.orizzontescuola.it/valditara-listruzione-tecnica-e-un-pilastro-del-nostro-sistema-formativo-non-e-scuola-di-serie.

Marchesi Giovanni, Corriere.it, Barbero e l’appello a Valditara: i Promessi Sposi restino al secondo anno del liceo, è la scelta più ragionevole, 02 maggio 2026, ultima consultazione: 17 maggio 2026, link: https://www.corriere.it/scuola/26_maggio_02/barbero-e-l-appello-a-valditara-i-promessi-sposi-restino-al-secondo-anno-del-liceo-e-la-scelta-piu-ragionevole-31d70fb5-2ca2-4c62-bf43-ad70a55b8xlk.shtml.

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