VENEZIA: 79 edizioni di cinema ed arte

Sono trascorsi novant’anni dalla fondazione, per opera di tre uomini di spicco (Giuseppe Volpi di Misurata, l’allora presidente della Biennale di Venezia, Luciano De Feo e Antonio Maraini), da quello che attualmente stiamo rivivendo per la settantanovesima edizione: il Festival del cinema di Venezia.

Nato semplicemente come una mostra cinematografica, oggi vede ben ventitré film sfidarsi letteralmente “all’ultima pellicola” in una delle mete più caratteristiche d’Italia e del mondo intero: il lido di Venezia. La cornice, di per sé suggestiva, viene impreziosita dall’approdo di lussuose imbarcazioni, da abiti sfarzosi e personalità influenti non solo del mondo cinematografico.

DAL 1932 AL 2022

Una storia lunga poco meno di un secolo: dal 1932, anno di fondazione della rassegna, Venezia accoglie ospiti di fama internazionale quasi tutti gli anni.

Agli esordi, Benito Mussolini fu grande fautore dell’avvenimento, in quanto sostenitore del cinema come mezzo di eccelsa propaganda politica e nazionalista. Non a caso, fino al 1942, il premio conferito ai prodotti cinematografici più acclamati dalla critica fu la Coppa Mussolini, donata, peraltro, anche ad “Olympia”, film di Leni Riefensthal, dedicato ai Giochi Olimpici di Berlino del 1936.

Le prime pellicole ad essere riprodotte furono “A me la libertà” di René Clair e “Il dottor Jekyll e Mr Hyde” di Rouben Mamoulian: due prodotti esteri la cui qualità, tuttavia, fu riconosciuta anche dal duce che estese la partecipazione persino a registi esteri.

Oltre ai film tradizionali, proposti da tutto il globo, negli anni si è ampliata la scala di prodotti rivelati durante il Festival: dalla sezione dei cortometraggi ai restauri delle cineteche, dai quali è stato prescelto “Stella Dallas” per l’edizione corrente, riprodotto in occasione della vigilia.

LA GIURIA

Spicca, per eleganza e sobrietà, la presidentessa di giuria Julianne Moore che, giunta all’imbarcadero di Gucci abbigliata, ha incantato il direttore artistico Alberto Barbera e l’intero parterre di spettatori, attivi anche sui social.

Dal 31 agosto al 10 settembre, l’attrice, nonché scrittrice britannica presiede l’accurato lavoro di valutazione delle anteprime, proiettate per vincere il tanto anelato Leone d’oro. Assieme a lei compaiono Audrey Diwan, regista e vincitrice dello scorso anno con il film “L’Evénement”, l’attrice iraniana Leila Hatami, i registi Leonardo Di Costanzo, Mariano Cohn e Rodrigo Sorogoyen e, infine, Kazuo Ishiguro, scrittore e sceneggiatore.

Crediti Immagine: La Giuria

IL LEONE D’ORO

Come già accennato, la statuetta di Venezia non ha sempre vantato la criniera del felino con cui essa viene chiamata. Per dieci anni, infatti, fu “Coppa Mussolini” il nome con cui veniva proclamata per poi divenire il “Gran Premio Internazionale di Venezia” tra il 1947 ed il 1948 ed il “Leone di San Marco” fino al 1953. Dall’anno successivo ad ora viene chiamato “Leone d’oro” a simboleggiare l’importanza dell’arte a tutto tondo.

NON SOLO CINEMA

Star di Hollywood e dello star system hanno solcato quel famoso red carpet, oltre le calle variopinte: Bridgitte Bardot e Sophia Loren nel periodo della forte conflittualità che saettava tra le due “femmes”, George Clooney, molteplici volte, ma anche Elodie o Giorgia Soleri che, quest’anno, ha fatto la sua comparsa con un look grintoso ma semplice, perfettamente in linea con la sua schietta personalità.

Modelle del calibro di Adriana Lima, Alessandra Ambrosio e Barbara Palvin posano sotto i flesh indiscreti di migliaia di fotografi, colorando Venezia di rossetti nude e trasparenze sensuali, in perfetta coerenza con le attuali tendenza moda che delineano tratti naturali, netti e puliti.

Completa il quadro la madrina di quest’anno, Rocìo Munoz Morales, che, fresca e decisa, sostiene l’essenzialità del cinema, perché, citando le sue stesse parole, “senza di esso non possiamo vivere”.

Alessia Congiu

Crediti immagine copertina: Locandina 79 edizione

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