Sanna Mirella Marin: quando nell’apparire non conta chi sei

Una bufera di critiche e polemiche si è abbattuta su Sanna Mirella Marin, giovane premier finlandese, dopo che sui social sono stati condivisi dei video che la ritraggono in scene di vita normali definiti come “balli scatenati” e “festini”. Nell’era social la vita privata è un’arma nelle mani di chi, senza tanti sforzi, vuole deformare la linea dei fatti a suo piacimento. Siamo sempre di più l’era dell’apparire? Social e realtà sono l’adynaton per eccellenza?

Quando le immagini hanno fatto il giro del web la Marin è stata costretta a scusarsi e a dimostrare di essere negativa ad un test antidroga. In una intervista rilasciata alla tv nazionale ha spiegato, con voce straziata: “sono umana e anche io, a volte, ho bisogno di gioia, divertimento e allegria nel mezzo di queste nuvole buie”.

È così che la leader è stata valutata per la sua sfera privata e non per il suo operato politico, che all’immagine carismatica viene a sostituirsi la retorica della debolezza e del “vergognoso”. La domanda è inevitabile, fosse stato un giovane premier di sesso maschile la polemica sarebbe stata così dura? Oppure come spesso nella storia è accaduto la sua virilità ne sarebbe stata addirittura accresciuta? Maschio, potente, circondato da amici e donne. Noi Italiani ne sappiamo qualcosa al riguardo.

Nulla è importato se è divenuta primo ministro all’età di 34 anni dopo una virtuosa carriera politica, se è contestualmente madre e donna in carriera, se nel suo mandato ha dovuto affrontare il complicato momento pandemico e le successive tensioni con una Russia in guerra con l’Ucraina, se ha avuto il coraggio di annunciare la volontà di aderire alla NATO.

Da questo fatto possiamo certo sviluppare una riflessione. Abbiamo la pretesa di insegnare alle nuove generazioni l’uso e la consapevolezza dei propri dati, delle proprie immagini. Raccontiamo loro l’importanza di imparare a difendersi dal fango che deriva dai social dopo aver postato una foto, un video. Esporre immagini della propria vita è diventato tenace, da una parte abbiamo gli haters, dall’altra chi strumentalizza scene di vita quotidiana e le addita come inappropriate. Al contempo, la nostra cultura ci propone come debolezza una festa tra amici, scandaloso un ballo davanti un telefono, anche se in privato tra amici. Non dimentichiamoci che è colpevole di essere una Donna influente.

Per Roberto Saviano è così che opera la macchina del fango, una violazione del perimetro personale, un semplice atto quotidiano che, se ripreso, viene utilizzato per distorcere la realtà.

Semplicemente questa la storia di Sanna Mirella Marin, colpevole di essere sé stessa, una Donna in carriera che si definisce cresciuta da una “famiglia arcobaleno” (cresciuta da due genitori donne) che, stranamente, è anche umana e nella sua sfera privata beve, mangia e qualche volta sorride anche.

Manuele Avilloni

Un commento Aggiungi il tuo

  1. caritocueto ha detto:

    Ottimo articolo. Invita a riflettere su come viene giudicata una donna politicamente esposta, sulla sua vita personale, quando in realtà non c’è niente di sbagliato e/o di strano nell’uscire con gli amici.

    "Mi piace"

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