LA MIA PANCIA È INNAMORATA: SNE

Si dice “agire di pancia”, si legge “Sistema Nervoso Enterico” (SNE).

Più di 400 milioni di neuroni, infatti, si concentrano lungo le pareti dell’apparato gastro-intestinale. A partire dall’esofago, fino a giungere allo stomaco, alle pareti intestinali e al colon. La loro ubicazione coinvolge principalmente la tonaca mioenterica e, in quantità più residuali, anche l’area sottomucosa.

In questo senso, si può affermare l’esistenza di un secondo cervello umano adibito a funzioni diversificate da quelle supplite dall’area che più comunemente riconosciamo come “cerebrale”.

I NEURONI ENTERICI

Dall’ottavo giorno di sviluppo dell’embrione, il Sistema Nervoso Enterico inizia a formarsi in ogni sua componente associata. All’interno delle pareti intestinali iniziano a brulicare i neuromotori, stretti collaboratori dei neuroni sensoriali intrinseci e gli interneuroni. Si tratta di una tassonomia tripartita sulla base dei ruoli adibiti a ciascuna tipologia neuronale contemplata.

I primi (neuromotori o neuroni motori) adempiono alla mansione di regolare i movimenti peristaltici, ossia le contrazioni delle pareti intestinali, favorendo il passaggio del materiale che fluisce all’interno dei lumi enterici. Parte di essi, inoltre, secerne ioni, acqua, ormoni, enzimi e sostanze necessarie al processo digestivo. Questi ultimi, maggiormente diffusi nell’area sottomucosa, costituiscono il Plesso di Meissner.

I neuroni sensoriali intrinseci, estremamente sensibili alla ricezione di segnali termici, chimici e meccanici, regolano l’attività neuromotoria, dettando i ritmi dei movimenti parietali e gestendo la secrezione di materiali gastro-intestinali ed il flusso sanguigno locale.

L’attività interneuronale, infine, consiste nel rilevamento di informazioni provenienti dal Sistema Nervoso Centrale e nella loro codifica, al fine di creare risposte di rimando consone al funzionamento del corpo umano.

Interneuroni e neuromotori sono situati nel Plesso di Auerbach, corrispondente al sito mioenterico.

IL LABORATORIO DELLE EMOZIONI

Che il Sistema Limbico, con Ipotalamo ed Amigdala, costituisca la sede di formazione delle emozioni è un fatto scientificamente provato da anni. Studi più recenti, però, identificano il sistema gastro-intestinale come un ulteriore laboratorio emozionale, in grado di avviare un intenso lavoro di produzione ormonale. Tra le primarie sostanze chimiche prodotte, si annoverano la serotonina e la dopamina, considerati gli ormoni della felicità per antonomasia. Si tratta letteralmente di emozioni di pancia!

CERVELLI COMUNICANTI

Il Dr. Diego Bohordez, con l’aiuto di alcuni ricercatori, ha identificato il nervo vago come principale canale di connessione tra encefalo e intestino. Grazie ad esso, i processi digestivi, i flussi umorali e le attività svolte singolarmente da entrambe le aree vengono messe in comunicazione attraverso passaggi che impiegano circa 100 millisecondi (con rapidità e precisione ineccepibili) per raggiungere l’una o l’altra meta.

Il flusso interattivo è ambivalente, con una propendenza direzionale dall’intestino al tronco encefalico. Circa il 90% dei neurotrasmettitori percorrono gli assoni neuronali (i prolungamenti con cui le cellule terminano) dal basso verso l’alto: un dato che suggerisce un livello di indipendenza gestionale e decisionale elevato attribuibile al Sistema Nervoso Enterico.

MICROBIOTA, NEURONI E ALIMENTAZIONE

I compiti a cui i neuroni intestinali adempiono sono plurimi. Oltre a facilitare la motilità delle pareti enteriche, ad inibire o attivare la secrezione di sostanze chimiche, quali enzimi e ormoni, e a comunicare con l’encefalo, esiste un’altra fondamentale funzione: quella immunitaria.

In concomitanza con i microorganismi che popolano le pareti enteriche e che costituiscono il microbiota, anche i neuroni intestinali agiscono in difesa e per la preserva del Sistema Immunitario. In tale ottica, è bene mantenere le zone coinvolte in buone condizioni, conducendo una vita salutare a partire da uno dei tasselli fondamentali del benessere intestinale: il cibo.

A favore microbiotico, le scienze nutrizionali consigliano una dieta, intesa come regime alimentare e non come metodologia restrittiva, a base di cereali non raffinati, come il riso integrale o il grano saraceno, che se assunti giornalmente (circa 50 gr) possono ridurre il rischio di contrarre malattie infettive del 20%,

Verdure, frutta (per ogni gusto e colore) e legumi sono altrettanto consigliati, così come, al contrario, si scoraggia un abuso di sale, le cui dosi non dovrebbero superare i 6 grammi giornalieri, e di zuccheri raffinati.

Queste linee guida rappresentano una griglia per tenere a mente quanto ciò con cui ci alimentiamo influisca sul nostro benessere complessivo, difese immunitarie e umore compresi, senza dimenticare che un’eccessiva rigidità o restrizione di varietà di nutrienti può comportare ingenti problematiche. Mangiare ciò che ci fa sentire bene e in maniera variegata rappresenta sempre una buona metodologia!

Alessia Congiu

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