Fucilato e appeso a testa in giù: la (non) leggendaria fine di Mussolini

Mussolini morì tre giorni dopo la liberazione dal morbo che lui stesso aveva creato, il fascismo. Era il 25 aprile 1945, l’Italia festeggiava. Egli un po’ meno.

Due settimane prima si recò a Milano e tentò di contrattare la propria incolumità con il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia. La sua idea era quella di fuggire e nascondersi in Svizzera (Nazione che peraltro si era già dichiarata contraria a dare asilo a lui e alla sua famiglia). Da quel momento contattò gli Alleati per accordarsi con loro: egli era in possesso di importanti documenti che mostravano i rapporti fra lui e il Primo ministro inglese (si trattava del misterioso carteggio Mussolini-Churchill, da sempre tenuto segreto dal governo inglese).

Alle 20 del 25 aprile, Mussolini si mise in marcia con destinazione Como. Non era solo. Lo accompagnava una colonna di automezzi lunga un chilometro. Due giorni dopo la colonna venne fermata. I partigiani trovarono il duce vestito con un cappotto militare tedesco, armato e con la preziosa borsa stretta fra le braccia. Mussolini e l’amante vennero, perciò, fatti prigionieri.

Tre giorni dopo l’arresto, alle 16:10 del 28 aprile Mussolini e Claretta Petacci furono fucilati nei pressi del lago di Como, a Dongo. Ma se a desiderarlo morto era il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, gli Alleati, invece, lo volevano vivo per poterlo processare davanti a un tribunale.

Il veicolo contenente i corpi di Mussolini, della Petacci e di altri sedici giustiziati partì alla volta di Milano. Alle 3:40 di domenica le spoglie giunsero in Piazzale Loreto, meta non casuale: in questa piazza i diciotto cadaveri vennero gettati a terra come le vittime della rappresaglia nazifascista del 10 agosto 1944, i cui corpi vennero lasciati al sole per l’intera giornata impedendo ai familiari di portarli via.

Verso le 7 del mattino i primi passanti si accorsero delle salme. Iniziò un vero e proprio passaparola che in poco tempo attraversò tutta Milano. La piazza si riempì in maniera strepitosamente veloce. Le persone si avvicinarono ai corpi insultandoli, sputando loro addosso, urinando su di essi e prendendoli a calci. Una donna sparò al cadavere di Mussolini cinque colpi di pistola per vendicare gli altrettanti figli morti in guerra. Alle 11 la situazione era completamente degenerata e non più governabile neanche con scariche di mitra. Arrivò sul posto una squadra di vigili del fuoco che lavò i cadaveri imbrattati di sangue, sputi, urina e ortaggi: tra questi i più noti vennero fissati per i piedi alla pensilina del distributore di carburante Standard Oil. Al corpo della Petacci, dato che era stata privata delle mutande, venne fermata la gonna con una spilla. Dopodiché la tenuta dell’indumento fu assicurata con la cintura che un cappellano si sfilò appositamente.

In tarda mattinata arrivarono fotografi e una troupe di cineoperatori militari, che filmò tutta la scena. Le numerose fotografie scattate in quelle ore nei giorni seguenti animarono un fiorente mercato, venendo vendute come souvenir. Due settimane dopo l’accaduto, il prefetto cittadino ordinò l’immediato sequestro delle fotografie dalle cartolerie e la loro rimozione da ogni luogo pubblico.

Nel pomeriggio una squadra di partigiani entrò in piazza e rimosse i corpi trasportandoli in un vicino obitorio.

In serata, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia diramò un comunicato in cui affermò: “La fucilazione di Mussolini e complici è la conclusione necessaria di una fase storica che lascia il nostro paese ancora coperto di macerie materiali e morali”.

Debellare la dittatura fascista fu, dunque, una conclusione imprescindibile per avviare nel Paese una nuova epoca di rinascita.

Giulia Arduino

Crediti immagine di copertina: Il Giornale di Salerno.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...