The Human Library

Ucraini e Russi, positivi e negativi, malati e sani, immigrati e autoctoni, lavoratori e disoccupati e l’elenco potrebbe dilungarsi in un infinito binario di nitide dicotomie. Sopra quelle rotaie transita un solo treno che tutti conosciamo con il nome di Stereotipo, la cui tratta solitamente conduce alla stazione Realtà ridotta, raggiungibile dopo le fermate Pregiudizio e Discriminazione.

La tendenza alla semplificazione rappresenta uno dei meccanismi che il cervello umano innesca per facilitare l’elaborazione delle miriadi di informazioni che quotidianamente ad esso pervengono. Un bias cognitivo automatico che, se scevro di rielaborazione della realtà su basi pragmatiche e rafforzato dal contesto comunicativo e sociale, può privare il mondo esperienziale delle nuances che concretamente lo percorrono. The Human Library Project opera esattamente in questa direzione, con l’obiettivo di invogliare i passeggeri pregiudizievoli a fruire dell’interminabile monorotaia Autenticità: la condivisione di una retta diversa in ogni suo millesimo di porzione.

LA FIORITURA DEL PROGETTO

È primavera e nel 2000, esattamente ventidue anni fa, Ronni Abergel (allora grande attivista per la pace e fondatore del movimento americano Stop the Violence) percepisce persistenti difficoltà relazionali degli esseri umani, ancora fortemente influenzati da idee preconfezionate, spesso infondate ma diffuse ed accreditate.  Dunque, con suo fratello Dany e grazie all’appoggio dei due colleghi Asma Mouna e Christoffer Erichsen, l’uomo si aziona creando The Human Library, un’organizzazione non-profit pionieristica, dall’impronta rivoluzionaria, che mira a connettere l’intera umanità, scardinando quelle idee che precludono la conoscenza di tante diverse prospettive di vita.

La particolarità dell’idea di Ronni consiste nella messa a disposizione di libri umani, i cui titoli corrispondono alle etichette affibbiate a gruppi culturali e sociali denotati da peculiarità più o meno evidenti, che spaziano dal fisico alla provenienza geografica, fino alle usanze religiose. Le opere, infatti, prevedono diciture come Alcolizzato, Positivo all’HIV o Autistico, ma dietro di esse si celano sorprendenti scoperte.

Cinquanta persone, in veste di libri, potevano essere prese in prestito presso la prima Biblioteca umana (Menneskebiblioteket è il nome originale), impiantata a Copenaghen, in Danimarca. Più di mille, invece, furono i lettori attirati dalle storie di queste persone: un successo notevole.

Image credits: https://humanlibrary.org/wp-content/uploads/DSC09248.jpg

CHI SONO I LIBRI?

Ciò che rende originale The Human Library è la sostituzione del libro cartaceo con opere di vita umana. Sono storie di individui che sfidano i pregiudizi e che espongono esperienze vissute personalmente a fruitori, talvolta etichettanti ed influenzati dagli stereotipi connessi al gruppo in cui il libro è inserito.

Gli human books sono volontari che, dopo aver presentato una richiesta formale all’organizzazione, vengono contattati e sottoposti ad un colloquio attitudinale, il cui successo prevede la frequentazione di corsi formativi appositamente ideati.

La formazione consente ai libri di svolgere il loro ruolo proficuamente rispetto all’orientamento della Biblioteca umana e di poter accedere agli eventi imminenti, sostenuti dalle sedi localmente più prossime.

È, perciò, una possibilità aperta a chiunque ritenga di rappresentare un gruppo di persone socialmente stigmatizzate e di poter scalfire le muraglie che negli anni sono state erette a discapito della commistione culturale. Il tutto non a scopo di lucro, ma motivato da forti ideali umani e relazionali.

RISVOLTI FUTURI

Dall’inizio del Nuovo Millennio, molti sono i risultati positivi ottenuti da tale iniziativa, sviluppatasi gradualmente, fino ad arrivare negli Stati Uniti ed in Canada nel 2008. Ulteriori eventi si sono susseguiti anche in Botswana, Kenya e a Panama, coinvolgendo, fino ad oggi, 85 Paesi tra Europa, Africa, Asia, Australia ed America.

La sede centrale di Copenaghen svolge la funzione di elaborazione degli eventi richiesti dai Partners, come librerie pubbliche, istituti d’istruzione o istituzioni culturali, nonché la supervisione del lavoro svolto in tutte le sedi globali.

The Human Library viene realizzato solitamente sotto forma di eventi richiesti dai collaboratori, tramite la compilazione di un apposito modulo presente sul sito ufficiale dell’Organizzazione, ma di notevole importanza sono i quattro depositi di libri, interamente dislocati in Danimarca.

In Italia il primo progetto fu realizzato nella città di Torino, attuato nel 2007, anno dal quale presero slancio eventi successivi a Bologna, Firenze, Roma ed altre località italiane.

Image credits: https://humanlibrary.org/wp-content/uploads/IMG_2584.jpg

RISVOLTI PRATICI

Un progetto articolato su piani geografici, sociali e culturali diversi per trasmettere l’unicità dell’umanità che è una, ma fatta di molteplicità: The Human Library Organization ha ispirato l’adesione di numerosi soggetti, anche di spicco.

Heineken, ad esempio, utilizzò i concetti dell’HOS per una campagna pubblicitaria, ma altre note aziende come e-Bay, Microsoft e Daimler figurano nella lista dei partners.

Al di là della sfera pubblicitaria, le opere umane messe al servizio in questo atipico sistema bibliotecario si sono rivelate altresì utili nel campo della formazione di assistenti sociali nella capitale danese, mentre negli USA il progetto ha coinvolto gli studenti di medicina della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Sono comunque elevati i numeri che vedono aziende incluse in questa organizzazione e che procedono verso orizzonti maggiormente inclusivi, riconoscendo la diversità come matrice di ricchezza.

Alessia Congiu

Immagine in copertina: https://humanlibrary.org/wp-content/uploads/DSC08745.jpg

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