Uiguri: gli usi di una minoranza

L’8 giugno 2022, più di 200 organizzazioni di attivisti per i diritti umani di tutto il mondo hanno pubblicato una lettera aperta indirizzata all’ONU, richiedendo a quest’ultimo un rapporto sulle violazioni dei diritti umani nei confronti della minoranza uigura da parte del governo cinese.

Chi sono gli uiguri

Gli uiguri sono una popolazione di origine turca che fino al 9 secolo d.C. era stanziata nell’odierna Mongolia. Tuttavia, durante la seconda metà dell’800 questa popolazione si spostò, occupando il territorio dell’attuale Xinjiang cinese. Il loro regno prosperò fino al 13° secolo, quando i mongoli invasero l’area. La popolazione convisse pacificamente con l’impero Han. Infatti, fu solo nel 1700 che la dinastia Qing annesse definitivamente questo territorio all’impero con una forte ottica centralista che non si preoccupava della valorizzazione e della tutela della minoranza uigura, anzi.
Un’apparente svolta in favore di questa minoranza è avvenuta solo nel 1955, quando gli uiguri assunsero lo status di minoranza regionale all’interno di uno stato multiculturale. Tali misure, tuttavia, non hanno migliorato molto la situazione uigura sul piano pratico: essi sono spesso oggetto di persecuzioni e di repressioni identitarie e culturali.

Crediti: Fraudbook

Identità culturale uigura

Lingua
Nella regione dello Xinjiang cinese, la lingua utilizzata dalla popolazione uigura è lo uiguro, che secondo studi storici e linguisti, dovrebbe derivare dal turco.
Nonostante la repressione del governo cinese, lo uiguro in Cina è parlato da più di 8 milioni di persone; ruolo fondamentale in questo mantenimento della lingua lo giocano i nuovi media: vengono pubblicati molti quotidiani e libri in uiguro, così come varie emittenti televisive.
Non bisogna però dimenticare che questa lingua si legittima a partire dalla sua ricca tradizione di poesia, filosofia e canzoni. 

Religione
La religione degli uiguri è l’islam. Ad oggi solo lo 0,45% della popolazione cinese la pratica ed è per questo marginalizzata. L’arrivo della dinastia Qing è stato fondamentale anche per questo aspetto dell’identità culturale di questo popolo, in quanto ordinò l’esecuzione di tutti i musulmani che si ribellavano al suo governo centrista, con il risultato del massacro di circa un milione di musulmani.
Fu solo con la rifioritura culturale degli anni ottanta che l’islam ha ricominciato a prendere il suo posto all’interno del variegato panorama religioso cinese, nonostante continui ad essere uno dei motivi di persecuzione della popolazione uigura.  

Il meshrep
Se si parla di identità culturale uigura non si può non citare un particolare ritrovo: il meshrep. Si tratta di un ritrovo di uomini uiguri, durante il quale le donne e i bambini sono invitati, ma rivestono solo il ruolo di spettatrici e spettatori. Tradizionalmente il gruppo si riunisce in un cortile e intona una musica tradizionale mentre organizza una sorta di tribunale morale dove vengono giudicati scherzosamente i comportamenti morali dei partecipanti.
Dopo la persecuzione etnica da parte di Pechino questa pratica ha però assunto un’importazione differente: è diventata un’azione politica tramite la quale gli uiguri lottano per la propria identità culturale.

Crediti: UNESCO

Soventi sono tutt’oggi le persecuzioni ai danni di minoranze: essendo esse composte da un gruppo di persone in minor numero rispetto alla realtà in cui si collocano, spesso il contesto maggioritario tende a volerle inglobare in sé stesso in modo forzato non preoccupandosi del forte valore identitario delle persone che la compongono.

Emily Aglì

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