Il festival del teatro “off” e delle arti performative torinese è tornato nella nostra città! Dal 13 maggio al 1o giugno il Torino Fringe Festival ha organizzato eventi e spettacoli di ogni genere, in diversi luoghi del capoluogo piemontese. Quest’ultima edizione è stata ricca di proposte e gli artisti candidati da tutto il mondo sono stati più di settecento!
Nato nel 2012, il progetto si ispira al modello dei festival “off” europei: l’espressione si riferisce a spettacoli messi in scena in teatri più piccoli, con un pubblico ridotto. Spesso si tratta di prodotti meritevoli, anche sperimentali, che trovano spazio in questi programmi diffusi. La particolarità è l’offerta variegata delle forme artistiche: dalla musica al teatro, fino alla danza. Gli appuntamenti sono distribuiti in locali, ristoranti, case storiche, hub culturali, e tra le vie e le piazze del centro.

La Vita è un Varietà
Le rappresentazioni spaziano dalla stand up comedy agli spettacoli più tradizionali, dai concerti ai talk e ai laboratori. L’edizione del 2025 vuole omaggiare il varietà della Belle Époque: «La Vita è un Varietà – il motto dell’edizione [ndr] – è un omaggio alla grande tradizione italiana del varietà e del teatro di rivista, dei cabaret, dei Café-chantant e degli anni del proibizionismo, fondendo tradizioni storiche con una visione audace e contemporanea». Queste sono le parole con cui gli organizzatori del festival hanno descritto lo spirito di quest’anno.
All’origine di tutto c’è il Fringe Festival di Edimburgo (1947), che si svolge ogni anno ad agosto. Il termine fringe, in inglese “frangia”, indica ciò che sta ai margini, sul bordo. Questi festival, infatti, intendono far conoscere artisti e opere che gravitano al di fuori degli eventi e delle organizzazioni istituzionali. Spesso gli artisti sono emergenti e, in questo modo, possono per la prima volta proporre la loro arte a un pubblico di più ampia portata.
Borderline
Dal 20 al 25 maggio, presso il locale Vinile, nel quartiere Vanchiglietta, si è tenuto lo spettacolo di stand up comedy Borderline, scritto e interpretato dall’attrice livornese Lara Gallo. Al centro dell’opera vi sono il tempo e il dubbio circa la sua esistenza. Il monologo dura un’ora, ma scorre veloce: i temi e i quesiti saltano fuori uno dopo l’altro, tenendo gli spettatori incollati al seggiolino. Assistere a questo vorticoso flusso di pensieri fa sorgere ulteriori domande e strappa molte risate; Lara Gallo cattura gli spettatori e li coinvolge meravigliosamente.
Il tempo esiste? Da questa domanda nascono discorsi e riflessioni sull’amore e sulla morte, sulle relazioni umane e sul rapporto con sé stessi. Si vivono viaggi tra le sfaccettature dell'”io”, incontri bizzarri ed emozioni profonde. Sentirsi sul bordo, sul ciglio, sul margine: questo è ciò che Lara prova e ciò che propone in chiave comica al pubblico. “Tutto a posto” dicono tutti, ma in verità nulla è a posto, anzi, qual è il posto? Dov’è? Ci appartiene veramente?
Sono parole che ricordano in qualche modo l’omonima canzone dei Tame Impala, Borderline: «We’re on the borderline, dangerously fine and unforgiving […]. Then I saw the time, watched it speedin’ like a train».
Anche questa canzone riesce a spiegare un concetto che nessuno ha mai capito o ha mai voluto comprendere. Nel suo spettacolo, Lara ha trasmesso al pubblico proprio quest’idea: il rifiuto di accettare la natura del tempo e il suo apparente significato. «Caught between the tides of pain and rapture», cantano i Tame Impala, “colti tra maree di dolore ed estasi”: è la sensazione di essere vicino all’avvenire, sentendosi però al tempo stesso intrappolati in una condizione al limite.
Le esperienze di vita, le avventure e gli imprevisti di Lara conducono gli spettatori in un viaggio fantastico tra ironia e serietà, in cui la comicità è alternata a momenti di pura poesia. Tenere alta l’attenzione, quando l’attore è uno solo, è una vera sfida, e Lara ha saputo dimostrare le sue grandi abilità artistiche con naturalezza e spontaneità. Il Torino Fringe Festival è un’iniziativa preziosa perché permette ad artisti poco noti come Lara Gallo di presentare le proprie forme d’arte.
Ho visto il tempo, l’ho guardato correre come un treno.
Cecilia Blunda


