Con la curatela di Piernicola Maria Di Iorio e la produzione di Next Events in collaborazione con Piuma, Arthemisia, Pop House Gallery e Trium Art Gallery, l’esposizione alla Promotrice delle Belle Arti di Torino raccoglie più di ottanta opere di alcuni dei più irriverenti artisti contemporanei: Banksy, TvBoy, Liu Bolin, Damien Hirst, Jago, Mr. Brainwash, Giuseppe Veneziano, David LaChapelle, Takashi Murakami, MaPo e molti altri.
Negli anni ’60 Guy Debord, nel suo saggio La società dello spettacolo (1967), parla di “situazionismo” ed espone la teoria secondo la quale la nostra società sarebbe basata sullo spettacolo, ossia sulla mediazione dell’immagine. Noi oggi, non a caso, formuliamo lo stesso concetto con l’espressione “società dell’immagine”.
Debord afferma che viviamo in una società in cui i nostri rapporti con la realtà, comprese le persone, sono sempre filtrati da un’immagine.
Spettacolo vuol dire proprio questo, poiché non esiste un’esperienza diretta, sana e autentica con la realtà, ma è implicito sempre il ruolo dell’immagine: noi giudichiamo il rapporto con il mondo in base al modello che abbiamo introiettato.
Oggi più che mai è evidente questo concetto con i social media e la televisione: tutto passa attraverso lo schermo. Dato questo principio fondativo della società, il situazionismo sostiene che un proprio importante obiettivo risiede nel creare situazioni che rompano il monopolio dell’immagine.
E questi artisti, con la loro voglia di rifare il mondo, ci sono pienamente riusciti.
Successivamente a partire dalla metà degli anni ’80, in America matura il gruppo degli appropriazionisti, ossia artisti che prendono materiali già esistenti per creare le loro opere (aveva inaugurato questo pensiero Marcel Duchamp col Ready Made).
Essi sostengono che, se consideriamo l’essere umano inserito nella società del consumo e della merce, sono questi i temi che l’artista deve proporre attraverso precisamente gli stessi canali di comunicazione di cui consumo e merce si nutrono.
L’idea di fondo è la rielaborazione della nozione di simulacro affrontata con Baudrillard nel trattato Simulacri e simulazione (1981): l’arte è il doppio della società. Il doppio è ciò che si pone come uguale a ciò cui si riferisce, ma cambiandogli il significato. È così che si innesca il meccanismo della strategia.

L’arte di TvBoy crea un dialogo tra passato e presente e utilizza le icone pop e i personaggi storici per poter parlare liberamente di morte, religione, violenza, sesso.
L’artista riesce così a creare una sbalorditiva enciclopedia di immagini della società contemporanea.

David LaChapelle cerca un esercizio della creatività libero, che trova nella reazione del pubblico la sua giustificazione e nell’evidente citazionismo uno dei suoi temi più amati.
Inserito nella Pop art, spiccano gli elementi di kitsch, trasgressione e glamour.

Il panorama di Thierry Guetta, più comunemente noto con il nome di Mr. Brainwash, si inserisce nell’arte urbana con uno stile vibrante e pop, spaziando dal graffitismo alla street art.

Provocazione e arte concettuale sono due ingredienti immancabili nell’arte di Damien Hirst, che esplora temi come la bellezza e la decadenza.

Mimmo Rotella è noto specialmente per il suo linguaggio artistico del décollage, che consiste nell’incollare i manifesti pubblicitari o cinematografici, precedentemente lacerati, su supporti di vario tipo, come cartoncino, tavole in legno, tele di lino.

Le 12 opere esposte di Banksy sfumano i confini tra arte, società e politica.
In mostra vengono presentate opere iconiche e linguaggi compositivi al limite della provocazione e dell’ironia di artisti che portano a far riflettere noi spettatori sulla società in cui viviamo.
Dove: Promotrice delle Belle Arti (TO).
Quando: 15 novembre 2024 – 2 marzo 2025.
Greta Sberna





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