Next Exhibition (insieme ad Associazione Culturale Dreams, Cancillería e Ambasciata di Colombia in Italia e con la curatela di Glocal Project e ONO arte) aveva già programmato prima dell’estate la realizzazione della mostra “Botero. Via Crucis“, poi, con la dipartita del maestro, si è trovata ad organizzare la prima mostra postuma di Fernando Botero. Questi, scomparso nel settembre 2023, ha avuto durante la sua vita una grande notorietà e riconoscibilità per il suo stile artistico e si è fatto carico di condividere numerose tematiche importanti e attuali all’interno delle sue opere. All’interno degli spazi della Permanente di Milano, fino al 4 febbraio 2024 si può ammirare il lavoro di Botero relativo al tema della Via Crucis, in un percorso che accompagna dal bacio di Giuda alla Crocifissione, con opere provenienti dalla collezione del Museo de Antioquia (che ha sede a Medellín, città natale dell’artista).
Durante il percorso della mostra ci si può perdere tra oli e disegni che raffigurano Cristo nei vari passaggi per arrivare sulla croce e oltre. Tra i quadri più apprezzati troviamo “El beso de Judas”, opera in cui Cristo è posto al centro ed è circondato da soldati e civili che sembrano non prestare attenzione alla scena in cui Giuda, in abiti moderni e con la pelle verde (colore con simbologia negativa), bacia Gesù; questo dipinto è curioso anche perché in basso a sinistra il maestro dipinge se stesso, in abiti moderni, come il personaggio del traditore. Secondo in classifica abbiamo “Crucifixión”: importante perché la scena è inserita in un contesto totalmente quotidiano, ovvero un normalissimo pomeriggio a Central Park, in cui i personaggi passeggiano ignari di ciò che sta accadendo, la Crocifissione. Infine citiamo il manifesto della mostra, “Jesús y la multitud”, in cui Gesù sofferente per le spine della corona viene ignorato dal pubblico circostante.
Quest’ultimo aspetto dell’opera subito sopra citata è ricorrente nella collezione: il popolo che ignora quanto di violento sta accadendo sotto ai propri occhi. Infatti, fil rouge che tiene insieme tutte queste opere è solo apparentemente il tema religioso (a cui Botero è molto caro sia per l’eredità colombiana che per quella dell’Italia, Paese di cui ammira l’arte e in cui trascorre molti anni della sua vita), ma in realtà è un tema sociale: il maestro riflette sulla violenza nel mondo, avendo come riferimento situazioni difficili del proprio Paese d’origine, e sul modo in cui l’oppressione venga ignorata dalla maggior parte delle persone, indifferenti alle problematiche sociali e non volenterose di apportare un cambiamento. Questa è una mostra che, oltre all’animo e alle riflessioni di Botero, ci mostra la sua inconfondibile cifra stilistica: la resa dei volumi. Come affermato dalla direttrice del Museo di Antioquia, Botero infatti non dipingeva personaggi obesi, ma faceva un vero e proprio studio sul volume: una visione opposta ai canoni di bellezza odierni che deriva dalla pittura rinascimentale italiana e dalla sua grandezza.
Un’esposizione inedita che vale la pena visitare per conoscere più a fondo lo stile e il mondo del maestro Fernando Botero, da non perdere!
Alessandra Picciariello








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